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Capolavori in Valtiberina tra Toscana e Umbria

CULTURA
Capolavori in Valtiberina tra Toscana e Umbria
L’assessore regionale Cristina Scaletti: “Un modello da replicare ed espandere”
FIRENZE – Un successo da primato quello del Progetto di valorizzazione del patrimonio culturale locale intitolato “Capolavori in Valtiberina tra Toscana e Umbria. Da Piero della Francesca a Burri e La Battaglia di Anghiari”, serie di iniziative, tra restauri, convegni, mostre, eventi enogastronomici, durata cinque mesi e prorogata di quattro settimane proprio per il grande favore incontrato.
Il bilancio del progetto – promotori Regione Toscana, Regione Umbria e Ente Cassa di Risparmio di Firenze col patrocinio del ministero per i Beni e le Attività culturali ed il Turismo – documenta la notevole portata dell’iniziativa che ha in primo luogo valorizzato, con interventi permanenti, le esperienze in ambito culturale presenti nei territori coinvolti. Il progetto Valtiberina ha interessato 14 Comuni delle due regioni, 18 musei, 80 esercizi commerciali, oltre a un centinaio di addetti (tra cui 60 under 35) delle cooperative culturali che hanno svolto la didattica e la promozione nelle scuole e ha prodotto risultati lusinghieri anche per l’indotto.
Nei musei l’incremento dei visitatori è stato complessivamente di 30 mila unità rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ingente anche l’investimento complessivo che ha interessato le molteplici realtà della filiera dei beni culturali attiva sul territorio.
“Questo è il successo – ha dichiarato l’assessore alla cultura e al turismo della Regione Toscana Cristina Scaletti – di un modello da replicare ed espandere: valorizzare il nostro patrimonio diffuso sul territorio rafforzando e qualificando il legame tra turismo e cultura. Grazie a questo progetto abbiamo fatto scoprire al visitatore che i musei più belli non sono solo nei grandi centri, ma c’è una qualità capillare che raramente si trova altrove. E’ emerso il legame straordinario che le strutture hanno con il territorio e con la storia delle comunità locali. Perché un patrimonio così importante possa essere conservato e valorizzato nel modo migliore è necessario il lavoro e la collaborazione di tutti. E il bel risultato di questa iniziativa ci dice che la strada intrapresa è quella giusta”. (Inform)
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