direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

CGIE – Documento finale della Commissione Continentale Anglofona

ITALIANI ALL’ESTERO

Melbourne 27 – 29 ottobre 2017

 

MELBOURNE – La Commissione Continentale dei Paesi Anglofoni extra-europei si è riunita a Melbourne dal 27 al 29 ottobre 2017, nella sede del Co.As.It. alla presenza di SE l’Ambasciatore d’Italia a Canberra, Pier Francesco Zazo e del Console Generale a Melbourne Pierluigi Trombetta, che ringraziamo per la partecipazione e i costruttivi interventi. La Commissione è grata al Consigliere Franco Papandrea, che ha coordinato la realizzazione di questa Continentale con il Presidente del Com.It.Es. di Melbourne, Francesco Pascalis, e del Direttore del Co.As.It., Giancarlo Martini Piovano, che ringraziamo per la generosa ospitalità che ha consentito alla Commissione di dibattere gli argomenti all’ordine del giorno in stretto contatto con gli esponenti delle realtà associative della Comunità; e l’On Marco Fedi che ha preso parte attiva a tutti i lavori e i Presidenti dei Com.It.Es. di Perth, Vittorio Petricone, e di Adelaide, Christian Verdicchio. Dopo gli inni nazionali di Australia e Italia, ha preso la parola il Presidente emerito del Co.As.It., Sir James Gobbo, già Governatore dello Stato del Victoria, che ha eloquentemente illustrato il difficile percorso e l’essenza stessa di un  multiculturalismo basato sulla definizione dei diritti e doveri della persona che vuole inserirsi nel tessuto della società locale e accetta di dare il suo massimo contributo alla vita del Paese, a prescindere dalla sua provenienza, i suoi impegni familiari, la sua appartenenza politica e senza il sostegno di misure di affirmative action o di leggi speciali, che in Australia sono state emanate soltanto a favore degli aborigeni.

Sir James Gobbo ha poi tracciato le tappe della diffusione di lingua e cultura italiane e della formazione tecnica, anche attraverso accordi con Università e Politecnici italiani, ricordando i centri di eccellenza tecnologica e produttiva che si trovano in Italia in ogni piccolo centro: dai bastoni per hockey di Montebelluna, al prosecco di Valdobbiadene, per poi darci alcuni cenni sulla sua origine veneta e reminiscenze dell’antico dialetto veneziano che fa parte della sua infanzia, ma è stato messo a frutto nella creazione di accordi duraturi fra il Victoria e il Veneto. Nella sua replica, SE l’Amb. Zazo ha rammentato che l’Australia gode di un milione di italodiscendenti e di 151.000 iscritti all’Aire che la pongono al decimo posto al mondo per numero di cittadini italiani. La comunità sta invecchiando e gli arrivi delle nuove mobilità sono scemati da 15.000 l’anno agli attuali 6.300, nella maggior parte fruitori di vacanze-lavoro, alle quali è però molto difficile far seguire l’ottenimento di un permesso di lavoro che apra la strada alla concessione della cittadinanza. L’Amb. Zazo ha poi illustrato la situazione dei Consolati d’Italia in Australia, la cui produttività e il numero di atti erogati sono aumentati malgrado gli organici siano stati decimati. Il tentativo di ovviare alla mancanza di personale con l’assunzione di giovani contrattisti locali dopo qualche anno sfocia in una loro rinuncia perché il pagamento dei salari è fatto in Euro e la fluttuazione del cambio non consente di costruire un accettabile progetto di vita su basi solide. La Commissione concorda e auspica che sia emanata una norma imperativa che consenta il pagamento in valuta locale.

A sua volta il Console Generale Trombetta ha evidenziato che l’aumento dell’età media della popolazione italiana crea difficoltà oggettive nell’uso dei mezzi elettronici per il disbrigo delle pratiche, mentre a fronte dell’accresciuta necessità di rapporti in presenza si oppone la realtà della diminuzione da 18 a 10 unità di personale nel giro di un anno e di un solo operatore all’ufficio di stato civile del Consolato di Melbourne che ha il maggior numero di iscritti in Australia.

Nel suo saluto d’apertura l’On Marco Fedi ha ringraziato la V. Segretaria Generale per aver riportato in Australia la Commissione Continentale dopo quasi dieci anni e le personalità che lo hanno preceduto per il loro contributo di analisi. La Commissione ha concordato con l’On Fedi nell’esigenza di trovare una soluzione al problema di chi non ha potuto riacquistare la cittadinanza italiana nella finestra di opportunità offerta dalla legge 91/1992, perché l’Australia non ha consentito la doppia cittadinanza fino al 2002 e sull’urgenza di autorizzare i Consolati a vedersi restituire una quota delle percezioni consolari relative a tutti gli atti erogati, non soltanto a quelli relativi al riconoscimento della cittadinanza, per consentire un maggior numero di assunzioni locali, anche nella prospettiva delle prossime elezioni politiche.

Il Presidente Pascalis ha aggiunto che l’unica soluzione che possa garantire un futuro a queste comunità nonostante l’invecchiamento in corso consiste nello stimolare rapporti anche economici fra i due Paesi, corsi di formazione e scambi fra Università e centri di ricerca.

La Commissione ha approvato all’unanimità l’OdG contenuto nella convocazione. Il Consigliere Arcobelli, in collegamento Skype dal Texas, ha ricordato la celebrazione della tragedia mineraria di Monongah in Pennsylvania, che ha fatto un numero maggiore di vittime italiane di quella di Marcinelle.

I lavori si sono aperti con la relazione della VSG Silvana Mangione, che si allega al presente documento, di cui fa parte integrante. La Commissione ha lamentato i tagli e ritardi di erogazione dei finanziamenti ai Com.It.Es. e le devastanti decurtazioni al bilancio del CGIE, che da anni impediscono il regolare svolgimento di tutte le riunioni tassativamente previste per legge, e attende dai parlamentari eletti all’estero i dati sulle attribuzioni ai capitoli per gli italiani all’estero nella prossima legge di bilancio e chiede il loro impegno nel presentare e far votare i necessari emendamenti.

Affrontando il tema della modifica alla legge 459/2001 approvata dal Parlamento con la nuova legge elettorale che permette ai residenti in Italia di candidarsi all’estero, la Commissione ha votato l’aggiunta della seguente introduzione al documento politico di accompagnamento alla proposta di riforma delle leggi istitutive di Com.It.Es. e CGIE:

È stata recentemente approvata la nuova legge elettorale (Rosatellum bis) che introduce la possibilità per residenti in Italia di candidarsi all’estero, contraddicendo le ragioni etiche, politiche e di diritto alla base della riforma costituzionale che ha introdotto la circoscrizione Estero, cui ha assegnato 18 seggi ripartiti in 12 alla Camera e 6 al Senato. La successiva legge 459 del 27 dicembre 2001 sanciva all’art. 8, comma 1b) che: “i candidati devono essere residenti ed elettori nella relativa ripartizione”, garantendo così il principio della rappresentanza diretta degli italiani residenti all’estero e conferendo un mandato territoriale fra elettorato attivo e passivo, uguale a quello previsto dalle leggi elettorali della maggior parte delle democrazie mature, che impongono che il parlamentare eletto in un determinato collegio vi risieda, per poter sostenere con conoscenza di causa le istanze locali e difendere i diritti dei suoi elettori.

È bene ricordare che si è giunti a tale assetto di legge per assicurare “l’effettività” dell’esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all’estero (Art. 48, comma 2, della Costituzione italiana)  garantendo loro con la legge ordinaria la rappresentanza diretta. In alternativa, agli italiani all’estero, fattore vitale di crescita del sistema Italia, si sarebbe dovuto consentire di votare per i collegi di origine e, in parecchie Regioni di grande emigrazione, il loro voto sarebbe diventato determinante nella elezione dei rappresentanti locali. Non si trattava dunque di “discriminazione” a svantaggio della candidabilità dei residenti in Italia, ma di non interferenza nelle scelte degli elettori che vivono entro i confini italiani.

L’esperienza 2006 – 2017 della rappresentanza diretta degli italiani residenti all’estero ha messo in luce in parecchi casi il conflitto fra il rispetto del mandato territoriale (un mandato di fatto, se non di diritto) e il dettame dell’Art. 67 della Costituzione: “Ogni membro del Parlamento… esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”, principio giustissimo laddove il parlamentare non ha l’obbligo di risiedere nel collegio che lo ha eletto e il cittadino non ha diritto di sceglierlo esprimendo la propria preferenza per l’uno o l’altro candidato, al contrario di quanto invece avviene all’estero.  Se in costanza di un rapporto territoriale diretto non sempre si è riusciti a dialogare costruttivamente con i parlamentari eletti all’estero (se non all’avvicinarsi di nuove consultazioni politiche), quale dialogo sarà possibile con chi può contemporaneamente candidarsi in più di un collegio elettorale in Italia e in una ripartizione estera di cui non conosce le comunità né il territorio né le strutture politiche e sociali del paese in cui si fa eleggere? 

Per tutte queste ragioni, di fronte ad un radicale cambiamento della legge che regola l’elettorato passivo fuori d’Italia, non soltanto è necessario mantenere i primi due livelli della rappresentanza degli italiani all’estero, ma è indispensabile rafforzarne la dignità istituzionale e i compiti, con particolare riguardo al Consiglio Generale degli Italiani all’Estero”.

La Commissione ha inoltre deciso di sollecitare la richiesta ufficiale al Consiglio di Stato di un parere pro veritate sulla possibilità che il residente all’estero si candidi in Italia e sulle procedure e i tempi di opzione che possono consentirlo.

Riaffermando che il mondo dell’associazionismo sta alla base della costituzione del quadro delle rappresentanze democraticamente elette degli italiani all’estero, la Commissione ha rimarcato che le associazioni devono adeguarsi alle esigenze del quadro radicalmente diverso in conseguenza delle nuove mobilità e che il CGIE deve assumere la funzione di incubatrice di questo processo virtuoso.

La Commissione ha approvato all’unanimità il Piano di lavoro del CGIE che prevede entro il 2019:

  • lo svolgimento del II Seminario delle Donne italiane all’estero, preceduto, durante la plenaria di novembre 2017, da una breve celebrazione del ventesimo anniversario del primo Seminario (25-26 novembre 1997) in presenza di alcune protagoniste e protagonisti di allora, seguito dal dibattito del CGIE che definirà tempi, modi e contenuti dell’evento;
  • la II Conferenza dei Giovani, la cui indizione sarà chiesta dal CGIE al prossimo Governo;
  • il terzo appuntamento de “L’Europa in movimento”, alla cui organizzazione e finanziamento si era impegnato l’Europarlamento al termine dell’incontro al Senato della Repubblica Italiana nel 2010, ribadendo che questa iniziativa concerne tutti i cittadini europei dovunque vivano nel mondo e non soltanto gli expatall’interno della UE;
  • la terza Assemblea Plenaria della Conferenza permanente Stato – Regioni – Province Autonome – CGIE che dovrà essere convocata dal prossimo Presidente del Consiglio e preparata da subito con la creazione di tavoli di lavoro sui temi di maggiore importanza, promossi dal CGIE con il MAECI con la partecipazione di rappresentanti di tutte le componenti costitutive di tale organismo collettivo.

Le combinate conclusioni dei documenti finali di tali eventi offriranno un quadro aggiornato e preciso dei cambiamenti in atto nelle realtà degli italiani all’estero e indicheranno le future linee di intervento.

La Commissione ringrazia il Ministro Luigi Maria Vignali, Direttore Generale della DGIT, che ha voluto collegarsi per via telematica, ha ascoltato un breve resoconto della prima giornata dei lavori e ha raccolto gli interventi dei Consiglieri e dei Com.It.Es, poi ha affrontato le istanze già sollevate, sottolineando che stiamo attraversando un fase molto importante per gli italiani e le comunità di origine italiana all’estero. Il Direttore Generale ha trasmesso il saluto e l’augurio di buon lavoro del Ministro degli Affari Esteri, On. Angelino Alfano, che si è impegnato a trovare nuovi fondi per i servizi consolari, allo scopo di fornire risorse alla rete accorciando le attese per la concessione dei passaporti e delle prenotazioni di appuntamenti online, per erogare il servizio dovuto agli italiani all’estero. L’aumento della consistenza delle comunità, certificato dalla Migrantes, determina l’esigenza di aumentare i servizi, in particolare per la nuova mobilità italiana, e nei paesi di grandi estensioni territoriali, i cui uffici consolari sono molto distanti l’uno dall’altro. Il DG ha avviato una ricognizione su tutta la rete consolare, da cui è risultato che a fronte di risorse calanti c’è stato un aumento di richieste e produttività, ineguagliabile da parte di aziende private. Il DG richiama il bisogno di una trasformazione anche culturale del rapporto con le collettività, passando dalla italnostalgia alla italsimpatia nel senso greco del sentire insieme, come una grande famiglia protettiva dei suoi componenti che rappresentano la forza immensa di un softpower che può diffondere il sistema Paese, traendone il giovamento diretto delle nuove opportunità di scambi e di lavoro che ne scaturiranno. Bisogna informare l’Italia del fenomeno delle nuove mobilità per ottenere nuove risorse ed evitare rischi di sfruttamento e di situazioni di irregolarità di presenza alla luce delle leggi locali, in particolare in Australia e Stati Uniti. È in via di predisposizione una APP per informare i nuovi italiani all’estero, il cui flusso deve auspicabilmente diventare circolare, per riportare in Italia gli arricchimenti di sapere acquisiti all’estero ed evitare la perdita secca di risorse umane. A questo si deve unire un canale celere e sicuro di riconoscimento della cittadinanza per gli italodiscendenti che ne fanno richiesta. Grande attenzione dovrà essere data al ruolo fondamentale della stampa e dell’informazione anche online e anche nelle lingue locali, sostenendo modalità di nuova editoria. Il DG comunica che accompagnerà il Sottosegretario di Stato con delega per gli italiani all’estero, On. Vincenzo Amendola, in una visita ufficiale in Sud Africa.

Al termine del collegamento, la Commissione, in risposta alla presentazione del Cons. Pinna (Sud Africa) ha deciso di chiedere un incontro ufficiale con i rappresentanti dell’Assocamerestero e dell’ICE per definire i rapporti con Com.It.Es. e CGIE.

Su richiesta del Cons.  Pinna, la Commissione ha deciso all’unanimità di chiedere l’applicazione dell’Art. 8, comma 4, della legge istitutiva, per “… affidare la rappresentanza delle comunità italiane in Paesi non compresi nella tabella allegata alla legge a uno o più  Consiglieri residenti in Paesi limitrofi” attribuendo la rappresentanza della Nuova Zelanda al Consigliere Papandrea, eletto in Oceania, e quella dei Paesi africani al Consigliere Pinna, eletto in Sud Africa, assegnando loro la copertura dei relativi oneri finanziari. Per quanto riguarda il Messico, paese confinante con gli USA, ma di lingua e cultura spagnole, e tutti i Paesi dell’America Centrale, la Commissione Anglofona consulterà la Commissione America Latina per decidere di comune accordo. A seguire la Commissione ha suggerito la copertura finanziaria della partecipazione dei Consiglieri eletti alle riunioni dell’Intercomites negli Stati di grandi estensioni territoriali.

La disamina del tema della nuova emigrazione è stata completata con la presentazione fatta dal Prof. Bruno Mascitelli della ricerca intitolata “Australia’s new wave of Italian immigration. Paradise or illusion?”, condotta insieme al Prof. Riccardo Armillei fra il 2004 e il 2016. Fra i punti più importanti dell’analisi, che si è avvalsa non solo di interviste, ma anche di Facebook, emergono la necessità di tutelare non tanto i diritti, ma prima di tutto i percorsi di questi giovani; l’inversione di tendenza fra il restare in Australia (fino al 95% dell’emigrazione tradizionale in passato) e il crescente numero attuale di ritorni provocati dai problemi di concessione di visti, fra cui prevalgono quelli Working Holiday Maker (Vacanza – Lavoro) della durata massima di due anni, e di altri visti che spesso riducono i lavoratori a situazioni simili a quelle di gastarbeiter; e il mancato riconoscimento delle qualifiche italiane. In materia di qualifiche avviene che i Paesi appartenenti al Commonwealth si riuniscono insieme alla Gran Bretagna e definiscono i livelli di qualifica, mentre l’Italia si affida alle associazioni di categoria e interviene soltanto se il livello viene aumentato senza darne la ragione.

La Commissione conviene che il Tavolo di concertazione fra il CGIE e il MINLAV insieme al MAECI dovrà occuparsi anche della definizione di uno strumento internazionale che consenta di seguire dovunque gli spostamenti della nuova mobilità, stabilendo regole che riguardino anche la previdenza privata.

La conclusione della ricerca sembra indicare che il messaggio di qualche anno fa dell’esistenza del paradiso australiano si sia ridimensionato e che il picco degli arrivi è calato.

In linea con quanto detto, il CG Trombetta ha informato i presenti dell’iniziativa di ospitare presso il Consolato giovani volontari che spieghino ai nuovi arrivati non soltanto diritti e doveri, ma gli aspetti della vita quotidiana e le abitudini locali.

Per quanto riguarda la situazione in Africa, il Cons. Pinna chiede che si affronti la questione di disegnare politiche precise per i Paesi africani che non sono nelle stesse condizioni degli altri tre Paesi Anglofoni extra-europei. La Commissione ha deciso di chiedere un incontro su questo tema con il tavolo di lavoro CGIE – MAECI/DGIT – MINLAV ed eventualmente anche con le Regioni. La Commissione reitera l’invito al MAECI a riconoscere e sostenere congruamente e non irrisoriamente gli Asili Mondo Magico di Johannesburg, una bellissima iniziativa didattica e sociale, che getta le basi affinché le prossime generazioni della Repubblica del Sud Africa possano vivere in piena armonia, senza frizioni fra diverse comunità nazionali, etniche e razziali.

La Commissione ha esaminato palinsesti e contenuti dei singoli programmi di RAI Italia, dopo aver raccolto le lamentele delle comunità che concernono principalmente: la pubblicazione dei palinsesti; la conduzione dei talk show politici che si trasformano in conflitti verbali tra partecipanti; la pluralità dell’informazione anche in vista delle prossime consultazioni politiche; la valutazione se le telecronache delle partite di calcio siano diventate troppe o siano troppo poche; l’informazione di ritorno; il pessimo notiziario in inglese che dà enorme rilievo ai fatti di cronaca nera invece di presentare la realtà italiana, è parlato troppo in fretta e non è opportunamente pubblicizzato; la difficoltà da alcuni Paesi a registrarsi per accedere a RAI replay dall’estero; la problematica applicazione delle nuove tecnologie sia in Italia sia in alcuni dei nostri Paesi. La Commissione chiede di fare un incontro con il Direttore Corsini durante la sua prossima riunione a latere della plenaria del CGIE.

Riprendendo il tema del decreto sull’editoria italiana all’estero, proposto dal Cons. Arcobelli, la Commissione ribadisce la sua contrarietà all’eliminazione dei rappresentanti del CGIE nella Commissione presso la Presidenza del Consiglio e chiede che venga data interpretazione autentica dell’art. 2, comma 1g, della legge istitutiva dei Com.It.Es e della relativa norma contenuta nel regolamento di attuazione, riguardanti l’obbligo di presentare al Com.It.Es. il bilancio consuntivo insieme al preventivo all’atto della richiesta di parere da parte dei mass media che possono godere di contributo alla stampa cartacea e online all’estero.

La Commissione ha ascoltato con profondo interesse il quadro storico e attuale dell’insegnamento dell’italiano in Australia, fornito dai tre esaustivi interventi del Dott. Enzo Sirna, Coordinatore degli enti gestori australiani, della Dott.ssa Anna Rita Tamponi, Dirigente dell’Ufficio Educazione e Cultura dell’Ambasciata d’Italia a Canberra e dal Consigliere Papandrea. La Commissione ha ascoltato la testimonianza di un giovane assistente linguistico, che studia e lavora da alcuni anni in Australia. È stato presentato del MAECI il quadro dell’evoluzione dei contributi nelle macro-aree Europa, America Latina e Paesi anglofoni e delle flessioni positive e negative del numero dei discenti. L’Australia si colloca al vertice della classifica mondiale con 314.626 studenti di italiano, malgrado ci sia stato un calo degli iscritti ai corsi degli enti gestori, largamente compensato dagli allievi dei corsi inseriti nel curriculum nelle scuole dell’obbligo, pubbliche e private.

La Commissione ha convenuto sulla necessità che venga effettuata al più presto una mappatura sia degli enti gestori che della funzionalità delle diverse sedi della Dante Alighieri nel mondo, per definire una nuova strategia complessiva di intervento che faccia riferimento sia alle macro-regioni che ai singoli Paesi, si avvalga di tutte le facilitazioni offerte dalla normativa della UE e dei singoli Paesi europei, e prenda in considerazione le nuove realtà commerciali del made by & in Italy.

La Commissione ha visitato il Museo dell’Emigrazione, il Centro Assistenza anziani, la Biblioteca, il Centro culturale e risorse e le aule del Co.As.It. e ha espresso la propria ammirazione per questa importante realtà.

Il presente documento con tutti gli allegati è stato letto e approvato all’unanimità dai Consiglieri fisicamente presenti a tutti i lavori della Commissione. (Inform)

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