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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Dalla Commissione Esteri parere favorevole alla nota di aggiornamento del documento di economia e finanza 2019

SENATO DELLA REPUBBLICA

 

 

ROMA – La Commissione Affari Esteri ed Emigrazione del Senato ha approvato un parere favorevole per la 5 Commissione sulla nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2019 (Def). Presente il Sottosegretario agli Esteri Ricardo Merlo.

Il relatore Alberto Airola (M5S) ha illustrato il documento con riferimento allo scenario macroeconomico internazionale, che presenta profili di interesse per la Commissione Esteri stanti anche le nuove attribuzioni al Maeci in materia di commercio internazionale e di internazionalizzazione del Sistema Paese. E’ stato evidenziato come, nella prima metà del 2019, sia proseguito il rallentamento del ciclo economico mondiale, già in atto dal 2018, e come le tensioni commerciali tra gli Stati Uniti e la Cina, la perdurante incertezza legata alla Brexit, oltre che le tensioni politiche in alcuni Paesi emergenti, ostacolino le prospettive di crescita specialmente dei Paesi ad economia avanzata. Le previsioni dell’Ocse parlano infatti di una crescita del Pil mondiale in termini reali del 2,9% nel 2019 e del 3% nel 2020, in rallentamento rispetto al 3,6 registrato nel 2018. Anche per i Paesi dell’area dell’Euro, particolarmente esposti all’impatto delle tensioni commerciali, il documento evidenzia aspetti di scarso dinamismo: le previsioni di crescita del Pil stimate dalla Banca Centrale Europea parlano di un aumento dell’1,1% nel 2019 e dell’1,2 nel 2020. In relazione ai tassi di cambio, nel corso del 2019 si è inoltre registrato un certo deprezzamento dell’euro nei confronti del dollaro, destinato a perdurare ulteriormente nei mesi futuri, compensato parzialmente dai margini di apprezzamento registratisi nei confronti della Sterlina britannica e dello Yuan cinese. In generale, dunque, l’evoluzione del quadro internazionale sottostante la nota di aggiornamento appare meno favorevole rispetto a quella presentata nel Def dello scorso aprile.

 

Un paragrafo specifico della nota – ha proseguito nella sua relazione Airola – è poi dedicato al commercio estero del nostro Paese e segnala la buona tenuta delle esportazioni italiane nella prima metà del 2019, soprattutto in direzione degli Stati Uniti. In particolare si rileva una decelerazione dell’export su base annua nei confronti della Germania e della Spagna. Il saldo commerciale dell’Italia, pari a 22,1 miliardi di euro nei primi sei mesi dell’anno, si conferma in ogni caso fra i più elevati dell’Unione Europea, dopo quelli di Germania, Irlanda e Paesi Bassi. Anche i primi dati relativi sulla seconda metà dell’anno sembrano confermare una performance favorevole all’export italiano. Le Raccomandazioni rivolte quest’anno all’Italia da parte del Consiglio Economia e Finanza (Ecofin) riguardano, come già in passato, la politica fiscale, la governance del settore pubblico e di quello privato, le politiche attive del lavoro, la crescita degli investimenti materiali e immateriali, la riduzione dei tempi della giustizia civile e il risanamento del sistema bancario. Si tratta, peraltro, di ambiti che esulano dalle competenze della nostra Commissione. Tuttavia, fra le iniziative che il documento qualifica come risposte alle Raccomandazioni, si rinvengono aspetti di interesse, in particolare con riferimento alle misure per l’internazionalizzazione e la competitività. Le linee programmatiche richiamate dalla nota di aggiornamento – ha proseguito Airola – puntano a rafforzare l’export italiano, individuando gli strumenti più idonei a promuovere ed accompagnare il Made in Italy, potenziando le attività di consulenza e di supporto finanziario e assicurativo in favore degli esportatori, anche attraverso l’individuazione di un adeguato modello di condivisione dei rischi tra Mef e Sace, quest’ultima è la società per azioni del gruppo italiano Cassa Depositi e Prestiti, specializzata nel settore assicurativo e finanziario. A tal riguardo – ha aggiunto il relatore – nella nota si ricorda in primo luogo come lo scorso 19 settembre il Consiglio dei Ministri abbia attribuito al Ministero degli Affari esteri (Maeci) anche le competenze in materia di definizione delle strategie di politica commerciale e sviluppo della cosiddetta internazionalizzazione del Sistema Paese, oltre alla vigilanza diretta sull’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane (Ice), d’intesa con il Ministero dello Sviluppo Economico.

 

Nel testo si legge come proprio il Maeci, con la sua rete di 128 Ambasciate, 80 Consolati e 78 uffici dell’Agenzia Ice all’estero, rappresenti l’unico referente istituzionale a sostegno del posizionamento delle imprese italiane nei mercati esteri e per le politiche di attrazione degli investimenti esteri. La riforma, nel quadro di un intervento più ampio di razionalizzazione amministrativa, ha per obiettivo quello di realizzare un modello di governance unico e integrato per la gestione della politica commerciale e il sostegno all’internazionalizzazione del sistema produttivo. In questo ambito, viene altresì ricordato come il Piano straordinario per la promozione del Made in Italy e l’attrazione degli investimenti costituisca uno strumento chiave per cogliere le opportunità legate alla crescita della domanda globale. Anche in relazione alle attività di promozione e cooperazione culturale, – ha rilevato Airola – il documento evidenzia come esse possano beneficiare delle risorse del Fondo per la promozione della cultura e della lingua italiana all’estero. Con riferimento alla materia dell’aiuto pubblico allo sviluppo, si sottolinea l’impegno del Governo a voler continuare quel virtuoso percorso di riallineamento della cooperazione allo sviluppo italiana agli standard internazionali in materia, anche al fine di assicurare alle iniziative maggiore efficacia, coerenza e unitarietà di azione. Nel documento – ha concluso il relatore – sono altresì menzionati la salvaguardia dei marchi e del Made in Italy, la valorizzazione del turismo e dell’industria culturale, il rafforzamento del sistema di etichettatura d’origine dei prodotti del settore agricolo e agroalimentare e la protezione delle indicazioni geografiche nel mondo e sul web quale azione fondamentale per limitare il fenomeno dell’Italian sounding”. Con votazione finale la Commissione ha infine accolto la proposta di parere favorevole del relatore (Inform)

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