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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Don Claudio Visconti (missionario a Bruxelles): a Marcinelle storie di uomini spezzate

MISSIONARI ITALIANI NEL MONDO

 

MARCINELLE – Un momento toccante quello vissuto ieri mattina a Marcinelle per le celebrazioni del 62° anniversario della tragedia di Marcinelle. “Mi ha colpito molto l’elenco dei nomi con i rintocchi della campana” per 262 volte – dice il missionario per gli italiani a Bruxelles, don Claudio Visconti – quanti sono stati i morti di quell’evento che ha causato morte in gran parte dell’Italia. Dei 262 morti, infatti, 136 erano italiani. In quell’elenco “troviamo tutti i nomi dell’Italia di sempre, Antonio, Giovanni, Mario… e i nomi delle tante Italie di un tempo. Nomi-casa, nomi-memoria, nomi-storia, nomi-simbolo, nomi-speranza, nomi-destino: (tra gli altri) Bartolomeo, Santino, Valente, Camillo, Modesto, Primo, Secondo, Terzo, Annibale, Benito, Adolfo, Assunto, Felice, Liberato, Calogero, Otello, Abramo. E Rocco. Si ripete cinque volte il nome Rocco, tra i morti dell’8 agosto 1956: c’è persino un Rocco Vita”, ha scritto il saggista e giornalista Paolo Di Stefano nel volume “La Catastrofa” (edizioni Sellerio).

Questi nomi – dice ancora don Visconti –  sono storie di uomini spezzate, desideri infranti,  sogni irrealizzati  come i sogni spezzati e infranti degli uomini di oggi in cerca di una vita migliore come i profughi e i migranti morti nel deserto e nel mare”. La memoria ieri a Marcinelle era “scritta sul volto degli ultimi minatori viventi a quella catastrofe ed oggi presenti, vestiti a tutto punto da minatori come allora. Accanto al silenzio nell’ascolto dei nomi qualche lacrima segnava il volto di alcuni: la morte si porta via questa vita ma non si porta via l’amore: questo dura per sempre”. (Raffaele Iaria – Migrantes online /Inform)

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