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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Concluso a Palermo il Seminario dei giovani, nell’ultima sessione il confronto tra giovani e i rappresentanti delle istituzioni

CGIE

PALERMO – L’ultima sessione di lavori del seminario dei giovani italiani nel mondo, promosso dal Cgie, è stata dedicata ai saluti istituzionali e alle proposte raccolte dai giovani durante i diversi tavoli di lavoro di questi quattro intensi giorni. Attraverso la lettura di una sua lettera di saluti, anche il Presidente della Repubblica ha voluto essere vicino al seminario esprimendo gratitudine per la realizzazione dell’evento: un commosso ricordo è quindi andato al giornalista Antonio Megalizzi, recentemente scomparso nel corso di un attentato terroristico a Strasburgo.

Moderatrice dell’incontro Maria Chiara Prodi (Cgie) che ha sottolineato l’intensità dei lavori del seminario. Dal canto suo  Leoluca Orlando, Sindaco di Palermo, ha espresso soddisfazione per l’idea di una rete che faccia da raccordo a una mobilità estesa: “la mobilità è un diritto umano”, ha ammonito il primo cittadino palermitano mettendo in guardia da chi non considera il valore della mobilità, della diversità e delle culture. “Bene l’idea della figura dell’ambasciatore della cultura italiana nel mondo, associata a voi giovani all’estero; ma attenzione, decliniamo al plurale il concetto di cultura parlando di culture italiane nel mondo. L’appartenenza è l’esatto opposto dell’identità: l’identità sia una scelta di libertà. Siete l’espressione dell’Italia migliore: chiedete l’impossibile”. Ha quindi salutato i partecipanti il deputato del Pd Massimo Ungaro, eletto nella ripartizione Europa:  “Mi sento uno di voi, mi sento come vostre orecchie in Parlamento. Il Cgie fa quello che fa con assoluta dedizione, perché ci crede e loro, da volontari, sono dove lo Stato non c’è”, ha affermato Ungaro ricordando la legge sul controesodo e la volontà di potenziare legami con il Miur nonché la necessità di riconoscimento dei titoli di studio. “Se c’è una cosa che possiamo insegnare all’Italia di oggi, questa è l’accoglienza. Mobilitiamoci e andiamoci a prendere i nostri spazi in vista delle elezioni dei Comites nel 2020. Abbiamo una situazione difficile in Italia: salari bassi e oltre due milioni di giovani che non studiano e non lavorano; voi dall’estero potete importare il concetto di meritocrazia e le buone pratiche che nasceranno dalla vostra rete per un riscatto del nostro Paese”, ha aggiunto Ungaro.

Fabrizio Micari, Rettore dell’Università degli Studi di Palermo, ha partecipato ai lavori conclusivi del seminario sui giovani italiani all’estero, facendo gli onori di casa presso la sede universitaria di Palazo Chiaramonte Steri, un palazzo risalente al Trecento che fu sede del tribunale dell’Inquisizione. “Il fatto che in questo palazzo, che fu sede di sofferenza e intolleranza, oggi ci siano tanti ragazzi provenienti da diverse parti del mondo è significativo ed è per me una gioia avere tutti questi rappresentanti dell’italianità provenienti da vari Paesi del mondo: è straordinariamente bello questo incrocio e questo mescolarsi di Paesi di residenza. In questi tre anni da Rettore ho visto nei ragazzi un desiderio fondamentale: vivere la loro vita nella mobilità, purché in modo bidirezionale. Ormai circa mille ragazzi partono ogni anno da Palermo per l’Erasmus; aumenta anche il numero di studenti stranieri che scelgono l’Università di Palermo che sta vivendo una condizione di progressiva internazionalizzazione”, ha commentato Micari.

Raffaele Fantetti, senatore di Forza Italia, eletto nella ripartizione Europa, intervenuto in rappresentanza anche del Presidente del Senato Alberti Casellati, ha spiegato ai giovani l’importanza di avere la consapevolezza che l’emigrazione italiana non è solo un fenomeno del passato ma del presente. “La popolazione iscritta all’Aire è ormai vicina al 10% dell’intera popolazione italiana. Noi italiani emigriamo da secoli e abbiamo ripreso a farlo intensamente di recente. Non c’è alcun Paese al mondo che abbia un’organizzazione istituzionale per i cittadini all’estero come l’Italia: i Comites sono una conquista democratica che non esiste altrove, c’è poi il Cgie che ha reso possibile tutto questo”, ha affermato Fantetti esprimendo però amarezza per l’eliminazione del Comitato per le questioni degli italiani all’estero al Senato e per il disegno di riforma costituzionale del numero di parlamentari che riduce anche sul numero dei rappresentanti eletti all’estero. “Siete il valore aggiunto dell’Italia, siete cittadini del più bel Paese del mondo”, ha concluso  Fantetti rivolgendosi ai giovani.

Michela Di Marco, Presidente del Comites di Toronto, ha letto ai rappresentanti delle istituzioni presenti un resoconto della Carta del seminario di Palermo, un documento elaborato dai giovani italiani all’estero intervenuti all’incontro. “Siamo giovani italiani fuori dall’Italia, siamo quelli che vogliono cambiare tutto. Ora sappiamo che questo spazio in cui abitiamo, lontano dall’Italia, possiamo riempirlo di progetti: il nostro obiettivo è accorciare la distanza tra noi che viviamo così lontano e le istituzioni italiane che devono darci lo spazio che meritiamo. La mobilità non sia superficialità e sia ricca di rapporti e di relazioni”, ha aggiunto Di Marco. Dalla sala sono giunti diversi interventi, da parte dei giovani coinvolti direttamente nei lavori che si sono alternati per un breve messaggio alle autorità e alle istituzioni. Il filo conduttore delle richieste dei ragazzi ha ruotato attorno alla necessità di un vero protagonismo dei giovani, reale e non soltanto quindi formale. “Chiediamo che venga favorito l’associazionismo giovanile, dando spazio ai giovani superando metodi comunicativi vecchi attraverso i quali non possiamo lavorare. Abbiamo l’entusiasmo giusto e quindi lasciateci fare. Questo non vuol dire non partire dalle istituzioni tradizionali già esistenti e consolidate, ma queste devono evolversi e cambiare col mondo che cambia. Il Sistema Paese ha bisogno della promozione della cultura e della lingua, nonché  dell’implementazione delle imprese”, è stato il messaggio inviato alle istituzioni presenti. “Noi andati all’estero siamo partiti per incontrare i nostri sogni senza paura”, è stato un il motto più frequente. Tra gli altri punti portati all’attenzione si è dato risalto alla formazione dei candidati giovanili da inserire nelle istituzioni di rappresentanza, quale elemento indispensabile, e alla creazione di un ponte stabile e costante nel tempo tra i giovani all’estero e la regione di appartenenza; quindi una carta dei principi e dei diritti del cittadino mobile per una nuova idea di cittadinanza globale. Durante le giornate del seminario è stata creata la pagina instagram “Giovani Italiani nel Mondo”.  (Simone Sperduto/Inform)

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