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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

CGIE – Il punto sui lavori del tavolo interministeriale per lo statuto dei lavoratori frontalieri

CGIE – ASSEMBLEA PLENARIA

 

Il Cgie che aveva chiesto in un Odg approvato nella scorsa plenaria l’avvio di un’iniziativa per la tutela di questa categoria di lavoratori. Espone i progressi compiuti Mirko Dolzadelli

 

ROMA – Con il tema della tutela dei lavoratori frontalieri si è aperta oggi l’ultima mattinata di lavori dell’assemblea plenaria del Consiglio generale degli italiani all’estero: a fare il punto dei progressi compiuti dal tavolo interministeriale finalizzato all’approvazione di uno statuto loro riguardante è stato Mirko Dolzadelli, rappresentante di nomina governativa dei lavoratori frontalieri in seno al Consiglio generale. L’iniziativa è del Cgie – ha ricordato il segretario generale, Michele Schiavone richiamando un Odg a tal proposito approvato nel corso dell’ultima plenaria, a fine marzo 2016 – e riunisce rappresentanti dei Ministeri del Lavoro, dello Sviluppo economico e dell’Economia che, insieme ad esponenti del mondo sindacale e dei patronati, lavoreranno alla definizione di uno statuto dei lavoratori frontalieri. L’auspicio è che tale strumento venga approvato dal Parlamento e “sia propedeutico alla definizione in chiave europea di un analogo statuto – spiega Dolzadelli, evidenziando la rilevanza di tale questione che interessa 90 mila lavoratori italiani e circa 1.200.000 lavoratori europei. “Si tratta di un fenomeno in forte evoluzione e caratterizzato da problematiche complesse, specie per l’impatto sulle comunità locali – ricorda Dolzadelli, segnalando come con l’acuirsi della crisi economica sia cresciuto l’atteggiamento ostile, i casi di mobbing o caporalato a danno della categoria che egli rappresenta. Ricorda inoltre come siano sempre più frequenti le operazioni di strumentalizzazione politica delle questioni che interessano i frontalieri – un recente referendum ticinese in proposito viene citato quale esempio del fenomeno. “Lo statuto vuole essere strumento di tutela, ma anche supportare la costruzione di un comune spirito costruttivo, che sia di beneficio alle condizioni di questi lavoratori, al mercato del lavoro e generi opportunità per il mondo imprenditoriale oltreconfine – afferma Dolzadelli, che ricorda anche la presenza in Italia di 10 mila frontalieri stranieri. L’obiettivo è arrivare alla stipula di accordi bilaterali che possano armonizzare i sistemi di formazione, di inserimento al lavoro, ecc. e normative contrattuali che garantiscano pari diritti ai lavoratori. Dolzadelli conclude il suo intervento rivolgendo un invito ai rappresentanti sociali dei Paesi confinanti affinché partecipino al tavolo di lavoro e ribadisce come l’iniziativa sia “occasione per dare visibilità al Cgie, attraverso i risultati concreti raggiunti”. Nel corso del dibattito, Giangi Cretti (Svizzera) chiede chiarimenti sulla bilateralità, in prospettiva europea, dal momento che l’Italia è membro dell’Ue, mentre Giuseppe Rauseo (Svizzera) si sofferma sulle tensioni generatesi in Ticino, laddove la presenza di frontalieri è quantificata in oltre 65 mila unità su 230 mila occupati e segnala come fenomeni di dumping sociale siano talvolta incoraggiati dai datori di lavoro anche a danno delle nuove mobilità, per cui ritiene indispensabile dialogare con altre comunità che possono avere analoghe esigenze di tutela. (Viviana Pansa – Inform)

 

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