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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Depositato dal presidente della Commissione Esteri, Vito Petrocelli, un disegno di legge per la riforma del voto all’estero

SENATO DELLA REPUBBLICA

 

La proposta introduce l’opzione per esercitare il voto per corrispondenza e alcune innovazioni per la trasparenza – codici per la lettura dei plichi e dei tagliandi elettorali. Prevista anche la delega al Governo per l’introduzione di un sistema di voto elettronico

 

ROMA – Il presidente della Commissione Affari Esteri del Senato, Vito Petrocelli, ha depositato un disegno di legge, di sua stessa iniziativa, per la riforma dell’esercizio di voto all’estero e l’introduzione del voto elettronico.

La proposta è tesa ad apportare correttivi alla luce delle problematiche già sollevate nel dibattito antecedente l’approvazione della legge n.459 del 2001 sul voto all’estero ed emerse nel corso delle sue applicazioni.

Tra le principali linee di intervento viene proposto il “sistema di opzione inversa”, che prevede la richiesta all’avente diritto al voto “di inviare una comunicazione, preferibilmente per via telematica, al comune di ultima residenza” per ricevere il plico elettorale ed esprimere il voto per corrispondenza. Tale modalità si applica anche ai cittadini temporaneamente domiciliati all’estero, “per ragioni di semplificazione della disciplina e delle procedure amministrative – segnala Petrocelli.

In questo modo si prevede di conseguire un triplice risultato: “si chiede ai cittadini italiani residenti all’estero di attivarsi e manifestare il permanere del legame con la comunità politica e sociale italiana”; “si semplifica il lavoro degli uffici consolari, che non devono più impiegare forza lavoro e risorse per cercare di reperire gli aventi diritto al voto, poiché al momento dell’esercizio dell’opzione deve essere indicato il proprio indirizzo di residenza, per riuscire così a concentrare ogni sforzo e risorsa nella fase di controllo delle operazioni pre-e post-elettorali”; “inviando il materiale elettorale e i plichi solo a chi ha esercitato l’opzione, si risparmiano importanti risorse umane ed economiche”. Petrocelli quantifica infatti in 28 milioni di euro il costo delle ultime elezioni politiche all’estero e ricorda come a fronte di 4.230.854 elettori, secondo i dati delle ultime elezioni della Camera dei Deputati, la partecipazione si sia assestata al 30%.

Il presidente della Commissione Esteri sottolinea inoltre la necessità che una parte dei risparmi debba “essere destinato a coprire i costi necessari a garantire maggiore trasparenza, maggiori controlli e sicurezza delle operazioni di voto” e nell’implementazione di alcune innovazioni proposte a tal fine, ossia “l’introduzione di sistemi di codici a barre o comunque di codici a lettura ottica o di decifrazione sui plichi elettorali, così da monitorarne il percorso ed avere certezza in ordine alla effettiva consegna al destinatario/elettore, nonché sui tagliandi del certificato elettorale”. “Dotare i seggi elettorali di appositi strumenti di lettura ottica dei codici permetterebbe di assicurare maggiore celerità e regolarità delle operazioni di voto e di scrutinio, nonché una maggiore sicurezza, in quanto con l’utilizzo di tali codici sui plichi e sui tagliandi del certificato elettorale viene scongiurato il rischio di duplicazione del voto – evidenzia Petrocelli.

 

Tre la altre innovazioni proposte, anche la predisposizione di quattro sedi di scrutinio dei voti, una per ogni ripartizione, in strutture giudicate idonee dal Ministero dell’Interno. Per garantire la più alta partecipazione possibile, poi, si prevede “un’importante campagna di informazione a cura degli uffici consolari”, da mettere in campo con adeguato anticipo – Petrocelli suggerisce a tal fine di posticipare l’entrata in vigore delle disposizioni che disciplinano il nuovo sistema di opzione a un anno dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale.

Infine, il disegno di legge propone di conferire una delega legislativa al Governo per introdurre un sistema elettronico di voto all’estero e di scrutinio. “Il voto elettronico difatti è in grado di offrire, oggi, maggiori garanzie di trasparenza rispetto alle operazioni elettorali tradizionali e, allo stesso tempo, semplifica le operazioni di voto per gli aventi diritto e quelle di scrutinio, annullando i margini di interpretazione delle schede nulle e automatizzando lo spoglio dei voti espressi senza la necessità di verifica di ogni singolo voto – rileva Petrocelli.

I principi entro cui deve inquadrarsi l’esercizio di tale delega sono: “la tutela della segretezza del voto; la garanzia della chiarezza e della comprensibilità del sistema di voto; la valutazione prioritaria dell’introduzione di un sistema di voto attraverso l’utilizzo della piattaforma cosiddetta blockchain, oppure, in caso di impossibilità di utilizzo di tale sistema tecnologico e informatico, l’introduzione di un sistema di voto da remoto che permetta all’elettore di esprimersi tramite una qualsiasi macchina connessa alla rete, previa identificazione e autenticazione”. (Inform)

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