direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Conclusa la campagna di scavo al Santuario di Hera a Paestum

SITI ARCHEOLOGICI

Vi ha partecipato un gruppo 15 giovani archeologi, specializzandi e iscritti ai corsi di laurea magistrale e triennale in archeologia del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Napoli Federico II

 

SALERNO – Si è chiusa nei giorni scorsi l’annuale campagna di scavo nel Santuario di Hera alla foce del Sele che ha visto impegnato il gruppo di ricerca dell’Università degli Studi di Napoli Federico II nelle indagini della “Zona C”, ubicata a circa 530 m dal cuore dell’area sacra.

Allo scavo ha partecipato un gruppo di 15 giovani archeologi, specializzandi e iscritti ai corsi di laurea magistrale e triennale in archeologia del Dipartimento di Studi Umanistici, con la direzione scientifica della prof.ssa Bianca Ferrara e il coordinamento della dott.ssa Rachele Cava, dottore di ricerca in archeologia classica.

In continuità con lo scorso anno, la campagna ha proseguito nella verifica di una serie di anomalie individuate grazie alle analisi geofisiche che hanno consentito di recuperare il livello intatto dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. e la fase di frequentazione di età classica.

Le novità più interessanti – si legge nella nota diffusa dal Mibact in proposito – vengono dal prosieguo degli scavi dell’edificio più antico presente nell’area che è realizzato in blocchi isodomi e restituisce una planimetria rettangolare (24×33 m), perfettamente orientata Nord/Sud. La struttura si impianta su una trincea di fondazione compattata con scaglie di calcare e di arenaria, di piccole e medie dimensioni, mescolate con sabbia e terra che forma un duro e solido riempimento; su questo sono allettati blocchi isodomi, di calcare, perfettamente tagliati e combacianti fra loro.

Lungo il lato Sud l’edificio è stato completamente spogliato dei blocchi mentre rimane la traccia delle fondazioni realizzate con scaglie di calcare che definiscono completamente il perimetro.

I materiali recuperati all’interno di questa trincea di fondazione consentono di datare il momento della costruzione nei decenni finali del VI sec. a.C.

Le indagini del 2018 hanno consentito di evidenziare una divisione interna della parte sud dell’edificio caratterizzata dalla presenza di pilastri la cui funzione verrà definita dalle prossime esplorazioni. (Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform/a> | Designed by ComunicazioneInform