INTERVENTI
Dino Nardi (CGIE): “Farnesina: il convento
è povero ma i priori…”
ZURIGO - È ormai notorio, quantomeno, nel mondo degli
italiani all’estero che la rete diplomatico-consolare italiana è quasi ovunque
al collasso.
Infatti i continui tagli al bilancio del MAE degli ultimi
anni hanno portato innanzitutto ad una riduzione del personale con ripercussioni negative, oltre che nell’erogazione
dei servizi, anche sullo stato delle anagrafi consolari e dell’AIRE il cui allineamento,
a quasi quattro anni dall’entrata in vigore della legge sul voto all’estero,
sembra stranamente irraggiungibile nonostante l’impiego dei digitatori,
appositamente assunti, i cui contratti di lavoro interinale, in alcuni
casi, sono peraltro già terminati oppure in scadenza, in altri casi. Per di più, malgrado questa drammatica situazione,
non si ha alcuna notizia dello stanziamento integrativo di 2,8 milioni di euro
a favore del Capitolo 3092/2005, sollecitato dal Cgie, che avrebbe consentito
di prolungare i contratti di lavoro ai digitatori.
In secondo luogo, il collasso è dovuto pure alle scarsissime
risorse finanziarie di cui dispone la rete diplomatico-consolare per far fronte
alle spese correnti di gestione. Infatti si hanno notizie di luci che non si
possono accendere per risparmiare sulla corrente elettrica, di impianti di climatizzazione
spenti, di telefoni chiusi, di invii postali ridotti all’essenziale, di penne
ed altro materiale di cancelleria ed igienico-sanitario che gli impiegati debbono
portarsi da casa. A titolo di esempio, basti pensare all’appello lanciato, proprio
in questi giorni, dal presidente del Comites di Wettingen (Svizzera) sulla drammatica
situazione in cui versa la locale Agenzia Consolare che, a parte i problemi
di personale che ne mettono a rischio la stessa esistenza, ha in cassa per spese
di funzionamento e postali nientepopodimenoche 25 franchi svizzeri per arrivare
a fine anno!
Ebbene, mentre l’associazionismo italiano nel mondo,
i patronati, i Comites e lo stesso Cgie stanno denunciando da tempo questa incredibile
situazione “fantozziana” in cui si trova la rete diplomatico-consolare (altro
che “Sistema Italia” nel mondo!), apprendiamo ora dai Sindacati CGIL-CISL-UIL
del MAE che, all’interno di un Decreto Legge in corso di conversione al Senato
riguardante “Misure per il Pubblico Impiego”, sono presenti due articoli che,
giustamente, hanno suscitato la protesta dei sindacati confederali e che sconcertano
anche noi.
Il primo riguarda uno stanziamento di 12 milioni di euro
per il rinnovo del contratto della Carriera Diplomatica in aggiunta ai 3 milioni
di euro già stanziati dalla Finanziaria 2005, per cui dividendo i 15 milioni
di euro per il numero, sia pure approssimato, dei diplomatici in servizio (circa
mille) si arriva ad un aumento di 15 mila euro lordi per ciascun diplomatico,
con il risultato, come denunciato dai sindacati, di dilatare ulteriormente la
disparità di trattamento economico con il personale non di carriera diplomatica
del MAE. Il secondo articolo riguarda, invece, l’aumento di 6 posti in organico
nel grado di Ambasciatore e di 10 posti in quello di Consigliere d’Ambasciata,
questo mentre il personale di ruolo ha subito recentemente una riduzione del
5% dei propri organici e continua a subirne.
Che dire di tutto questo? Innanzitutto sarebbe opportuno
sentire cosa ne pensa il governo ed in particolare il Ministro degli Esteri,
il Ministro per gli Italiani nel Mondo e, magari, anche quelli della Funzione
Pubblica, del Lavoro e dell’Economia. Mentre da parte nostra, di fronte a questa
situazione e dopo queste ultime notizie, ci limitiamo a constatare, ancora una
volta, che evidentemente le risorse finanziarie, quando e per chi si vuole,
il governo e questa maggioranza riescono sempre a trovarle indipendentemente
dal Pil, dal debito pubblico, dai vincoli di Bruxelles e quant’altro! (Dino
Nardi, Presidente ITAL Svizzera e membro CGIE)
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