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Domani al Sacrario Militare di Trento onori solenni per il caduto Rodolfo Beretta

GRANDE GUERRA

TRENTO – Domani 13 ottobre, alle ore 10, nel Sacrario Militare all’interno del Cimitero monumentale di Trento si svolgerà la cerimonia di resa degli Onori solenni al Caduto della Prima guerra mondiale, Rodolfo Beretta, i cui resti saranno consegnati ai familiari.

I resti sono stati rinvenuti sull’Adamello da due scalatori nell’estate del 2017. Dopo un lungo lavoro, fatto assieme all’Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento, è stato possibile dare un nome al Caduto.

Il Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti ha rintracciato i pronipoti, che saranno presenti alla cerimonia. Il Caduto sarà tumulato il giorno seguente nella sua città natia, Besana in Brianza.

Attualmente i reperti sono esposti nella mostra “Storie senza storia. Tracce di uomini in guerra (1914-1918)” nella cappella Vantini di Palazzo Thun a Trento, patrocinata dal Commissariato per le Onoranze ai Caduti, a ingresso gratuito fino al 4 novembre (dal martedì alla domenica dalle 9,30 alle 13 e dalle 14 alle 18).

Rodolfo Beretta appartiene al 5° Reggimento Alpini, Battaglione Val d’Intelvi, 244esima Compagnia. La sua compagnia è dislocata a passo di Cavento dal 6 maggio 1916 e alterna periodi in trincea a periodi di riposo a Temù, in val di Pezzo e a Sozzine.

Secondo il diario del Battaglione, Beretta fa parte del gruppo di sei alpini mandati a passo di Cavento per portare i viveri al resto del Reggimento, ma che vengono investiti da una valanga; quattro di loro si salvano e testimoniano così la morte del commilitone Beretta. Il Caduto Beretta è quindi vittima della Guerra Bianca, una guerra tipicamente alpina, su postazioni di roccia e ghiaccio ad oltre 3000 metri di quota, in condizioni ambientali e climatiche difficilissime. Si combatte quindi contro l’esercito avversario, ma anche contro freddo, neve e valanghe.

Il giorno della morte di Beretta, l’8 novembre 1916, il diario del suo Battaglione riporta: “Cielo coperto, neve e tormenta fortissima, temperatura massima -3, minima -12” e nella data del 10 novembre sul diario c’è scritto che “a causa della tempesta fortissima non si potè recuperare i cadaveri”, uno dei quali è appunto il Caduto Rodolfo. (Inform)

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