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Fabrizio Spada: Elezioni europee, ecco cosa ci aspetta

COMMISSIONE EUROPEA

Dalla Rappresentanza a Milano 

 

MILANO – Sono stati appena annunciati i risultati delle recenti elezioni europee, ma l’agenda del nuovo Parlamento si presenta già fitta. Ai nuovi parlamentari e ai governi dei 28 Paesi spetta il compito di “leggere” le indicazioni fornite dagli elettori. I commentatori politici si sono soffermati su due dati principali. Il primo è l’aumento della partecipazione al voto, con un 43,1% che inverte la tendenza registrata negli ultimi 30 anni di elezioni europee. Il dato italiano, 60%, porta il nostro Paese tra quelli che hanno registrato un’affluenza maggiore. Il secondo dato è la nuova composizione del Parlamento, in particolare l’aumento di eurodeputati che hanno presentato una visione critica dell’integrazione europea.

In attesa di conoscere gli sviluppi delle prossime settimane, è importante porre l’accento sulla peculiarità del voto in Italia, dove la maggioranza degli elettori ha espresso una linea sostanzialmente favorevole all’Europa.

Forse a sorpresa e nonostante la lunga crisi economica, l’elettorato ha scelto di dare più forza alla voce dell’Italia in Europa, anziché cedere al facile populismo e alla demagogia antieuropea.

Grazie a questa scelta, nostro Paese vede probabilmente rafforzare la sua posizione all’interno delle istituzioni dell’UE, presentandosi così al semestre di presidenza che lo attende con una nuova e più consolidata stabilità.

L’auspicio di tutti è che questa forza serva a convincere tutti gli Stati membri a mettere in atto politiche che facciano ripartire crescita e occupazione.

Per la prima volta al nuovo Parlamento spetterà anche eleggere il presidente della Commissione europea. Sarà un percorso che coinvolgerà sia gli eurodeputati che i governi dei 28 Paesi.

La prima tappa di questo processo è la Conferenza dei Presidenti del Parlamento. Organo politico, è composta dal presidente del Parlamento Martin Schulz e dai presidenti dei gruppi politici. Durante la riunione del 27 maggio scorso i presidenti hanno parlato dei risultati delle elezioni, tenendo in considerazione la situazione politica dell’UE e cercando di comprendere il modo in cui questi potranno influenzare l’elezione del Presidente della Commissione europea.

La seconda tappa, avvenuta sempre ieri, è stata la discussione tra i leader dei 28 Paesi UE a Bruxelles – spetterà infatti ai governi proporre agli eurodeputati il successore di Barroso “alla luce del risultato delle elezioni”, secondo quanto stabilito dal Trattato.

Il candidato sarà soggetto ad un voto del Parlamento europeo, che avrà luogo durante la plenaria del 14-17 luglio. La nomina del Parlamento europeo avviene se la metà più uno dei deputati, ossia 376, vota a favore.

Un altro punto sull’agenda degli europarlamentari è la costituzione dei gruppi politici. Le regole del Parlamento indicano che un gruppo debba essere composto da almeno 25 deputati di 7 Stati membri diversi e che i gruppi politici ufficiali del PE debbano formarsi in anticipo rispetto alla prima plenaria del prossimo 1 luglio. Mentre ci si attendono poche novità per i gruppi principali (Popolari, Socialisti, Liberali e Verdi), resta da vedere quali gruppi politici europei verranno creati per accogliere gli europarlamentari che non si riconoscono nei gruppi esistenti.(Fabrizio Spada-Le 12 Stelle/Inform )

*Direttore della Rappresentanza a Milano della Commissione Ue

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