CULTURA
Al Goethe Institut
di Roma, l’antologia di scrittori italiani in Germania curata da Carmine
Chiellino
“Es gab einmal die Alpen.C’erano una volta le Alpi”
ROMA – Samuel Beckett scriveva in francese,
Vladimir Nabokov in inglese. Molti scrittori migranti o esiliati hanno scelto
di scrivere in un’altra lingua. Jasif Brodskij, Derek Walcott, Nadine Gordimer,
solo per citare i premi Nobel. Anche l’Italia vanta i suoi migrant writers,
italiani emigrati all’estero che hanno deciso di scrivere nella lingua del Paese
che li ha accolti. E’ questo lo sfondo che fa da cornice all’antologia “Es gab
einmal die Alpen” (C’erano una volta le Alpi), una raccolta
- curata da Carmine Gino Chiellino (docente di letterature comparate
all'Università di Augsburg) - di tutti i maggiori scrittori italiani da tempo
residenti in Germania, che hanno deciso di appropriarsi del tedesco per scrivere:
sparsi tra Augusta (Ausburg), Francoforte, Düsseldorf, Stoccarda, Friburgo e
Monaco di Baviera, si esprimono in tedesco, desiderosi di un’integrazione totale,
capace di accogliere tutte le diversità insite in due culture. Si tratta di
autori e autrici che approdano a diversi generi letterari partendo da lontani
e distinti spazi culturali, amalgamando voci, lingue memorie e storia.
L’antologia sarà presentata nella Sala Conferenze del Goethe Institut di Roma
il 26 maggio (ore 18). La presentazione avverrà nell’ambito della rassegna Culture
Migranti, ciclo di iniziative promosse per il cinquantenario del patto tra Italia
e Germania per il reclutamento di manodopera italiana nella Repubblica federale
tedesca.
Carmine Chiellino, vive in Germania dal
1970. Egli stesso saggista e poeta, scrive da sempre in tedesco e, da decenni,
segue la crescita di autrici e autori italiani (e non solo) nell’area tedesca.
Osserva con attenzione ciò che sta succedendo in Germania, dove gli ex-immigrati
si stanno impadronendo della chiave che gli permetterà di appartenere sia alla
cultura madre, che alla cultura autoctona e europea. (Inform)