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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Cesare Romano da importatore del “torrone di fichi secchi” a potente banchiere ed imprenditore in Pennsylvania

STORIE DI EMIGRAZIONE

Era nato in provincia di Chieti nella zona di Torino di Sangro

 

PESCARA – Cesare Romano nacque in provincia di Chieti nel 1878. Si ha motivo di credere che le sue origini risiedessero nella zona di Torino di Sangro. La sua famiglia in Abruzzo era dedica al commercio alimentare ed era una delle produttrici dell’allora assai famoso “Torrone di fichi secchi”. A Cesare, ragazzo intraprendente e dalle grandi vedute, e come veniva definito “sognatore” il suo paese stava stretto.

Aveva sentito parlare delle grandi possibilità che offriva l’America e decise di emigrare. Giunse a Philadelphia dove non impiegò molto ad ambientarsi e ad assumere un ruolo nella nutrita comunità italo-americana. La prima delle cose che fece fu importare il “torrone di fichi secchi” . Il prodotto rappresentò una assoluta gradita novità e fu subito un successo. Nel breve, Cesare, imparò perfettamente l’inglese e con i guadagni cercò nuove strade per realizzare il suo “sogno americano”. Aprì un ufficio con sportello che gestiva la possibilità di inviare e ricevere denaro e in più gestiva la vendita di biglietti da e per l’Italia.

In poco tempo la sua Agenzia divenne una delle più accreditata. Entro in contatto e divenne amico del potente banchiere Gennaro Di Genova, nato a Montella in provincia di Avellino, che ne favorì l’ingresso nel mondo delle banche. Infatti, qualche tempo dopo, Cesare Romano fondò la “Banca Torino” (quasi sicuramente il nome della Banca fu dato in onore della sua zona d’origine) con la sua prestigiosa sede all’822 di South Eighth Street di Philadelphia. A Pottstown, sempre in Pennsylvania, acquisì un grossa cava di pietra ed un frantoio. Tra tutte e due le aziende impiegò oltre 100 operai per la gran parte abruzzesi. Non mancò di inserirsi nel settore immobiliare e, in questo campo, si specializzò nella costruzione di piccole abitazioni mobili per gli operai delle ferrovie. Con un altro abruzzese Frank Di Berardino, anche lui banchiere, ebbe interessi comuni a Pittsburgh. Fu componente di vari importanti consigli d’amministrazione e delle maggiori associazioni italo-americane. Generose le sue munifiche elargizioni economiche ai vari enti di beneficenza.  (Geremia Mancini* – Inform)

*Presidente onorario “Ambasciatori della fame”

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