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Camera dei deputati: L’audizione del Ministro degli Esteri Moavero Milanesi

BREXIT

Davanti alle Commissioni Esteri e Politiche Ue

 

In caso di mancato accordo i settori maggiormente seguiti saranno quelli della tutela dei cittadini e delle questioni legate ai servizi finanziari e al commercio

 

ROMA – Davanti alle Commissioni riunite della Camera, Esteri e Politiche Ue, si è svolta la settimana scorsa l’audizione del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, Enzo Maovero Milanesi, sul tema dei negoziati relativi alla Brexit e alle possibili conseguenze per l’Italia. Nello specifico si è dibattuto dei possibili scenari all’orizzonte, soprattutto nel caso in cui vada a buon fine una richiesta di proroga da parte del Regno Unito, in base all’art. 50 del Trattato dell’Unione europea: si parla a tal proposito di una proroga che potrebbe giungere fino al 30 giugno 2019, la quale dovrebbe essere funzionale alla legislazione nazionale inglese per formalizzare un accordo di recesso dall’Ue, evitando così la temuta “Hard Brexit”. Nella giornata di giovedì 14 marzo, nelle ore immediatamente successive a questa audizione del Ministro degli Esteri, è arrivato da oltremanica il via libera della Camera dei Comuni, ossia il Parlamento britannico, alla mozione della Premier Theresa May volta a chiedere la proroga  mentre veniva invece bocciato l’emendamento sulla possibilità di un referendum bis.

Spetterà comunque al Consiglio europeo, del 21 e 22 marzo, decidere all’unanimità sulla concessione o meno della proroga richiesta dal Regno Unito. Il Parlamento europeo, nei giorni scorsi, ha comunque approvato una serie di misure, proposte dalla Commissione europea, per mitigare gli effetti di un eventuale ritiro dell’UK senza accordo: garanzie giuridiche per gli studenti e per gli insegnanti Erasmus; garanzie sulle relazioni transfrontaliere tra Irlanda e Irlanda del Nord; misure sui trasporti tra Regno Unito ed Unione europea. Resta a questo punto il rebus, in base alla durata dell’eventuale proroga, sulla possibilità di partecipazione dell’UK alle prossime elezioni europee.

Il Ministro degli Esteri ha fatto il punto su questa complessa situazione, tirando delle somme seppur provvisorie. “Sostanzialmente il Parlamento di Westminster ha espresso, per la seconda volta, un’evidente contrarietà verso un accordo di recesso così come negoziato tra il governo May e l’Ue; allo stesso tempo è emersa anche una contrarietà all’uscita senza alcun accordo, che corrisponderebbe allo scenario noto come ‘No Deal’. Questo fa pensare che si vuole comunque trovare un accordo, benché di diversa natura rispetto a quello attuale. Un dato di fatto è rappresentato dunque dall’incertezza, anche per la possibilità di voto alle europee da parte dell’UK: per quanto possibile dal punto di vista giuridico, quest’ultimo aspetto lascia molte perplessità sotto il profilo propriamente politico”, ha commentato Enzo Moavero Milanesi ricordando come si stia lavorando su due livelli, comunitario e nazionale.

“In Italia c’è una task force dall’inizio della legislatura, presso Palazzo Chigi, che si interfaccia con Bruxelles. A livello di Unione europea si stanno preparando, e in alcuni casi sono stati già adottati, degli atti normativi o esecutivi immediatamente applicabili, che vincolano gli Stati senza bisogno di recepimento: per quanto ci riguarda, si tratta della predisposizione di decreti legge. In caso di mancato accordo i settori maggiormente attenzionati saranno la tutela dei cittadini e le questioni legate ai servizi finanziari e al commercio. In concreto si cercherà di mantenere lo status quo reciproco per quei cittadini che abbiano già maturato diritti di soggiorno o in ambito lavorativo; per gli altri si cercheranno percorsi agevolati, come l’esenzione sui visti d’ingresso e una permanenza di novanta giorni senza dover richiedere il permesso di soggiorno, nonché procedure semplificate per l’ottenimento di quest’ultimo”, ha aggiunto il Ministro degli Esteri sottolineando che resterà invariata la posizione di chi risulti già iscritto alle università o abbia un lavoro, anche sotto il profilo dell’assistenza sanitaria o previdenziale.

“Un’attenzione a livello europeo sarà riservata anche al settore dei trasporti e al traffico delle merci. Per quanto riguarda i servizi finanziari, due decisioni europee dette ‘di equivalenza’ sono atte a mantenere attivo, senza varianze, il mercato dei derivati e degli investimenti in titoli, nonché quello dei servizi prestati a chi ha depositi. Anche a livello nazionale si vuole operare per l’invarianza di queste situazioni reciproche. Ricordiamo infine la questione doganale, che sembra essere il punto di maggior discordia tra UK e Ue, in particolare sul fronte irlandese. Come Paese esportatore la questione dei dazi riguarda anche noi e la nostra idea è che i dazi debbano rimanere a zero, almeno nella maggioranza dei casi, e dovremmo prestare attenzione ai prodotti agricoli: l’8% delle nostre esportazioni agricole vanno infatti proprio nel Regno Unito. Tengo inoltre a precisare l’importanza della tutela delle denominazioni e delle indicazioni d’origine dei prodotti”, ha concluso Moavero Milanesi. (Simone Sperduto/Inform)

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