direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Celebrazioni per Izourt e logo per 50° di Mattmark

ITALIANI ALL’ESTERO

Memoria delle tragedie dell’emigrazione

 

BELLUNO –Settantacinque anni fa, il 24 marzo 1939, nella valle del Vicdessos (Pirenei francesi), in un cantiere di alta montagna dove si trovavano per la costruzione della diga di Izourt, nel comune di Auzat, persero la vita, sepolti da una terribile bufera di neve, 31 operai, tra cui 29 emigranti italiani e, tra loro, quattro bellunesi: Remigio Ferigo di Sedico, Giuseppe Martini di Vigo di Cadore, Primo Mondin di Quero e Lucindo Paniz di Santa Giustina. Lo ricorda l’Associazione Bellunesi  nel Mondo, riferendo che la Regione del Veneto, d’intesa con le istituzioni locali tra cui l’Associazione “Ricordate” e l’Alliance Franco Italienne, non ha voluto passare sotto silenzio la ricorrenza per troppo tempo dimenticata e, con la collaborazione della Veneziani nel mondo, ha organizzato in loco, il 21 e 22 giugno scorsi, una serie di eventi fra cui l’inaugurazione di un bassorilievo in marmo che è stato posto a perenne memoria nel luogo della tragedia.

La commemorazione   – informa ancora l’Abm – ha vissuto i suoi momenti più intensi nella Santa Messa, celebrata nella chiesa di Vicdessos, e nella cerimonia nell’attiguo cimitero, ove riposano le salme delle vittime. Tutte le cerimonie sono state splendidamente accompagnate dal Coro Monti del Sole di Sospirolo. Oltre ai familiari delle vittime, erano presenti diversi sindaci e amministratori dei comuni dei deceduti e le associazioni venete di emigrazione. Numerosa la delegazione bellunese con i vicepresidenti Abm Patrizia Burigo e Rino Budel, il consigliere Enrico De Salvador, il presidente della Famiglia ex emigranti di Quero Placido Andreazza e, in rappresentanza del comune di Quero, Alberto Coppe.

Sempre l’Associazione Bellunesi nel Mondo informa che il gruppo di lavoro “Mattmark50ABM” ha scelto il logo per il 50° anniversario della tragedia di Mattmark che si commemorerà il prossimo anno.

Questo sarà il logo ufficiale condiviso anche dalla comunità italo-svizzera. Verrà inserito in tutte le iniziative che avranno luogo in Italia e in Svizzera e sarà presente nel sito che l’Associazione Bellunesi nel Mondo a breve metterà on line.

L’autrice del logo è Gabriella Sperotto ventiseienne bellunese. Dopo la maturità scientifica, ottenuta con il massimo dei voti, si laurea con lode alla triennale e alla magistrale di Design (Università IUAV di Venezia), specializzandosi nell’indirizzo “Comunicazioni visive e multimediali”. La sua voglia di studiare ed approfondire la porta a sondare campi poco conosciuti dell’arte e del design, come quelli della calligrafia e del graphic design orientato alla disabilità visiva ed alla dislessia.

Gabriella Sperotto  ha da poco terminato con lode il Master di Illustrazione “Ars in Fabula” di Macerata, unico Master riconosciuto dal MIUR per la professione di illustratore, scelta che ben si sposa con la sua grande passione per la scrittura, coltivata fin da bambina. Ha inoltre ottenuto riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale, fra cui il recente secondo premio al Lucky Strike Talented Designer Award e il primo premio letterario al Premio Nazionale Alpi Apuane, nella sezione “racconto inedito”.

L’Abm riporta una breve descrizione del logo: “Un logo per Mattmark: un logo sincero, forte, schietto. Un logo che racconta il bianco del ghiaccio, il nero della morte, la forza di chi è sopravvissuto, la pace di chi se n’è andato in quell’attimo, troppo corto, che si fece tragedia. Una lingua di ghiaccio scivolò giù, contro ogni previsione, contro ogni obiezione. E le montagne, prima punti di riferimento, divennero mute complici di tradimento. Una “M”: “m” di mattmark, di montagna, di morte, di mamma. Un taglio: segno di cambiamento, di velocità, d’”improvviso” che si fa  eterno, di terrore che diventa orrore. Uno spostamento: di ghiaccio che cade, di punti di vista, di donne che corrono, di uomini che passano ad altra vita. Un rettangolo, a incorniciare il tutto: perché non possiamo, non dobbiamo, non vogliamo dimenticare”. (Inform)

Powered by WordPress | Designed by Elegant Themes