ITALIANI
ALL’ESTERO
Giudice italo argentino scende in campo
a Buenos Aires
BUENOS AIRES - L’italo argentino Julio Cruciani, 71 anni,
recente ex giudice, é il nuovo candidato a senatore e a deputato per la provincia
di Buenos Aires, con un nuovo partito, il suo,
Anche se Cruciani vuol dedicarsi "come primo passo"
alla politica argentina, non dimentica la sua italianitá, "il mio sangue
italiano", che vuol dire "essere discendente dell’animo imperiale
dei romani". Infatti una delle sue proposte, é "l'oceano nostrum"
con cui vuol coinvolgere sia l'Argentina che l'Italia per costruire uno spazio
comune "strategico a livello internazionale" e si lancia a dire che
il voto degli italiani all’estero "serve se é un modo per aiutare gli italiani
all’estero, se rispetta la memoria dei nostri antenati e se vuol fare qualcosa
per il futuro. Altrimenti non serve a nulla".
Polemico invece con la questione dei bond: "é un
peccato che sia
L’ex giudice torna in Italia perché resta affascinato
dal processo Mani Pulite. "Ero stato anche nel 1948 con i miei perché mio
padre voleva conoscere i suoi parenti. Siamo andati a Roma, Firenze, Milano
e Napoli. L’Italia mi era proprio vicina. Mi stupiva peró la povertá, subito
dopo la guerra. Non c’erano né gatti, né cani, né canarini e le banconote erano
in italiano e in inglese. Mamma mia che differenza quando sono tornato cinquant’anni
dopo. A Torino, altro che cani randagi, soltanto cani di razza che mangiavano
su piatti d’argento. Invece noi, in Argentina, da ricchi a poveri e bisognosi".
Cruciani é il presidente della sede argentina dell'Associazione
Mani Pulite, ma si é ritirato della scena italo argentina soprattutto dopo la
sua esperienza nel Comites.
I suoi nonni e bisnonni erano romani, calabresi, napoletani
e genovesi arrivati in Argentina alla fine dell'Ottocento. “Mi hanno tramandato
l'amore per il Re, per il Vaticano e per
Ma la sua scelta per l’etica e la giustizia, é arrivata
con gli anni. "Volevo fare il medico come il babbo, ma purtroppo non sono
stato bravo e ho deciso di lasciare gli studi. Sono andato a lavorare in campagna
a
Amante dello sport ad alto rischio, come pilota di automobili,
battelli e piccoli aerei, giudice lungo 17 anni, Cruciani non é un affatto un
uomo indifferente, basta ricordare le sue indagini sulla dogana o i suoi confronti con colleghi e ministri.
Divenuto personaggio locale che si fa fotografare solo
se si é messa la cravatta, Cruciani dice di aver ritrovato la sua italianitá
durante
Poi conosce la collettivitá. "Sono andato al Circolo
Italiano, al Club Italiano e ad altre istituzioni ma non ho trovato posto. Ho
visto che le istituzioni italiane erano (e sono ancora) molto lontane dagli
interessi degli italo argentini. Per fortuna e grazie al Dottor Luigi Lo Giudice
sono entrato a far parte della Societá Italiana Unione e Benevolenza e come
candidato della sua lista, ho fatto parte del precedente Comites ma non ho voluto
ripropormi perché ero schifato dai compromessi e dalle miserie di personaggi
nefasti che non hanno curato le istituzioni fondate dai nonni…”
Non dimentica gli antenati e dice: "Mi dispiacciono
molto gli scontri tra italiani o/e italo argentini perché dimostrano la pochezza
dei loro dirigenti. Perdono il tempo in sciocchezze che i nostri nonni fondatori
non avrebbero mai fatto. Piccole, piccolissime lotte per miseri interessi personali
invece di occuparsi di quello di cui hanno veramente bisogno gli italiani di
Argentina", dice Cruciani.
"Ma - scommette e conclude Julio Cruciani - se un
giorno mi sveglio cosí cosí, vedrete che terremoto. Noi italo argentini riprenderemo
il nostro spazio e ritroveremo l’appoggio reciproco tra l’Italia e l’Argentina".
(María Josefina Cerutti, per L'Eco d'Italia, Argentina)
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