INFORM - N. 144 - 7 luglio 2005

ITALIANI ALL’ESTERO

Giudice italo argentino scende in campo a Buenos Aires

 

BUENOS AIRES - L’italo argentino Julio Cruciani, 71 anni, recente ex giudice, é il nuovo candidato a senatore e a deputato per la provincia di Buenos Aires, con un nuovo partito, il suo, la Confederación Vecinal de la provincia de Buenos Aires, che per quanto si é detto e scritto, disturberá assai lo statu quo del partitio peronista oggi al governo.

Anche se Cruciani vuol dedicarsi "come primo passo" alla politica argentina, non dimentica la sua italianitá, "il mio sangue italiano", che vuol dire "essere discendente dell’animo imperiale dei romani". Infatti una delle sue proposte, é "l'oceano nostrum" con cui vuol coinvolgere sia l'Argentina che l'Italia per costruire uno spazio comune "strategico a livello internazionale" e si lancia a dire che il voto degli italiani all’estero "serve se é un modo per aiutare gli italiani all’estero, se rispetta la memoria dei nostri antenati e se vuol fare qualcosa per il futuro. Altrimenti non serve a nulla".

Polemico invece con la questione dei bond: "é un peccato che sia la Spagna che l’Italia al giorno d’oggi ci chiedano, e in quel modo, il pagamento di un debito che fa morire di fame anche gli immigrati italiani e i loro discendenti. Per non dire di tutto il popolo argentino. Questi paesi non ricordano quando l’Argentina regalava enormi quantità di cereali, navi cariche di grano che attraversavano l’Atlantico", aggiunge Cruciani.

L’ex giudice torna in Italia perché resta affascinato dal processo Mani Pulite. "Ero stato anche nel 1948 con i miei perché mio padre voleva conoscere i suoi parenti. Siamo andati a Roma, Firenze, Milano e Napoli. L’Italia mi era proprio vicina. Mi stupiva peró la povertá, subito dopo la guerra. Non c’erano né gatti, né cani, né canarini e le banconote erano in italiano e in inglese. Mamma mia che differenza quando sono tornato cinquant’anni dopo. A Torino, altro che cani randagi, soltanto cani di razza che mangiavano su piatti d’argento. Invece noi, in Argentina, da ricchi a poveri e bisognosi".

Cruciani é il presidente della sede argentina dell'Associazione Mani Pulite, ma si é ritirato della scena italo argentina soprattutto dopo la sua esperienza nel Comites.

I suoi nonni e bisnonni erano romani, calabresi, napoletani e genovesi arrivati in Argentina alla fine dell'Ottocento. “Mi hanno tramandato l'amore per il Re, per il Vaticano e per la Repubblica", Cruciani, figlio di un medico socialista, dichiara di voler "dedicarsi alla politica locale, per aiutare al rinnovamento dei quadri contro la corruzione e l'impunitá".

Ma la sua scelta per l’etica e la giustizia, é arrivata con gli anni. "Volevo fare il medico come il babbo, ma purtroppo non sono stato bravo e ho deciso di lasciare gli studi. Sono andato a lavorare in campagna a La Matanza dove la mia famiglia aveva della terra. Per anni ho gestito un caseificio finché la terra è stata venduta e ho deciso di studiare legge. Cosí sono diventato avvocato e nel 1988 l'ex presidente Alfonsín mi ha nominato giudice dello stato".

Amante dello sport ad alto rischio, come pilota di automobili, battelli e piccoli aerei, giudice lungo 17 anni, Cruciani non é un affatto un uomo indifferente, basta ricordare le sue indagini sulla dogana  o i suoi confronti con colleghi e ministri.

Divenuto personaggio locale che si fa fotografare solo se si é messa la cravatta, Cruciani dice di aver ritrovato la sua italianitá durante la Guerra delle Malvinas (o delle Falkland) "insieme ad altri italo argentini che manifestavano davanti ai consolati italiani. Volevamo fare qualcosa per l'Argentina e ci siamo riusciti, perché l’Italia é stato l'unico paese europeo che non ha aderito al blocco contro l'Argentina. É stato quello il momento in cui ho preso coscienza del mio sangue italiano e dell'importanza della comunità italiana", afferma.

Poi conosce la collettivitá. "Sono andato al Circolo Italiano, al Club Italiano e ad altre istituzioni ma non ho trovato posto. Ho visto che le istituzioni italiane erano (e sono ancora) molto lontane dagli interessi degli italo argentini. Per fortuna e grazie al Dottor Luigi Lo Giudice sono entrato a far parte della Societá Italiana Unione e Benevolenza e come candidato della sua lista, ho fatto parte del precedente Comites ma non ho voluto ripropormi perché ero schifato dai compromessi e dalle miserie di personaggi nefasti che non hanno curato le istituzioni fondate dai nonni…”

Non dimentica gli antenati e dice: "Mi dispiacciono molto gli scontri tra italiani o/e italo argentini perché dimostrano la pochezza dei loro dirigenti. Perdono il tempo in sciocchezze che i nostri nonni fondatori non avrebbero mai fatto. Piccole, piccolissime lotte per miseri interessi personali invece di occuparsi di quello di cui hanno veramente bisogno gli italiani di Argentina", dice Cruciani.

"Ma - scommette e conclude Julio Cruciani - se un giorno mi sveglio cosí cosí, vedrete che terremoto. Noi italo argentini riprenderemo il nostro spazio e ritroveremo l’appoggio reciproco tra l’Italia e l’Argentina". (María Josefina Cerutti, per  L'Eco d'Italia, Argentina)

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