direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Audizione del direttore generale Luigi Maria Vignali: il dibattito

CAMERA DEI DEPUTATI

Comitato  permanente sugli italiani nel mondo e la promozione del sistema paese

 

ROMA-  L’audizione alla Camera dei Deputati, presso il Comitato  permanente sugli italiani nel mondo e la promozione del sistema paese, del direttore generale per gli Italiani all’Estero del Maeci Luigi Maria Vignali è stato caratterizzato da un articolato dibattito. La deputata Fucsia Nissoli (Fi), eletta nella ripartizione America Settentrionale e Centrale, ha chiesto sia informazioni sul dislocamento dei nuovi assunti nelle sedi consolari e sui tempi relativi alla presa di servizio, sia lumi su una possibile migliore fruibilità degli esami per la certificazione linguistica B1 per l’acquisto della cittadinanza  Iure matrimonii, ad esempio prevedendo l’ottenimento della certificazione anche online. Il deputato Massimo Ungaro (Pd), eletto nella ripartizione Europa, si è invece soffermato sulla questione dei passaporti, portando come esempio il caso britannico: nel Regno Unito infatti hanno centralizzato i passaporti, spiega il deputato, e si fa tutto per corrispondenza e ciò contribuisce a rendere più efficienti i consolati su altre questioni; Ungaro ha inoltre chiesto al Direttore Generale Vignali se fosse possibile utilizzare questo metodo anche per quanto riguarda il caso italiano. Il deputato ha inoltre chiesto lumi su dove si rilevino le maggiori carenze di personale e di risorse. Sollecitate infine da Ungaro informazioni sulle elezioni dei Comites previste per il prossimo anno. Sia i deputati Ungaro e Nissoli hanno inoltre chiesto se fosse possibile in futuro l’estensione del voto per le elezioni europee anche ai connazionali che vivono in Paesi terzi dove non si può votare, e si deve tornare in Italia per farlo. Il deputato Osvaldo Napoli (Fi) chiede quindi delucidazioni rispetto alla distribuzione in Europa della carta identità elettronica e sull’efficienza del metodo di distribuzione su un territorio così vasto.

 

In sede di replica il Direttore Generale Vignali ha affermato : “io sono dell’idea che vadano ampliati al massimo i diritti dei nostri cittadini in riferimento al diritto di voto di tutti i connazionali all’estero, ma devo mettere in guardia rispetto ai problemi tecnici riscontrabili in questo senso. Prevedere elezioni europee in circoscrizioni ampie come l’America latina e il nord America è complesso sia dal punto di vista numerico che territoriale. Il primo problema è un problema di distanze perché far percorrere centinaia di chilometri per esercitare il diritto di voto vuol dire comunque in qualche modo mettere in dubbio il diritto stesso. Quindi anche un’eventuale estensione di questo diritto, e dico eventuale perché è un tema su cui la politica dovrà pronunciarsi, dovrà accompagnarsi a una revisione delle modalità di voto. Non potranno essere le stesse modalità con il seggio utilizzate attualmente nei Paesi dell’Unione Europea. Per quanto riguarda le assunzioni vi sono in corso alcune prove di esame per l’assunzione di 177 unità per funzionario amministrativo contabile e consolare e 44 unità per funzionario dell’area della promozione culturale: queste procedure dovrebbero concludersi entro l’anno. Poi ci sono quelle previste per il prossimo anno: 100 unità per la cosiddetta terza area con posizione economica F1 e 200 unità di personale appartenente alla seconda area che dovranno essere selezionate tramite nuovi concorsi. Questo iter sarà più lungo e i bandi saranno conclusi entro il 2020. Queste unità lavoreranno inizialmente al Ministero degli Esteri per un periodo di formazione ma questo personale ne sostituirà altro qui a Roma che potrà andare all’estero. Per quanto riguarda la certificazione linguistica si tratta di un tema delicato: noi siamo in costante contatto con la direzione generale del Sistema Paese che se ne occupa al Ministero degli Esteri. Ci sono circa 100 punti di possibile certificazione all’estero ma vista l’estensione delle nostre comunità non è sufficiente, quindi la soluzione dell’esame online sarebbe ottima ma non è semplice. Per quanto riguarda la carta d’identità elettronica, invece, io sono fiducioso nel senso che una volta avviato il processo ritengo che le nostre sedi siano in grado di portarlo avanti, inoltre l’istituto poligrafico ci ha assicurato che riuscirà a produrre ciò che serve nei tempi. La sperimentazione serve proprio a questo. Per quanto riguarda la centralizzazione dei passaporti vorrei sottolineare che la sperimentazione riguardante le carte di identità elettroniche da inviare per corrispondenza può essere anche un test per la centralizzazione dei passaporti in futuro, dato che anche questi vengono prodotti dall’istituto poligrafico. Noi inoltre – prosegue il direttore generale – guardiamo con interesse ai nuovi passaporti in policarbonato con pagine plastificate in modo da rendere ancor più difficile la contraffazione documentale. La centralizzazione dell’invio per i passaporti può essere interessante soprattutto per i Paesi più vicini, tenendo però conto della flessibilità delle situazioni. A me comunque interesserebbe soprattutto un sistema misto in cui la norma è la centralizzazione ma in cui i consolati possano riservarsi, in caso di emergenza, la possibilità di emettere passaporto. È un tema che introduce alcune complicazioni ma in ogni caso la carta d’identità sarà il test anche per la centralizzazione dei passaporti. È difficile inoltre dare uno spaccato delle sedi in difficoltà ma sicuramente ce ne sono diverse in particolare in America Latina, in Argentina e Brasile, che manifestano una grande pressione sulla richiesta di passaporti e di cittadinanza Iure sanguinis; altra sede in difficoltà è Madrid con la sede consolare delle Canarie di cui deve occuparsi direttamente e per questo qui dovrebbe esserci una presenza stabile nelle isole dove di recente i flussi sia di giovani che di anziani sono in aumento; altro punto nevralgico è Barcellona dove gravitano molti italo-venezuelani che si rivolgono alle nostre sedi. Per quanto riguarda Manchester la decisione sul tipo di struttura deve ancora essere presa: in prospettiva di medio lungo periodo vedrei un vero e proprio consolato. Per quanto concerne la situazione di Londra – ha aggiunto Vignali – una missione si recherà nella capitale inglese il 29 e 30 aprile per dare risposte rapide alla prossima organizzazione. Infine le elezioni dei Comites sono calendarizzate per l’anno prossimo e noi ci stiamo già preparando”.

 

A questo punto del dibattito il deputati Luis Roberto Lorenzato (Lega), eletto nella ripartizione America Meridionale solleva la questione relativa ai lunghi tempi di attesa per l’acquisizione della cittadinanza nello stato di San Paolo. Il deputato chiede inoltre dei lumi sia sull’eventuale assunzione di personale diplomatico consolare a San Paolo e sulla creazione di nuove sedi consolari, sia sulla gestione delle risorse recuperate tramite le acquisizioni delle cittadinanza.  Dal canto suo il deputato Mario Borghese (Maie) chiede informazioni sulle prossime aperture di sedi consolari  a Vitoria e Florianopolis e anche della riapertura del consolato a Maracaibo.

Andrea Delmastro Delle Vedobe (Fratelli D’Italia) invece pone ulteriori quesiti sul numero dell’organico consolare in Venezuela necessario a rispondere alle richieste della nostra comunità e sulla registrazione di un minore all’estero con uno solo dei due genitori. Una possibilità che per il deputato appare in contrasto con  le novelle legislative in termini di famiglia in ordine all’affidamento congiunto e alla responsabilità congiunta dei due genitori verso il figlio.

“Ricordo – afferma Vignali in sede di replica – che la nostra normativa in materia di cittadinanza iure sanguinis è estremamente generosa e a differenza di altre non pone limiti generazionali. A tutta questa generosità deve corrispondere un po’ di pazienza. Ciò comporta molte richieste soprattutto in Argentina e Brasile, questo mette alla prova le strutture consolari che hanno avuto forti riduzioni di personale”. “Noi vorremmo che a ciascun appuntamento per la cittadinanza corrisponda una persona o una famiglia – aggiunge Vignali che ha sottolinea come si stia lavorando per aggiornare il sistema informatico di gestione degli appuntamenti che affronterà la questione sotto tre aspetti: “intanto verrà creata una lista d’attesa in modo che chi non trova l’appuntamento vi rientri e abbia una priorità per l’appuntamento successivo, poi una volta dato l’appuntamento daremo conferma della prenotazione da parte dell’utente legata a un codice specifico e verrà inviata un’ulteriore conferma tramite sms con una one time password in modo che possa dire sì o no a questo appuntamento. Sono pratiche che servono a individualizzare l’appuntamento. Noi ci stiamo attrezzando in questo modo”. Per quanto riguarda la gestione delle risorse acquisite tramite le pratiche di cittadinanza Vignali ribadisce  che questi fondi sono stati impiegati per migliorare i servizi e le strutture consolari con nuove strutture informatiche, servizi telefonici da centralino, servizi di assistenza al pubblico. “Per le sedi di Vitoria e Florianopolis  – prosegue il direttore generale – non ho dei tempi specifici ma posso dire che mi recherò lì personalmente a metà giugno per visitare le due comunità e per verificare la possibilità di avere spazi gratuiti o a costi ridotti per assicurare la presenza consolare. Per quanto riguarda la riapertura di Maracaibo fosse per me la riaprirei domani, ma si stanno verificando le condizioni di sicurezza e di operatività. Io spero si possa riaprire entro il mese di aprile ma è un auspicio. In Venezuela, affrontando il problema dell’organico, – rileva poi Vignali – abbiamo molto rinforzato la sede di Caracas, abbiamo inviato personale a contratto. Non ci sono tanti arretrati in Venezuela per i servizi agli italiani, semmai i ritardi sono sulla cittadinanza ma non sono paragonabili a quelli del Brasile…Infine l’aspetto delicato che riguarda l’iscrizione all’Aire dei minorenni: abbiamo mandato istruzioni alla rete all’estero il 6 febbraio 2019 affinché l’iscrizione all’Aire del minore con un solo genitore convivente avvenga solo con il consenso di entrambi i genitori”.

A questo punto il presidente del Comitato  Simone Billi pone una serie di domande a Vignali in merito al nuovo consolato onorario di Liverpool aperto da poco e all’apertura di eventuali consolati onorari da aprire in Svizzera ; chiede quindi un parere sull’anagrafe unica domandando se possa essere o meno un utile strumento per i consolati. Infine domanda in che misura sarebbe possibile applicare la tecnologia blockchain per il rilascio degli attestati o per le elezioni politiche degli italiani all’estero.

 

Il direttore generale risponde quindi alla serie di brevi quesiti a lui posti dal presidente : “per quanto riguarda Liverpool abbiamo inaugurato il 9 marzo la nuova sede del consolato che garantisce apertura mattina e pomeriggio 5 giorni su 7, il sabato su appuntamento. Vi è una funzionalità del consolato positiva…Poi nel merito della situazione in Svizzera, a Sangallo, a proposito dei consolati onorari, il processo è terminato e il 4 marzo abbiamo mandato i documenti e stiamo aspettando l’exequatur, cioè la possibilità di agire da parte della Svizzera; nel frattempo c’è un funzionario itinerante che assicura la nostra presenza… Per l’allineamento tra Aire e anagrafe italiana, ossia l’anagrafe nazionale della popolazione residente, che però dipende dal Ministero dell’interno,  – prosegue il direttore generale – io sarei favorevole e credo che accelererà i tempi. Noi siamo pronti ad adeguarci. Stiamo aspettando di ricevere il via libera dal Viminale. Ringrazio il Parlamento per aver deliberato che l’iscrizione all’Aire inizia dal momento dell’accettazione della pratica da parte del consolato e non da parte del comune: anche questo rende più rapide le procedure.

Infine per quanto riguarda la modalità Blockchain sottolineo che è complessa e l’applicativo sul voto all’estero sarebbe il più naturale, ma anche su questo c’è chi afferma che resta hackerabile e chi no. Noi ci stiamo attrezzando e abbiamo incontrato studi privati e siamo andati anche in missione in altri paesi per studiare queste nuove tecnologie che sicuramente sono possibili, richiedono investimenti importanti”. (Maria Stella Rombolà/Inform)

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