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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Audizione del ministro dell’Interno, Marco Minniti, al Comitato Schengen

MIGRAZIONI

Illustrate le iniziative portate avanti dallo scorso febbraio sul fronte della gestione dei flussi migratori. “La diminuzione del 25,7% dei flussi migratori è cruciale – afferma il Ministro, – ma non è ancora un dato strutturale”

 

ROMA – Il ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha illustrato nel corso di un’audizione al Comitato Schengen presso Palazzo San Macuto le iniziative portate avanti dallo scorso febbraio sul fronte della gestione dei flussi migratori, definendo la diminuzione di questi ultimi registrata al 25,7% “cruciale” ma non ancora “strutturale”.

Il dato è “frutto anche – ha detto il Ministro – dei maggiori controlli effettuati dalla Guardia costiera libica, grazie alla formazione ricevuta dagli equipaggi da parte del nostro Paese e delle 4 motovedette già riconsegnate, che ha consentito il salvataggio di 16500 persone”.

Altro aspetto rilevante della “questione sbarchi” è il controllo del confine Sud della Libia. Oltre ad una possibile via di ritorno per foreign fighters, infatti, quella zona – si legge nella nota diffusa dal Ministero dell’Interno in proposito – è cruciale per il controllo della frontiera. Per questo, è importante sottolineare – rileva Minniti – come le tre tribù principali abbiano sottoscritto un accordo di pace proprio a Roma il 31 marzo scorso, ritenendo il nostro Paese, elemento di garanzia.

Per il Ministro si tratta di un punto di partenza per un nuovo modello di “guardia di frontiera”, mentre rileva come “il successo più rilevante sia stato quello di separare i destini di queste popolazioni dai trafficanti di esseri umani, spezzando il legame di questa industria maledetta, che fino ad adesso finanziava e distribuiva redditi. Per questo è stato costruito un percorso alternativo di sviluppo, anche con il supporto Ue”.

Minniti ha poi ricordato come ora sono operative in Libia anche Oim e Unhcr, che hanno partecipato anche al tavolo italo-libico contro il terrorismo e i trafficanti di esseri umani. Unhcr – fa sapere il Ministro – ha già selezionato mille persone con fragilità (donne, bambini, anziani) che hanno diritto alla protezione internazionale e ha disposto un piano di ricollocamento nei paesi terzi di tutto il mondo. Oim, da parte sua, ha già garantito 7500 rimpatri volontari assistiti e pensa di arrivare entro la fine dell’anno a 15/20mila.

“Dietro a questi numeri – ha ricordato il titolare del Viminale – ci sono situazioni complicate e non c’è, evidentemente, una mossa sola che può risolvere la questione. La novità è anche la condivisione di obiettivi con l’Europa, risultato non scontato all’inizio di questo percorso”.

Anche se i flussi sono in deciso aumento percentuale per quanto riguarda Tunisia e Algeria, i numeri assoluti – prosegue la nota – sono decisamente contenuti rispetto a quelli provenienti dalla Libia che rappresentano sempre oltre il 90% del totale.

Per quanto riguarda il tema dei rimpatri, è stato ricordato come l’Ue abbia recentemente preso una decisione importante impegnandosi a una politica comune sui rimpatri e al rilascio dei visti di ingresso, come dimostra l’esperimento che verrà lanciato con il Bangladesh. I rimpatri per motivi di sicurezza dello Stato sono 82 con un +24% rispetto all’analogo periodo dello scorso anno e le relocation sono 13.622, con un decisivo maggior contributo da parte di Germania e Francia.

L’accordo con l’Anci relativo all’accoglienza diffusa ha poi portato al 39% la quota dei Comuni che aderiscono ai progetti di collocamento di richiedenti asilo; per Minniti “un passo avanti che potrebbe portare al superamento dei grandi centri di accoglienza che non sono funzionali a veri progetti di integrazione”.

Il ministro, poi, ha sottolineato l’importanza del Primo piano nazionale per l’integrazione, presentato recentemente, e che si fonda sul binomio diritti e doveri per chi ha già ricevuto protezione internazionale e sulla “non negoziabilità”con altre culture dei diritti e valori fondativi espressi nella parte prima della nostra Costituzione: laicità dello Stato, rapporto di parità uomo-donna.

Sulla questione Schengen, Minniti ha ricordato che la sua sospensione deve avvenire in circostanze eccezionali e per situazioni legate solo alla sicurezza nazionale. Per questo, ha citato come best practice la cooperazione transfrontaliera tra le polizie di Italia, Francia e Austria.

Infine, è stato ricordato l’impegno per pervenire a più rapide decisioni sui permessi. Il Ministro ha annunciato a questo proposito che entro la fine dell’anno saranno terminate le prove del concorso per i nuovi 250 funzionari “specialisti” di questioni legate alla definizione delle pratiche di concessione di protezione internazionale. Il loro inserimento nelle Commissioni territoriali sarà determinante per accorciare sensibilmente i tempi di risposta di chi chiede asilo, portandolo, è l’auspicio, a non più di sei mesi. (Inform)

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