INFORM - N. 112- 27 maggio 2005

TERZA CONFERENZA ISTITUTI ITALIANI DI CULTURA

Le relazioni dei moderatori delle tavole rotonde e le conclusioni di Umberto Vattani

 

ROMA - Dopo la sessione inaugurale la III Conferenza dei Direttori degli Istituti Italiani di Cultura è entrata nel vivo con lo svolgimento contemporaneo di sei tavole rotonde. Le risultanze delle discussioni sono poi state illustrate all'assemblea dai moderatori dei vari incontri. La carrellata dei relatori, che è stata coordinata dal sottosegretario agli Esteri Gianpaolo Bettamio, si è aperta con l'intervento del direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa Salvatore Settis che, nel riferire gli spunti emersi dal dibattito sui rapporti degli Istituti di Cultura con le imprese, ha sottolineato la necessità di definire l'Italia con un paradigma che vada al di là degli stereotipi più comuni e proponga un'immagine più attuale e concreta del nostro Paese. Settis ha inoltre posto in evidenza l'esigenza sia di favorire una maggiore presenza delle imprese nelle iniziative cultuali di qualità e dalla ricaduta a lungo termine, sia di presentare la cultura italiana nel mondo nei suoi aspetti storici e di contemporaneità. Il direttore della Normale di Pisa ha infine auspicato il superamento della segmentazione delle risorse pubbliche e private e la sperimentazione di nuove forme metodologiche per gli Istituti di Cultura.

Il presidente dell'Ansa Boris Bianchieri ha invece parlato della tavola rotonda sulla diffusione della cultura italiana. Una realtà comunicativa, quella dei nostri Istituti di Cultura, che nell'immediato futuro sarà sempre più legata all'uso di Internet e potrà avvalersi - la sperimentazione in tal senso è già stata completata - di un modello unico di portale che sarà adattabile alle singole esigenze locali degli Istituti. Biancheri, dopo aver parlato della presenza in rete di testi digitalizzati del Ministero dei Beni Culturali e delle banche dati dei musei che potrebbero essere acquisiti gratuitamente dai siti degli Istituti, ha inoltre auspicato un fattivo intervento di sostegno per la diffusione della fiction e del prodotto televisivo italiano nel mondo, un maggior coordinamento tra Rai Educational e gli Istituti di Cultura e un miglioramento dei rapporti fra Mae e Rai International. Il Presidente dell'Ansa ha infine chiesto adeguate risorse per la traduzione all'estero di opere di qualità e più celerità da parte del Mae nella corresponsione degli incentivi per i piccoli editori che spesso navigano in cattive acque.

La discussione sui progetti e la cooperazione culturale è stata poi illustrata da Maurizio Scaparro che ha auspicato l'eliminazione dal vocabolario italiano delle parole "nicchia" ed "evento". Due vocaboli molto usati che tendono a nascondere la normalità ed il vivere civile di tutti i giorni. In pratica tutte quelle cose che rendono un Paese colto civile ed importante. Il regista ha poi chiesto l'avvio di un fattivo rapporto di squadra fra il Mae, il Ministero dei Beni Culturali, le Regioni e, per quanto riguarda l'insegnamento della lingua italiana all'estero che in alcuni Paesi appare in recessione, il Ministero della Pubblica Istruzione. Nel ricordare il ritardo organizzativo del nostro Paese per quanto riguarda la preparazione delle manifestazioni per l'anno della Cina, Scaparro ha infine evidenziato come nel prossimo futuro la nuova frontiera degli Istituti di cultura sarà la formazione a tutto campo e il trasferimento del sapere.

Nell'illustrare le risultanze dalla tavola rotonda sulla diffusione del nostro linguaggio, l'editorialista del Corriere della Sera Beppe Severgnini ha invece sottolineato come la domanda della lingua italiana, tuttora molto apprezzata dai nostri connazionali, sia dinamica e non generica e non venga supportata da adeguati stanziamenti. Severgnini ha inoltre posto in evidenza l'importanza delle borse di studio - strumenti di promozione linguistica efficaci che lasciano una traccia profonda - e i limiti del progetto Erasmus. Un'iniziativa europea di interscambio scolastico che certamente manda più studenti italiani all'estero di quanti ne giungano nel nostro Paese. Dopo aver valutato la possibilità di inserire un piccolo esame di italiano anche per la concessione della nostra cittadinanza, Severgnini ha auspicato sia la diffusione all'estero della nostra fiction con sottotitoli in italiano, sia una maggiore attenzione per la formazione in loco dei docenti.

Della necessità di fornire maggiori risorse per la promozione culturale ha parlato anche Riccardo Chiaberge, direttore del supplemento culturale del "Sole 24 Ore", che si è in primo luogo soffermato, prendendo spunto dalla tematica della tavola rotonda da lui moderata, sulla prerogativa "pluralistica e polifonica" dell'identità italiana. Una realtà che, come la Chiesa di San Clemente dove ad un tempio pagano si sovrappongono vari luoghi di culto cristiani, nasce dalla stratificazione delle nostre radici culturali. Chiaberge, nel ricordare il costante aumento nel mondo delle persone che parlano le lingue romanze, ha evidenziato l'esigenza di creare un'area della latinità che bilanci in qualche modo le grande diffusione della lingua inglese. Ha poi sottolineato la crescente importanza, ai fini della promozione culturale, sia dei lettori di lingua italiana, sia del saper fare sistema da parte degli Istituti di Cultura. "E' necessaria - ha infatti concluso Chiaberge ribadendo l'importanza di una promozione culturale adeguatamente coordinata da una cabina di regia - una parabola che raccolga tutti gli impulsi provenienti dal mondo culturale italiano per dargli una direzione coerente".

Khaled Fuad Allam, docente di Sociologia dell'Università di Trieste, ha invece affrontato il tema del dialogo fra le culture. Un confronto che, alla luce delle attuali tensioni mondiali, assume connotazioni fondamentali. Il sociologo, dopo aver ricordato che il mondo della globalizzazione è attualmente attraversato da frontiere invisibili tracciate dalle culture, delle lingue e delle religioni, ha sottolineato l'esigenza di ridefinire il concetto classico di diplomazia culturale. "L'identità italiana, una e multipla - ha poi aggiunto Fuad Allam - costituisce il vettore più adeguato alla costituzione di politiche culturali fondate sul dialogo che si misurino con le sfide della modernizzazione". In quest’ottica, secondo il sociologo, sarà inoltre necessario modificare l'attività degli Istituti di Cultura in modo da dare maggiore spazio alla formazione, in pratica alla valorizzazione delle risorse umane. Fuad Allam ha inoltre auspicato, al fine di elaborare nuove e mirate strategie culturali, la convocazione, da parte del Mae, degli "Stati Generali" degli Istituti di Cultura e delle Regioni.

Al termine della sessione le fila conclusive del dibattito sono state tratte dal Segretario Generale della Farnesina Umberto Vattani. Riferendosi all'intervento di Salvatore Settis, ha definito "scorciatoie inaccettabili per una politica culturale" i semplici stereotipi con cui è spesso definita l'immagine dell'Italia nel mondo. Una realtà, quella della nostra cultura, che è invece complessa, non egemonica e si avvale di un substrato che si è sedimentato nel tempo ed è aperto a tutti. Un ampio profilo temporale e tematico che tratta argomenti molto vasti come la lingua, le radici latine e l'enorme patrimonio del diritto romano. Un'eredità giuridica, lo ius romano, che ha definito il senso della famiglia , la relazione del cittadino con il potere e i rapporti contrattuali che innescato la catena della produzione e della ricchezza.

Dopo aver ricordato che gli eventi culturali sono meno effimeri di quelli politici ed economici in quanto rimangono nella memoria più a lungo, Vattani ha ribadito la necessità di trovare il modo di aggregare, intorno alla “triangolazione virtuosa” formata dai Ministeri degli Esteri, dei Beni Culturali e per le Attività Produttive, tutti quei soggetti, anche economici e imprenditoriali, che hanno diritto a partecipare alla straordinaria polifonia della cultura italiana. Per quanto riguarda la relazione di Boris Bianchieri, ha sottolineato la necessità di non dimenticare, a fronte di valutazioni numeriche del flusso informativo mondiale sicuramente non favorevoli all'Europa e all'Italia (2%), l'aspetto qualitativo delle notizie che sicuramente premia il nostro Paese.

Nel convenire che l'invio all'estero di fiction con i sottotitoli in italiano rappresenta un incoraggiamento all'apprendimento della nostra lingua, il Segretario Generale ha ricordato lo sforzo comunicativo degli universitari italiani di Sidney che in collaborazione con il locale Istituto di Cultura hanno realizzato delle storie finalizzate alla diffusione della lingua italiana, ed il successo che stanno riscuotendo nel mondo - l'edizione 2005 del Campiello si terrà in Germania - i nostri premi letterari. Alla riflessione di Scaparro, che si è detto contrario alla definizione di rigidi calendari per gli eventi culturali, Vattani ha risposto sottolineando la comodità di stabilire dei punti temporali certi anche nella programmazione culturale. Sul fronte linguistico, che è stato trattato da Severgnini, il Segretario Generale si è invece soffermato sul grande desiderio di lingua italiana delle giovani generazioni e sul tema della certificazione. Una realtà ancora da approfondire, quella del rilascio dei certificati linguistici, che al momento è affidata a tre università italiane. Oltre alla questione delle alleanze su argomenti comuni come il diritto romano posto da Chiaberge, Vattani ha sottolineato l'esigenza, evidenziata nel corso del dibattito dalla direttrice dell'Istituto di Cultura di Bruxelles Pialuisa Bianco, di dare visibilità e concretezza ad una politica che mostri all'estero la straordinaria complessità di una cultura caratterizzata da una vocazione universale ed aperta al dialogo con le altre realtà umane. Un confronto fra culture, teorizzato anche da Khaled Fuad Allam, non appare limitato dalle cornici territoriali dei Paesi e quindi induce il Mae, il Ministero dei Beni Culturali e quello per le Attività Produttive ad adottare iniziative più calzanti ed efficaci. (Goffredo Morgia-Inform)


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