TERZA
CONFERENZA ISTITUTI ITALIANI DI CULTURA
Le relazioni dei moderatori delle tavole
rotonde e le conclusioni di Umberto Vattani
ROMA - Dopo la sessione inaugurale
Il presidente dell'Ansa Boris Bianchieri ha invece parlato
della tavola rotonda sulla diffusione della cultura italiana. Una realtà comunicativa,
quella dei nostri Istituti di Cultura, che nell'immediato futuro sarà sempre
più legata all'uso di Internet e potrà avvalersi - la sperimentazione in tal
senso è già stata completata - di un modello unico di portale che sarà adattabile
alle singole esigenze locali degli Istituti. Biancheri, dopo aver parlato della
presenza in rete di testi digitalizzati del Ministero dei Beni Culturali e delle
banche dati dei musei che potrebbero essere acquisiti gratuitamente dai siti
degli Istituti, ha inoltre auspicato un fattivo intervento di sostegno per la
diffusione della fiction e del prodotto televisivo italiano nel mondo, un maggior
coordinamento tra Rai Educational e gli Istituti di Cultura e un miglioramento
dei rapporti fra Mae e Rai International. Il Presidente dell'Ansa ha infine
chiesto adeguate risorse per la traduzione all'estero di opere di qualità e
più celerità da parte del Mae nella corresponsione degli incentivi per i piccoli
editori che spesso navigano in cattive acque.
La discussione sui progetti e la cooperazione culturale
è stata poi illustrata da Maurizio Scaparro che ha auspicato l'eliminazione
dal vocabolario italiano delle parole "nicchia" ed "evento".
Due vocaboli molto usati che tendono a nascondere la normalità ed il vivere
civile di tutti i giorni. In pratica tutte quelle cose che rendono un Paese
colto civile ed importante. Il regista ha poi chiesto l'avvio di un fattivo
rapporto di squadra fra il Mae, il Ministero dei Beni Culturali, le Regioni
e, per quanto riguarda l'insegnamento della lingua italiana all'estero che in
alcuni Paesi appare in recessione, il Ministero della Pubblica Istruzione. Nel
ricordare il ritardo organizzativo del nostro Paese per quanto riguarda la preparazione
delle manifestazioni per l'anno della Cina, Scaparro ha infine evidenziato come
nel prossimo futuro la nuova frontiera degli Istituti di cultura sarà la formazione
a tutto campo e il trasferimento del sapere.
Nell'illustrare le risultanze dalla tavola rotonda sulla
diffusione del nostro linguaggio, l'editorialista del Corriere della Sera Beppe
Severgnini ha invece sottolineato come la domanda della lingua italiana, tuttora
molto apprezzata dai nostri connazionali, sia dinamica e non generica e non
venga supportata da adeguati stanziamenti. Severgnini ha inoltre posto in evidenza
l'importanza delle borse di studio - strumenti di promozione linguistica efficaci
che lasciano una traccia profonda - e i limiti del progetto Erasmus. Un'iniziativa
europea di interscambio scolastico che certamente manda più studenti italiani
all'estero di quanti ne giungano nel nostro Paese. Dopo aver valutato la possibilità
di inserire un piccolo esame di italiano anche per la concessione della nostra
cittadinanza, Severgnini ha auspicato sia la diffusione all'estero della nostra
fiction con sottotitoli in italiano, sia una maggiore attenzione per la formazione
in loco dei docenti.
Della necessità di fornire maggiori risorse per la promozione
culturale ha parlato anche Riccardo Chiaberge, direttore del supplemento culturale
del "Sole 24 Ore", che si è in primo luogo soffermato, prendendo spunto
dalla tematica della tavola rotonda da lui moderata, sulla prerogativa "pluralistica
e polifonica" dell'identità italiana. Una realtà che, come
Khaled Fuad Allam, docente di Sociologia dell'Università
di Trieste, ha invece affrontato il tema del dialogo fra le culture. Un confronto
che, alla luce delle attuali tensioni mondiali, assume connotazioni fondamentali.
Il sociologo, dopo aver ricordato che il mondo della globalizzazione è attualmente
attraversato da frontiere invisibili tracciate dalle culture, delle lingue e
delle religioni, ha sottolineato l'esigenza di ridefinire il concetto classico
di diplomazia culturale. "L'identità italiana, una e multipla - ha poi
aggiunto Fuad Allam - costituisce il vettore più adeguato alla costituzione
di politiche culturali fondate sul dialogo che si misurino con le sfide della
modernizzazione". In quest’ottica, secondo il sociologo, sarà inoltre necessario
modificare l'attività degli Istituti di Cultura in modo da dare maggiore spazio
alla formazione, in pratica alla valorizzazione delle risorse umane. Fuad Allam
ha inoltre auspicato, al fine di elaborare nuove e mirate strategie culturali,
la convocazione, da parte del Mae, degli "Stati Generali" degli Istituti
di Cultura e delle Regioni.
Al termine della sessione le fila conclusive del dibattito
sono state tratte dal Segretario Generale della Farnesina Umberto Vattani. Riferendosi
all'intervento di Salvatore Settis, ha definito "scorciatoie inaccettabili
per una politica culturale" i semplici stereotipi con cui è spesso definita
l'immagine dell'Italia nel mondo. Una realtà, quella della nostra cultura, che
è invece complessa, non egemonica e si avvale di un substrato che si è sedimentato
nel tempo ed è aperto a tutti. Un ampio profilo temporale e tematico che tratta
argomenti molto vasti come la lingua, le radici latine e l'enorme patrimonio
del diritto romano. Un'eredità giuridica, lo ius romano, che ha definito il
senso della famiglia , la relazione del cittadino con il potere e i rapporti
contrattuali che innescato la catena della produzione e della ricchezza.
Dopo aver ricordato che gli eventi culturali sono meno
effimeri di quelli politici ed economici in quanto rimangono nella memoria più
a lungo, Vattani ha ribadito la necessità di trovare il modo di aggregare, intorno
alla “triangolazione virtuosa” formata dai Ministeri degli Esteri, dei Beni
Culturali e per le Attività Produttive, tutti quei soggetti, anche economici
e imprenditoriali, che hanno diritto a partecipare alla straordinaria polifonia
della cultura italiana. Per quanto riguarda la relazione di Boris Bianchieri,
ha sottolineato la necessità di non dimenticare, a fronte di valutazioni numeriche
del flusso informativo mondiale sicuramente non favorevoli all'Europa e all'Italia
(2%), l'aspetto qualitativo delle notizie che sicuramente premia il nostro Paese.
Nel convenire che l'invio all'estero di fiction con i
sottotitoli in italiano rappresenta un incoraggiamento all'apprendimento della
nostra lingua, il Segretario Generale ha ricordato lo sforzo comunicativo degli
universitari italiani di Sidney che in collaborazione con il locale Istituto
di Cultura hanno realizzato delle storie finalizzate alla diffusione della lingua
italiana, ed il successo che stanno riscuotendo nel mondo - l'edizione 2005
del Campiello si terrà in Germania - i nostri premi letterari. Alla riflessione
di Scaparro, che si è detto contrario alla definizione di rigidi calendari per
gli eventi culturali, Vattani ha risposto sottolineando la comodità di stabilire
dei punti temporali certi anche nella programmazione culturale. Sul fronte linguistico,
che è stato trattato da Severgnini, il Segretario Generale si è invece soffermato
sul grande desiderio di lingua italiana delle giovani generazioni e sul tema
della certificazione. Una realtà ancora da approfondire, quella del rilascio
dei certificati linguistici, che al momento è affidata a tre università italiane.
Oltre alla questione delle alleanze su argomenti comuni come il diritto romano
posto da Chiaberge, Vattani ha sottolineato l'esigenza, evidenziata nel corso
del dibattito dalla direttrice dell'Istituto di Cultura di Bruxelles Pialuisa
Bianco, di dare visibilità e concretezza ad una politica che mostri all'estero
la straordinaria complessità di una cultura caratterizzata da una vocazione
universale ed aperta al dialogo con le altre realtà umane. Un confronto fra
culture, teorizzato anche da Khaled Fuad Allam, non appare limitato dalle cornici
territoriali dei Paesi e quindi induce il Mae, il Ministero dei Beni Culturali
e quello per le Attività Produttive ad adottare iniziative più calzanti ed efficaci.
(Goffredo Morgia-Inform)