direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Dopo il G7 dei ministri degli Esteri di Lucca Angelino Alfano interviene in Aula sulla crisi siriana

SENATO DELLA REPUBBLICA

“Non possiamo certo farci illusioni che vi siano scorciatoie per raggiungere la pace in Siria. Siamo coscienti che ci vorrà del tempo perché questo processo conduca a risultati concreti. Il negoziato di Ginevra va alimentato e sostenuto con forza ed efficacia, perché rappresenta l’unico strumento idoneo a far dialogare le diverse parti siriane”

 

ROMA – Il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Angelino Alfano è intervento nell’Aula del Senato sugli ultimi sviluppi della crisi siriana. “Dopo la risposta militare americana contro le basi da cui è partito l’attacco contro i civili nella città di Khan Shaykhun, – ha esordito Alfano – era evidente a tutti che il tema del conflitto siriano fosse da trattare con la massima priorità e urgenza. La questione siriana è stata infatti affrontata sia nell’ambito del G7 vero e proprio sia nella riunione straordinaria che abbiamo convocato ieri, ovvero un G7 allargato ai Paesi del Golfo, alla Turchia e alla Giordania. È la prima volta – ha ricordato il ministro – che un G7 dei ministri degli esteri allarga la discussione a Paesi non membri su un tema come la Siria. Un’iniziativa, questa, che abbiamo voluto prendere nella consapevolezza che la risposta americana, proporzionata, motivata e comprensibile, apra una finestra di opportunità da cogliere per perseguire la soluzione politica e rilanciare il negoziato sotto la guida delle Nazioni Unite. Ciò anche alla luce del fatto che l’amministrazione americana appare determinata a svolgere nuovamente un ruolo da protagonista in uno scacchiere dal quale gli Stati Uniti si erano un po’ defilati e anche nella consapevolezza che la risposta americana ci pone davanti all’esigenza di evitare una escalation militare e di riporre la diplomazia al centro del gioco”.

“Noi – ha proseguito Alfano – continuiamo a non credere in soluzioni militari del conflitto e siamo stati tra i primi ad affermare che una soluzione politica richiedeva il coinvolgimento di Mosca. Tuttavia, siamo altresì convinti che la Russia da sola non sia in grado di promuovere una transizione politica credibile e sostenibile in Siria e che a tal fine serva il contro bilanciamento degli Stati Uniti, che restano il nostro principale e insostituibile alleato nella Regione e nel mondo”. “Ho colto l’occasione di un colloquio telefonico che mi aveva chiesto il mio omologo Zarif – ha poi segnalato il ministro – per sollecitare l’Iran ad esercitare tutta la sua influenza sul regime siriano affinché siano evitati nuovi attacchi sui civili, eliminate completamente le armi chimiche ed assicurato il cessate il fuoco. Il ministro Zarif ha anche concordato sul fatto che l’uso di armi chimiche costituisce un crimine di guerra, assicurando sostegno ad una commissione d’inchiesta internazionale guidata dalle Nazioni Unite sui recenti attacchi a Khan Shaykhun, commissione d’inchiesta che, naturalmente, l’Italia appoggia anche se nel passato, come indicato dalla Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, l’OPAC, il regime di Damasco ha sempre posto seri ostacoli alle ispezioni richieste proprio dalla stessa OPAC”.

Sempre quanto riguarda la crisi siriana Alfano ha evidenziato come dal G7 di Lucca sia stato ribadito il sostegno al dialogo politico di Ginevra, secondo quanto previsto dalla risoluzione del Consiglio di sicurezza 2254, la centralità del ruolo delle Nazioni Unite nel processo negoziale e l’impegno a garantire l’integrità territoriale della Siria. Gli esponenti del G7 hanno inoltre esortato la Russia e l’Iran a svolgere un ruolo costruttivo e ad usare la propria influenza per convincere Damasco ad adempiere agli obblighi internazionali in materia di uso di armi chimiche.

“Non possiamo certo farci illusioni – ha aggiunto Alfano – che vi siano scorciatoie per raggiungere la pace in Siria. Siamo coscienti che ci vorrà del tempo perché questo processo conduca a risultati concreti. Il negoziato di Ginevra va alimentato e sostenuto con forza ed efficacia, perché rappresenta l’unico strumento idoneo a far dialogare le diverse parti siriane…L’Italia, d’altronde, – ha concluso il ministro – è sempre stata convinta che non vi possa essere una soluzione militare e che il conflitto nonché il futuro della Siria dipendano dal processo politico: una Siria pacificata si può avere solamente con l’uso dello strumento negoziale. La nostra azione diplomatica e il negoziato nel suo insieme sono proprio diretti a convincere Mosca a prendere le distanze da Assad. L’Italia, questa è una posizione che ho espresso sin dall’inizio del mio mandato ed è la storica e tradizionale posizione italiana, ritiene che vadano dati ai siriani la possibilità e il diritto di esprimersi liberamente nel processo e nel contesto di transizione politica e istituzionale previsto dalla risoluzione 2254 del Consiglio di sicurezza”. (Inform)

Powered by WordPress | Designed by Elegant Themes