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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Chi tirerà fuori i soldi?

STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Da “Tribuna Italiana” del 6.9.2017 l’editoriale del direttore Marco Basti

 

BUENOS AIRES – La copertina dell’edizione odierna informa su due importanti eventi che si stanno organizzando per il mese di ottobre: “La Grande Riunione” e il Congresso dei Giovani di Origine Italiana dell’Argentina.

Nel primo caso si tratta di un grande pranzo come luogo di incontro tra le famiglie di origine italiana e spagnola, che costituirono la stragrande maggioranza della popolazione argentina fino a non molto tempo fa. Sono le due collettività di immigrati più numerose in Argentina nel secolo scorso e che contribuirono in modo maggiormente determinante allo sviluppo del Paese. Italiani e spagnoli apportarono alla loro nuova patria, il loro sacrificato impegno di ogni giorno, le loro esperienze e conoscenze, la loro intelligenza e capacità. E legarono all’Argentina tre valori di cui sono giustamente fieri: il lavoro, la famiglia e la solidarietà.

In un paese che quasi sempre lungo la sua storia è stato attraversato dalle divisioni, che negli ultimi anni sono diventate una “grieta”, quasi un abisso molto pericoloso, l’esempio di un incontro tra queste due collettività, che in un certo senso possono essere considerate i nonni di tutti gli argentini, è di grande valore simbolico.

L’altro avvenimento è il Congresso Nazionale dei Giovani di origine italiana, organizzato dall’InterComites, cioè dal Coordinamento dei nove Comitati degli Italiani all’Estero dell’Argentina.

Sulla scia dei congressi che nei decenni precedenti organizzò la FEDITALIA, i giovani italiani o di origine italiana di tutta l’Argentina sono convocati a partecipare a questo incontro che avrà luogo a Chapadmalal, vicino a Mar del Plata il 14 e 15 ottobre.

L’obiettivo è di ascoltare cosa hanno da dire i giovani. Cosa pensano delle loro origini, sulla comunità, sulle sue istituzioni, specialmente in rapporto al loro interesse a farne parte, come e quando.

C’è inoltre una terza notizia, breve per adesso, che informa sulla futura riunione del Consiglio Confederale di FEDITALIA. La “madre” di tutte le associazioni, sembra essersi svegliata e questa è di per se una buona notizia.

Parlare di FEDITALIA e di nuove generazioni, fa pensare subito ad un rinnovamento, ad un travaso generazionale sul quale si parla periodicamente, alla possibilità di nuove idee e progetti, con la speranza di ridare alla comunità italiana uno smalto e specialmente una importanza nella società argentina, che metta fine a lunghi anni di una decadenza che sembra inarrestabile, nonostante sporadici sussulti di orgoglio.

Ma la comunità sbaglierebbe a sperare un cambio di rotta a partire da un Congresso dei Giovani o da una assemblea dell’ente che è al vertice dell’Associazionismo.

Perché quel che conosciamo come collettività organizzata è l’eredità di una struttura che rispondeva a una realtà ormai sparita da tempo. Intendiamoci, le associazioni italiane, nucleo forte della nostra presenza in Argentina, pur mostrando un panorama disomogeneo e pur immerse in parte nella crisi che colpisce tutte le espressioni socializzanti in una società individualistica come l’attuale, continuano ad avere una presenza e un ruolo e una parte di esse, o sono esempi di eccellenza o hanno buone possibilità di rilancio.

Ma parliamo dell’insieme della comunità, delle sue strutture di rappresentanza, pensate negli anni ‘60, discusse negli anni ‘70 e realizzate negli anni successivi fino all’approvazione della Circoscrizione Estero e del voto nel 2001. In altre parole, del periodo tra la riforma della FEDITALIA nel 1975 e la legge Tremaglia del 2001 sono passati sedici anni e l’Italia e l’Argentina e il mondo sono cambiate profondamente. Come siamo cambiati anche noi.

Per cui per affrontare seriamente un discorso sull’eventuale futuro della comunità italiana o di origine italiana in Argentina, bisogna pensare a un progetto nuovo che coinvolga tutti e tutto, pur sapendo in partenza che la stessa dinamica del cambiamento porterà alla scomparsa o alla modificazione di numerose realtà. Un progetto di ampio respiro, consapevole, certo e orgoglioso dell’eredità che riceve, ma che per forza dovrà guardare al futuro che è già arrivato, ad un mondo globale nel quale per contare – come sostenuto da tanti pensatori – bisognerà far valere i particolarismi di valore. Nel nostro caso, quel valore è l’italianità che ci accomuna non solo al Bel Paese, ma anche a milioni di persone – discendenti di italiani e non – che nel mondo si sentono in qualche modo legate alla cultura italiana.

Ci vuole un progetto che vada al di la delle meschine campagne elettorali che facciamo ogni tanto per eleggere i vari incarichi previsti dalla nostra struttura di rappresentanza. Che sia capace di coinvolgere tutto un mondo di gente che in quella struttura non si sente rappresentata, spesso perché nemmeno la conosce. Solo per fare l’esempio dell’Argentina, si pensi che nei nove consolati italiani sono registrati oltre novecentomila cittadini italiani, ma che al voto si presenta, si e no, il venti per cento. O che pur se la cultura italiana ha permeato profondamente quella argentina, pur se una volta si diceva che la metà degli argentini ha almeno qualche nonno o bisnonno italiano, sono meno di centomila le persone che studiano l’italiano, in un paese di 45 milioni di abitanti.

Ma torniamo all’inizio, alle cose piccole. Parliamo del Congresso della FEDITALIA che sarà convocato dal Consiglio confederale che si riunirà a metà settembre.

Parliamo delle necessarie risorse economiche per finanziare il suo funzionamento minimo. Con quali fondi se le quote delle federazioni sono irrisorie? Lo stesso vale per quasi tutte le Federazioni. Lo stesso vale per quasi tutte le Associazioni. E anche per i COMITES che dipendono dai fondi, ogni anno decurtati, del bilancio della Farnesina. (Tra l’altro il presidente del ComItEs de Buenos Aires, che rappresenta la comunità italiana più numerosa la mondo, ha detto lunedì che deve ancora ricevere i fondi di quest’anno. E siamo già a settembre!)

Le nozze non si fanno con i fichi secchi, abbiamo scritto tante volte. Il Congresso dei Giovani, il Congresso di FEDITALIA, il progetto di collettività, sono tutte iniziative che dovrebbero prevedere al primo punto dell’ordine del giorno “finanziamento di questa iniziativa”. In altre parole, chi aprirà la borsa, con quali risorse affrontarle. Sapendo però che una istituzione difficilmente può essere libera ed efficiente se non può assicurare il proprio finanziamento. (Marco Basti – Tribuna Italiana del 6 settembre 2017 /Inform)

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