ITALIANI
ALL’ESTERO
Attestato di non rinuncia alla cittadinanza:
proposta di modifica del rilascio
BUENOS AIRES -
La cittadinanza si trasmette senza limite di generazione,
purché nessuno abbia rinunciato alla cittadinanza italiana. Se l’ascendente italiano acquista la cittadinanza argentina,
detta naturalizzazione deve essere posteriore alla data di nascita del figlio/a.
È necessario aggiungere che né in Argentina, né in altri
paesi sudamericani, il fatto dell’acquisto della cittadinanza di questi, non importava la rinuncia all’originaria cittadinanza
dello straniero. Per questo nessun italiano naturalizzato argentino ha dovuto
rinunciare all’originaria cittadinanza italiana. Per dimostrare la non adozione
della cittadinanza argentina, dunque, basta presentare il certificato rilasciato
dalla Camera Elettorale che così ci prove. La donna italiana che si sposava
con cittadino argentino non acquistava la cittadinanza
del coniuge, per non essere previsto dalla legge n. 346 che il matrimonio determinava
effetti sulla cittadinanza.
Per aver potuto rinunciare alla cittadinanza italiana
i discendenti d’emigrato italiano avrebbero dovuto, prima, presentare nel consolato
di Italia corrispondente la documentazione per dimostrare
che erano ius sanguinis
cittadini italiani (atto di nascita, matrimonio e morte dell’avo emigrato),
atti di nascita, matrimonio e morte di tutti i suoi discendenti in linea retta,
muniti di traduzione italiana.
In caso di rinuncia, l’interessato avrebbe dovuto presentarla
presso il consolato competente da accordo al territorio. Una copia della rinuncia
si dovrebbe trovare nell’archivio consolare, nei registri per gli atti di cittadinanza,
ed un’altra trascritta nel comune di nascita. Chi non ha mai presentato la documentazione
per il riconoscimento della cittadinanza italiana presso l’ufficio dello stato
civile di un consolato italiano non ha mai potuto rinunciare a detta cittadinanza.
Se il cittadino italiano per nascita non si trova iscritto
nell’anagrafe consolare, mai ha potuto fare la dichiarazione di rinuncia alla
cittadinanza italiana. I consolati italiani in Argentina non hanno nei suoi
archivi nessun caso di rinuncia iscritto.
Questo è diverso dalla procedura, seguita d’altri paesi,
dove per acquistare la cittadinanza degli stessi, era necessario rinunciare
all’originaria cittadinanza italiana, presentando certificato di rinuncia alla
cittadinanza, rilasciato dal consolato italiano.
Proposta per risolvere questo problema: Normalmente i
consolati dovrebbero trasmettere ai comuni l’elenco delle persone che hanno
rinunciato alla cittadinanza italiana. Nonostante, com’è stato detto, nei consolati italiani in Argentina
non vi è registrato nessun caso di rinuncia alla cittadinanza italiana, per
ciò basterebbe una dichiarazione in tal senso dell’autorità consolare, ante
il Ministero dell’Interno, per rendere in necessario richiedere ai discendenti
dell’emigrato (di cui sì presente l’attestato di non naturalizzato della Camera
Elettorale), l’attestato di non rinuncia chiesto per
Procedura da seguire: 1) Sollecitare i Consolati in Argentina
a comunicare al Ministero dell’Interno, com’è previsto dalla legge, se risultino,
nei registri di stato civile per gli atti di cittadinanza tenuti dal consolato
(art. 67 D.P.R. 5 gennaio 1967, n. 200), ricevute dichiarazioni di rinuncia
e, nel suo caso, che persone hanno reso tale dichiarazione, consegnando l’elenco.
2) Fornire istruzioni ai comuni di non richiedere l’attestato di non rinuncia,
nel caso che non ci siano cittadini iscritti come rinuncianti nei consolati
italiani in Argentina, e ai cittadini di quelli altri paesi dove non ci sono
rinuncianti, richiedendo soltanto il certificato rilasciato dalla Camera Elettorale
per dimostrare che sono cittadini jure sanguinis per mancanza di naturalizzazione dell’antenato.
Vantaggi della proposta: 1) Eliminazione del tempo d’attesa
Con questa norma gli interessati non aspetterebbero diversi mesi in Italia senza
poter lavorare. 2) Sarebbe una soluzione più rapida e meno costosa per la mancanza
d'intervento dei consolati che dichiarassero non avere rinunce nei loro archivi,
diminuendo il carico di lavoro del personale consolare e comunale. 3) Migliorerebbe
l’immagine dell’amministrazione pubblica italiana nel mondo
Auguriamo che questa proposta sia valutata ed approvata
rapidamente dai Ministeri Competenti (MAE, Ministero
dell’Interno, Ministero degli Italiani nel Mondo, ecc.) affinché sia data una
rapida ed efficace soluzione a questo grave problema per gli italiani all’estero.
(Dr. Francesco Saverio Matozza-Dr. Horacio Guillén fmatozza@fibertel.com.ar)
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