direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

CGIE – La relazione del Vice Segretario Generale per i Paesi Anglofoni Extraeuropei, Silvana Mangione, alla riunione della Commissione a Melbourne, 27 – 29 Ottobre 2017

ITALIANI ALL’ESTERO

 

Dear Sir James Gobbo, On. Marco Fedi, SE Ambasciatore Pier Francesco Zazo, Ministro Luigi Maria Vignali, direttore generale della DGITePM, che si collegherà con noi via Skype, Console Generale Pierluigi Trombetta, signori Presidenti dei Com.It.Es. australiani; cari Colleghi qui riuniti in rappresentanza di Australia e Sud Africa, insieme agli Stati Uniti; cari ex Colleghi e amici da anni, ritrovati oggi, l’uno, Giancarlo Martini Piovano, nella veste di padrone di casa, e l’altro, Francesco Pascalis, come Presidente del Com.It.Es. di Melbourne, è per me un onore e una gioia dare inizio ufficiale ai lavori di questa Commissione Continentale, la cui gestazione non è stata semplice, dati i tempi ristretti e l’incertezza sull’integrazione di bilancio del CGIE. Ma ci siamo riusciti per la buona volontà di tutti e di questo ringrazio in particolare il Consigliere Papandrea e i presidenti Martini Piovano e Pascalis a nome del Consiglio generale e mio personale.

Molti sono i temi che dobbiamo trattare. Tradizionalmente iniziamo con quelli specifici suggeriti dal Paese ospitante, in questo caso dal Consigliere Papandrea, certamente di concerto con i Com.It.Es., che desiderano presentare un problema locale relativo al riacquisto della cittadinanza, oltre alle questioni dell’insegnamento dell’italiano all’estero e delle nuove emigrazioni. Questi due ultimi argomenti facevano già parte dei punti obbligati all’OdG di tutte le Commissioni Continentali di questa tornata del 2017, per cui l’Australia ne introdurrà la discussione con la propria visione, cui faremo seguito con le posizioni e i suggerimenti degli altri Paesi. La VII Commissione tematica del CGIE, Nuove emigrazioni e generazioni nuove, ha avviato e approfondito un ottimo lavoro sul tema delle più recenti mobilità, ma dobbiamo tenere a mente che esse non sono costituite soltanto da plurilaureati, ma anche da giovani e meno giovani in cerca di opportunità di lavoro e da anziani che si trasferiscono dove la vita costa meno e la loro pensione ha maggiore potere d’acquisto. I nostri quattro Paesi di residenza hanno adottato leggi più o meno restrittive per quanto riguarda l’immigrazione. Gli stessi Stati Uniti stanno dando segnali di minore apertura delle frontiere attraverso notevoli limitazioni sia fisiche, al confine col Messico, secondo una notizia battuta ieri dalla Reuters, che legali, con la drastica riduzione del totale di immigrati accettati ogni anno e le crescenti difficoltà nella concessione del Visto J1B, che colpisce anche i neolaureati inviati presso gli enti gestori in base al progetto lanciato dalla DGIT e proseguito dalla DGSP. Siamo quindi ansiosi di sentire la presentazione della seconda parte dello studio condotto dal Prof. Mascitelli, la cui prima parte fu presentata lo scorso novembre a Johannesburg dal collega Papandrea.

Quanto all’insegnamento dell’italiano siamo tutti in attesa di conoscere a fondo, imparare e copiare le strategie e le tecniche che permettono all’Australia di avere un ingentissimo numero di studenti della nostra lingua, sebbene la sua totale popolazione sia la meno consistente fra quelle dei nostri quattro Paesi. Sarà inoltre interessante paragonare le nostre realtà alle conclusioni dell’indagine svolta dal Comitato per le questioni degli italiani all’estero del Senato, pubblicate pochi giorni fa.

Parleremo in dettaglio del piano triennale di lavoro del CGIE, che include alcuni appuntamenti istituzionali e non, rinviati per troppo tempo, che elenco brevemente, salvo illustrarli con maggiori dettagli al momento opportuno: il Secondo Seminario delle Donne Italiane all’estero (1997); il terzo incontro dell’Europa in movimento (2008 Parigi – 2010 Roma); la Seconda Conferenza Nazionale dei Giovani (2008); la convocazione dell’Assemblea plenaria della Conferenza Permanente Stato Regioni Province autonome CGIE (2005 – 2009).

Il nostro compito consiste nel contribuire a disegnare le linee organizzative e suggerire i contenuti di tutti questi eventi. Senza false umiltà possiamo dire che la nostra Commissione è quasi sempre stata la più creativa e propositiva delle tre istituite nel CGIE: dobbiamo mantener fede a noi stessi e dimostrarlo anche in questa occasione.

Il rinoceronte nella cristalleria è certamente l’emendamento al Rosatellum bis che consente ai cittadini residenti in Italia di candidarsi all’estero ma – dalla sintesi esplicativa che ne dà il sito della Camera dei Deputati – non il contrario. L’approvazione di questa norma, confermata dal Senato, stravolge dunque anche il nostro approccio alla proposta di riforma di Com.It.Es. e CGIE. Per questo, su richiesta del Segretario Generale, come relatrice per il CGIE, ho inserito una bozza di addendum iniziale al documento politico, approvato dall’assemblea e integrato con i successivi suggerimenti che vedrete evidenziati in giallo, ancora da esaminare. Il Segretario Generale lo ha consegnato a Bruxelles al Presidente della Commissione Diritti Civili prima di farlo inviare dalla Segreteria al Comitato di Presidenza, che, ai sensi dell’Art. 9, comma 4, della nostra legge istitutiva: “cura la preparazione e lo svolgimento regolare dei lavori del CGIE, gli opportuni contatti con gli organismi interessati alle sue attività, l’elaborazione della relazione annuale ed il coordinamento delle attività delle commissioni”. Parleremo dunque contemporaneamente dei due punti all’OdG, vale a dire: Riforma Com.It.Es. e CGIE e Messa in sicurezza dell’esercizio del diritto di voto per gli italiani all’estero. Quest’ultimo dovrebbe  essere più correttamente intitolato: “Difesa dello spirito e della natura della modifica costituzionale che ha istituito la Circoscrizione estero per garantire l’effettività del voto degli italiani all’estero” e attribuire loro la rappresentanza diretta di 18 parlamentari, 12 deputati e 6 senatori, già messi in pericolo l’anno scorso dalla  modifica costituzionale oggetto di referendum confermativo. Come sappiamo, nonostante l’estero abbia votato per il sì e la validità del nostro voto sia stata attaccata da più parti, il referendum non è passato. Credo che anche questo meriti una riflessione seria e approfondita.

Sono de ritu le considerazioni sulla situazione della Rete consolare, che ha subìto deleterie chiusure in tre dei nostri Paesi, cronologicamente parlando: Edmonton in Canada, Durban in Sud Africa, Newark in USA, senza che ci sia stato concesso di mantenere almeno i Com.It.Es. nelle suddette circoscrizioni, al contrario di quanto è stato accordato in uguali circostanze a parecchie comunità in Europa. È bene affermare ad alta voce che, se il metro di giudizio continuerà ad essere soltanto il numero degli iscritti all’AIRE, senza tenere in alcun conto sia le nuove mobilità che la massiccia presenza di italodiscendenti, sia le dimensioni territoriali che il fruttuoso apporto alla promozione e alle esportazioni del sistema Italia, i nostri Paesi ne soffriranno più degli altri, come è già successo in sede di rimaneggiamento a colpi di scure delle attribuzioni territoriali dei Consiglieri del CGIE eletti all’estero. Il peana del risparmio, contraddetto nei fatti da alcune scelte nella componente di nomina governativa del CGIE, è un ulteriore sintomo della necessità di rafforzare il Consiglio Generale e renderlo sempre più concreto, produttivo e creativo, invece di appiattirci su noi stessi in diatribe di basso profilo. Una reale rivitalizzazione del CGIE, con il coraggio e la volontà di volare alto, ci consentirebbe di non dover costantemente lottare per ottenere condizioni, anche finanziarie, che permettano alle nostre rappresentanze democraticamente elette di operare tenendo tutte le riunioni indicate tassativamente dalle nostre leggi istitutive e di consolidare un rapporto costruttivo con la variegata rete dell’associazionismo, che deve trovare – anche con il nostro aiuto – un suo ubi consistam che rifletta i tempi in cui viviamo.

Riaffermiamo da anni l’esigenza di applicare l’Art.8, comma 4, della legge istitutiva del CGIE, per affidare la rappresentanza di Paesi non in Tabella a Consiglieri residenti in Paesi limitrofi. Questa necessità è diventata irrinviabile. Ovviamente tale attribuzione non può e non deve pesare finanziariamente sui Consiglieri cui sarà assegnato questo compito. Ne parleremo e presenteremo le nostre idee.

Affronteremo l’esame del decreto sull’editoria, analizzando i criteri di erogazione dei contributi alla stampa italiana all’estero ed esprimendo le nostre opinioni sulla cancellazione della Commissione di cui facevano parte due Consiglieri del CGIE. In questo quadro analizzeremo le conseguenze della cancellazione dei contributi alle tre agenzie di stampa dell’emigrazione – che ci seguono da anni e hanno svolto un servizio professionalmente ineccepibile – per sostituirle con una sola e diversa agenzia di cui non conosciamo ancora la vocazione e la dedizione.

Un altro argomento che ci accalora ormai da decenni è quello della RAI – RAI Italia, la sua programmazione e informazione per le comunità all’estero. Molte sono le critiche che si sentono da più parti, alcune pienamente giustificate, altre che non considerano l’immensa varietà di interessi e gusti personali di una platea che popola l’intero mondo extraeuropeo e l’impossibilità di soddisfarle tutte allo stesso tempo. Cercheremo di trovare una via di mezzo, che protegga il diritto alla pluralità dell’informazione, specie in preparazione alle prossime consultazioni politiche, anche attraverso la messa in onda di messaggi per informare e formare allo stesso tempo tutti i cittadini italiani all’estero, usando preferibilmente parole semplici e chiare, senza dare per scontata la conoscenza approfondita delle normative applicabili e di tutti i principi che stanno alla base del fondamentale esercizio della cittadinanza.

Chiederemo all’On. Fedi, che ringrazio per la sua presenza e la disponibilità a lavorare con noi per tutta la riunione, di volerci cortesemente illustrare eventuali informazioni in suo possesso sui capitoli di bilancio inseriti nel DEF che riguardano, direttamente o indirettamente,  gli italiani all’estero, per poterne affrontare l’esame e non disattendere questo aspetto cruciale  per la vita stessa dei singoli e delle comunità.

Chiederemo al Consigliere Pinna di voler gentilmente introdurre il punto sui rapporti del CGIE con Camere di Commercio e sedi ICE.

C’è molto da dibattere in questa Continentale, che si annuncia ricca di sollecitazioni, e ancor più da proporre e realizzare in futuro. Diamo inizio ai lavori. Grazie della cortese attenzione. (Silvana Mangione* /Inform)

*Vice Segretario Generale del CGIE per i Paesi Anglofoni Extraeuropei

Facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail
Powered by WordPress | Designed by Elegant Themes