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Artificieri e palombari: nel 2018 bonificati 50mila ordigni

MINISTERO DELLA DIFESA

Nel corso dell’anno appena concluso, gli artificieri dell’Esercito ed i palombari della Marina Militare hanno compiuto numerosi interventi a favore della collettività: complessivamente sono stati neutralizzati quasi 50mila ordigni in tutta Italia

ROMA – E’ stato un anno di intenso lavoro per gli artificieri dell’Esercito ed i palombari della Marina Militare.

Nel corso del 2018, infatti, sono stati recuperati e neutralizzati quasi 50mila residuati bellici, risalenti alla prima ed alla seconda guerra mondiale. Attività svolta in un’ottica “dual use”, ovvero la capacità di cooperare con le autorità civili a favore della cittadinanza, in caso di pubbliche calamità, per la bonifica dei residuati bellici e quella operativa espressa nelle missioni di pace all’estero.

Ciò – come indicato nelle Linee Programmatiche del Dicastero – con la consapevolezza di dover sostenere, e al contempo ampliare, le opportunità di duplice uso delle capacità della Difesa per scopi non militari. Un approccio che consentirà al Paese di accrescere la sua sicurezza collettiva nei confronti di tutte quelle minacce ed eventi calamitosi che possono perturbare il regolare svolgimento della vita dei cittadini.

Gli ordigni rimossi nell’interesse della collettività, in questo modo vengono inoltre sottratti ad eventuali usi illeciti. Guardando i numeri, nel corso del 2018 gli artificieri dell’Esercito hanno effettuato quasi duemila interventi che hanno consentito di bonificare circa 4.500 ordigni su tutto il territorio italiano.

Il maggior quantitativo di residuati bellici è stato rinvenuto nella provincia di Trento: ben 2.070.

L’elenco è, però, decisamente più lungo e comprende, ad esempio, altri 603 ordigni bonificati in Emilia Romagna, 406 nel Lazio, 255 in Friuli Venezia Giulia, 235 in Sicilia, 193 in Campania. Delicate operazioni di disinnesco che, per ragioni di sicurezza, hanno frequentemente richiesto l’allontanamento dei cittadini dalle proprie abitazioni, così come la sospensione del traffico ferroviario o aereo.

Sono dodici i reggimenti impegnati in queste delicate attività: 32° rgt. genio guastatori (Fossano); 10° rgt. genio guastatori (Cremona); 8° rgt. genio guastatori (Legnago); 3° rgt. genio guastatori (Udine); 2° rgt. genio guastatori (Trento); 2° rgt. genio pontieri (Piacenza); rgt. genio ferrovieri (Castelmaggiore-BO); 21° rgt. genio guastatori (Caserta); 11° rgt. genio guastatori (Foggia); 6° rgt. Ggenio pionieri (Roma); 5° rgt. genio guastatori (Macomer); 4° rgt. genio guastatori (Palermo).

L’attività di messa in sicurezza del territorio a cura dei genieri dell’Esercito – unica Forza Armata preposta alla formazione degli artificieri di tutte le Forze di Polizia, Forze Armate e Corpi Armati dello Stato – continuerà anche nel 2019. Già questo mese, infatti, i nuclei EOD (Explosive Ordnance Disposal) interverranno per rimuovere altri residuati bellici.

Intensa anche l’attività svolta dai palombari della Marina Militare: 245 gli interventi di bonifica d’urgenza, richiesti dalle diverse Prefetture italiane, che hanno permesso di rimuovere, attraverso 3.849 ore d’immersione, un totale di 45.591 ordigni esplosivi da mari, laghi e fiumi di 162 località italiane; 329 i trattamenti di ossigeno terapia iperbarica a favore della popolazione civile; diverse centinaia le ore d’immersione a favore del MiSE, del MiBACT e di ENEA che sono state svolte nei mari italiani e nel mare di Ross in Antartide.

Numeri che rappresentano l’impegno profuso dai Palombari della Marina durante il 2018, un anno ricco di importanti operazioni subacquee, quasi tutte svolte a favore della collettività. Tra gli altri, l’intervento effettuato a marzo insieme agli artificieri dell’Esercito nella cittadina di Fano (PU), dove hanno risolto brillantemente l’emergenza venutasi a creare con il rinvenimento e l’attivazione accidentale di una bomba d’aereo inglese MK6 da 500 libbre, che aveva imposto l’evacuazione di 23.000 persone.

Risolutiva è stata l’operazione svolta a giugno presso l’isola di Pantelleria (TP), dove gli uomini del GOS attraverso un innovativa proceduta d’intervento hanno distrutto un masso ciclopico di 146 tonnellate che, dal 2012, impediva l’attracco dei traghetti nel porto nuovo di Pantelleria e quindi la continuità territoriale con la Sicilia.

I palombari rappresentano l’eccellenza nazionale in ambito delle attività subacquee in quanto sono in grado di condurre immersioni lavorative fino a 1.500 metri di profondità e in qualsiasi scenario operativo. Ciò deriva dai compiti d’istituto a favore della collettività che vanno dal soccorso agli equipaggi dei sommergibili in difficoltà alla neutralizzazione degli ordigni esplosivi rinvenuti in contesti marittimi. (Inform)

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