INFORM - N. 111- 26 maggio 2005

TERZA CONFERENZA ISTITUTI ITALIANI DI CULTURA

Attenzione alle collettività italiane, nel “decalogo” degli IIC

Gli interventi di Vattani, Pera e Buttiglione. Medaglia d’oro al regista Franco Zeffirelli

 

ROMA – “Dobbiamo fare di questa Conferenza il nostro laboratorio di idee, per approvare un ‘decalogo’ che indichi le linee direttrici per gli Istituti Italiani di Cultura. Dobbiamo essere ambiziosi nell’indicare gli obiettivi”. Lo ha detto l’Ambasciatore Umberto Vattani, intervenendo alla sessione inaugurale della Terza Conferenza degli IIC dal tema “L’Italia  di oggi nel mondo: il ruolo della cultura”, che vedrà impegnati fino al 28 maggio i direttori di 89 IIC sparsi in 60 Paesi.

Il saluto di Umberto Vattani 

Vattani, in procinto di lasciare l’incarico di Segretario generale della Farnesina per assumere quello di Presidente dell’Ice, ha sottolineato l’importanza della componente culturale, il suo rilievo nella politica estera del nostro Paese, alla quale il Ministro Fini ha dato “forte rilancio” . Qual è il “decalogo”con le linee per guidare le principali attività degli IIC, indipendentemente dal Paese in cui operano? La proiezione dell’immagine del Paese; la presentazione dell’Italia moderna; la promozione delle eccellenze scientifiche e tecnologiche; la valorizzazione delle missioni archeologiche e del restauro; la diffusione dell’italiano; la raccolta e documentazione della produzione letteraria italiana; la promozione del patrimonio artistico e culturale italiano; la ricerca della partecipazione straniera alla scena culturale del nostro Paese; l’informazione sulla realtà culturale nazionale; l’attenzione alle esigenze delle collettività italiane. “Noi siamo specchio che riflette un laboratorio innovativo in Italia” ha aggiunto Vattani sottolineando “l’orgoglio” della Farnesina per come operano gli IIC all’estero.

Obiettivo precipuo della Conferenza è di dare nuovo slancio alla promozione della cultura italiana nel mondo, creando sinergie con altri protagonisti del Sistema Italia (Ice, Enit, Camere di commercio, Confindustria) e superando la visione settoriale dell’attività degli Istituti e rafforzando i rapporti con i settori di punta dell’economia italiana.

Gli interventi di Marcello Pera e Rocco Buttiglione

In apertura di Conferenza sono intervenuti anche il Presidente del Senato Marcello Pera e il Ministro per i Beni e le Attività Culturali Rocco Buttiglione.

Come ha osservato il Sottosegretario agli Esteri Giampaolo Bettamio, l’intervento di Pera “ha dato una sferzata opportuna. Una riflessione che calza con quanto ci diremo nel corso di questa Conferenza”. E, in effetti, facendo riferimento ai mutamenti avvenuti nel nostro Paese negli ultimi anni, su diversi fronti – siamo un Paese che cambia, che cresce in Europa e che vuole contare di più; negli ultimi anni è cambiato il sistema politico, è cambiata la Costituzione, così come si sono modificati il sistema economico e la società nel suo insieme -  la seconda carica dello Stato ha fortemente sollecitato i responsabili degli Istituti di Cultura a far conoscere i nuovi volti dell’Italia, che all’estero rischiano di “sfuggire” , di non essere compresi. “Il cambiamento del nostro Paese andrebbe sottolineato di più” dagli IIC. I mutamenti dovrebbero essere illustrati all’estero anche “per contribuire a superare gli stereotipi con cui ancora spesso viene descritto il nostro paese” ha detto Pera. Che ha il “timore” che ci si crogioli un po’ troppo nella rappresentazione di un’Italia ben conosciuta e giustamente apprezzata - esposizioni, concerti, rassegne cinematografiche, spettacoli, “iniziative importanti” ma anche un po’ per certi versi “superate” -  e si trascuri invece di “presentare e spiegare la nuova Italia”. Pera propone ai direttori degli Istituti, incontri tra comunità culturale italiana e locale, conferenze, analisi comparate...e sollecita anche di presentare all’estero la capacità di fare “alta ricerca” in Italia, dove vi sono “eccellenti centri di ricerca sia pubblici che privati”.

Il Presidente del Senato nel corso del suo intervento ha fatto osservare anche come vi sia “una grande crisi di identità” oggi in Europa, soprattutto dal punto di vista di una cultura comune  e ciò spiega anche “le difficoltà esistenti in alcuni Paesi rispetto all’approvazione della Costituzione europea”.

Il Ministro Buttiglione ha sottolineato  il “ruolo fondamentale” svolto dagli Istituti Italiani di Cultura nel mondo e riconosciuto “le difficoltà nelle quali molte volte si trovano ad operare” per la scarsità di risorse: “speriamo di dare sollievo – ha detto – con la prossima Finanziaria non solo per continuare a sostenerli ma anche per incrementare le loro attività”.  Buttiglione ha rimarcato che la cultura “è il primo modo nel quale noi presentiamo all'estero il nostro Paese”e ricordato che essa “non è qualcosa che esiste per sempre una colta per tutte” poiché “ogni nuova generazione ne ridefinisce i confini, la propria memoria e il proprio sentimento di appartenenza” E ciò, in momenti di transizione come quello che stiamo vivendo “è un lavoro difficile e complesso”. 

Buttiglione attribuisce poi molto valore alla promozione della lingua italiana, alla quale per il Ministro sarebbe importante affiancare anche quella della lingua latina per rafforzare la penetrazione della nostra cultura. Penetrazione che in alcuni Paesi, come l’Argentina,  è stata talmente forte da essere diventata un elemento costitutivo di quella realtà. Ma per il Ministro, che ha fatto appunto riferimento alle nostre collettività all’estero, è necessario anche promuovere e sostenere una “educazione al bilinguismo”, a vantaggio delle nuove generazioni. E a questo punto il Ministro ha citato il caso-Germania e le difficoltà incontrate da molti ragazzi italiani. “Abbiamo un problema drammatico, fare imparare il tedesco alla seconda generazione di emigrati, cosa forse più importante di apprendere l'italiano, se vorranno restare lì, fare carriera, frequentare una scuola tedesca”. Fatto osservare che un bambino esposto a due influenze linguistiche le può anche padroneggiare entrambe ma con tempi di apprendimento diversi e necessità di sostegno diverso rispetto ad un bambino esposto ad una sola influenza linguistica, Buttiglione ha avvertito che se ciò non viene considerato, il rischio forte è che il bambino non apprenda bene alcuna delle due lingue. Conseguenza: può finire nelle scuole differenziali, diventare un bambino “escluso”.

Buttiglione ha rimarcato  che sapere l'italiano e la lingua del Paese di residenza è, per gli emigrati, l'unico modo “per non essere in bilico tra due mondi”. In poche parole “sapere due lingue aiuta ad avere maggiori possibilità di inserimento, non saperne nessuna significa essere condannati a pencolare tra due mondi senza essere di casa in nessuno dei due”. Ed è una questione, quella del bilinguismo, sulla quale “dovremmo agire a livello europeo, perché non è un problema solo nostro”.    

Il Ministro ha poi ricordato come sia stato importante, e lo sia tuttora, il ruolo del nostro Paese e della nostra cultura nel processo di costruzione di identità nazionali di altri Paesi, come quelli dell’area balcanico-danubiana.Una storia che affonda le radici nei secoli, che oggi riprende idealmente le vie che un tempo erano state quelle della Serenissima di Venezia. Un’area quella dei Balcani e del Danubio alla quale possiamo offrire “una legislazione di alta qualità per la protezione dei beni culturali”, la nostra esperienza nel settore dei restauri, in quello della archeologia . E ha infine rilevato la necessità di impegnarsi per la costruzione comune di una cultura europea. Un obiettivo che va perseguito secondo due direttive. La prima è la costruzione di una “industria culturale europea” e di un “mercato europeo della cultura” poiché  solo evitando le frammentazioni, ha avvertito il Ministro, Italia ed Europa possono competere nel mondo. La seconda è basata sulla necessità di varare una specifica direttiva europea sulla cultura.

Medaglia d’oro al regista Franco Zeffirelli   

Al termine degli interventi istituzionali, una medaglia d’oro è stata consegnata al regista Franco Zeffirelli. A metterla fra le sue mani il Sottosegretario Bettamio a nome della Commissione nazionale per la promozione e la diffusione della cultura nel mondo (organismo presso il Mae del quale fanno parte eminenti personalità della cultura e nel quale siedono anche due consiglieri del CGIE). Zeffirelli, nel ringraziare per il riconoscimento ha sollecitato a “ricreare un paesaggio libero costruttivo sul piano della cultura”. “Abbiamo poco da portare fuori dall’Italia se non ricarichiamo le nuove generazioni con cultura libera” ha ribadito. 

Nella motivazione del riconoscimento al regista si sottolinea il “contributo fondamentale fornito dal regista alla valorizzazione del cinema italiano nel mondo, una attività che ha reso viva testimonianza di come il cinema, al pari di altre attività, contribuisca alla promozione del nostro patrimonio artistico e della lingua italiana all'estero”. (Simonetta Pitari-Inform)


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