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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Dino Nardi (Pd Zurigo/Coordinatore europeo Uim): “Il Pd, casa dei socialisti e democratici”

PARTITI

Una riflessione in vista delle prossime elezioni politiche e in seguito alla fuoriuscita dal partito svizzero di alcuni suoi esponenti

 

ZURIGO – “Da socialista ho sostenuto e mi sono impegnato con l’Ulivo e, successivamente, ho contribuito alla nascita del Partito Democratico unitamente a tanti altri che provenivano da una storia di sinistra (ex Pci) oppure da una esperienza nel cattolicesimo democratico (ex Dc). Una nuova formazione che ritenevo potesse riempire quello spazio lasciato vuoto dopo la scomparsa del partito socialista dalla scena politica italiana e che, in Europa, era rappresentato dal Pse”. Inizia così la riflessione di Dino Nardi, iscritto al Pd, coordinatore europeo della Uim, che interviene a seguito della fuoriuscita dal partito di alcuni dei suoi esponenti, in Svizzera e non solo.

“Dopo alcuni anni dalla sua nascita il Pd continuava, tuttavia, ad essere ancora (quantomeno a livello dirigenziale) una confederazione di ex e quindi faticava a darsi una sua identità, una sua anima. Una situazione anomala, per un nuovo partito politico, spesso denunciata anche dal sottoscritto in varie sedi ed in più occasioni. Poi – scrive Nardi – è arrivato sulla scena politica nazionale il giovane Matteo Renzi, con una storia personale da ex Margherita, da presidente della provincia di Firenze ed infine da sindaco del capoluogo, e nel frattempo si sono avvicinati al Pd molti nativi senza alcuna precedente esperienza politica, cioè ex di niente”. Nardi ricorda come Renzi “in breve tempo ha conquistato la segreteria del partito vincendo le Primarie contro Pierluigi Bersani e rimuovendo gran parte della vecchia nomenclatura del Pd nazionale” e sia riuscito, con il suo “attivismo” a “dare al partito una chiara fisionomia politica di sinistra riformista, che ancora non aveva, facendolo aderire al Partito Socialista Europeo”. A suo avviso, dunque “una volta alla guida del governo del Paese, sia pure in coalizione con Ncd di Angelino Alfano, il giovane Matteo Renzi è riuscito a fare quelle riforme di sinistra che il Paese attendeva da anni: dai diritti civili al lavoro, alle tasse, all’ambiente, al sociale, alla giustizia, alla sicurezza, alla cultura, alla scuola, alla riforma della Pubblica Amministrazione”.

“Ovviamente – rileva – si poteva anche fare di più e di meglio secondo il solito benaltrismo, facile a parole, delle opposizioni ma governando, specie se in coalizione, non sempre si accontenta tutti e si possono commettere anche degli errori, come in effetti ne sono stati commessi. Tuttavia il bilancio della legislatura appena terminata, con i suoi tre governi di Letta, Renzi e Gentiloni, può definirsi certamente positivo anche se è mancata all’appello la Riforma costituzionale”.

Per il coordinatore Uim il bilancio è positivo “anche per le politiche a favore degli italiani all’estero dove si è invertita, finalmente, la tendenza al ribasso del recente passato, come è stato onestamente riconosciuto dallo stesso Consiglio Generale degli Italiani all’Estero nella sua ultima assemblea generale di novembre e, per rimanere in Svizzera, pure dalla stessa assemblea nazionale del Pd elvetico – tenutasi a Berna lo scorso 26 novembre – dove si sono scelte le candidature svizzere per le prossime elezioni politiche del 4 marzo da indicare alla Direzione nazionale del Pd”.

In merito alla nota diffusa alla vigilia delle festività natalizie in cui alcuni esponenti del Pd svizzero, tra cui la presidente ed il segretario della Federazione, annunciavano l’uscita dal partito, Nardi si chiede “cosa sia accaduto, a distanza di pochi giorni dall’assemblea del 26 novembre, per farli ricredere sul loro partito ed indurli improvvisamente” a tale decisione e rileva come in realtà “in molti si pensava ad una loro possibile uscita dal partito già al tempo della scissione di Bersani ed a quell’epoca ci stupimmo piacevolmente che non fosse avvenuta”. “Pertanto – evidenzia Nardi – è solo la tempistica di questa loro decisione che ha lasciato perplessi e riteniamo che, come si diceva un tempo, siano semplicemente dei compagni che sbagliano e quindi è auspicabile un loro ripensamento perché questa loro uscita dal Pd non può che dispiacere e procurare amarezza a quanti, come il sottoscritto, hanno combattuto fianco a fianco con loro in tante battaglie politiche”.

“In ogni caso, oggi, si deve prendere atto di questa loro decisione ed il Pd svizzero deve rimboccarsi le maniche per riorganizzare immediatamente la struttura del partito sul territorio per poter affrontare al meglio le imminenti sfide elettorali che si terranno in Italia il prossimo 4 marzo – conclude Nardi, richiamando come si tratterà di elezioni politiche nazionali ma anche del rinnovo dei Consigli regionali in Lazio e Lombardia. (Inform)

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