IMMIGRAZIONE
Rischi e incidenti sul lavoro fra gli stranieri
Situazione di emergenza in Italia per gli extracomunitari
ROMA - Gli
stranieri hanno più incidenti sul lavoro più di quanto non accada agli italiani.
Questo è il risultato di un recente studio effettuato dall’INAIL, in particolare
rivela che il 17% degli infortuni denunciati che avviene nel settore fonderie
del reparto metallurgico riguarda lavoratori extracomunitari. Operai che hanno
trovato spazio in un settore che gli italiani stanno abbandonando: il 50% ha
meno di 35 anni e il loro numero è in costante crescita soprattutto nelle aree
produttive del Nord-Est, dove un infortunato su quattro è di origine straniera.
Questi sono
i dati ufficiali, in realtà bisogna anche considerare che tali cifre possono
essere superiori se si disponesse di numeri precisi riguardo gli infortuni nelle
piccole e medie imprese dove è più diffuso il lavoro nero. Il responsabile immigrazione
Cgil, Piero Soldini, spiega “che si tratta di un fenomeno in crescita perché
aumenta il numero di immigrati impiegati nei settori più nocivi e pericolosi
e a ciò si deve aggiungere una scarsa formazione antinfortunistica e l’incomprensione
delle norme da parte di lavoratori che non parlano e capiscono l’italiano.”
L’alta incidenza
degli infortuni tra i lavoratori immigrati non è un problema nuovo e gli ultimi
rapporti INAIL testimoniano questo trend negativo; nel 2003 si sono verificati
quasi 107mila incidenti (157 quelli mortali), pari all’11% del totale nazionale
degli infortuni sul lavoro, nel 2004 sono aumentati gli incidenti denunciati
da extracomunitari: oltre 115mila casi di cui 164 mortali. E’ stato rilevato
che il record delle vittime spetta al settore delle costruzioni, 38 sono stati
gli immigrati morti nei cantieri italiani nel 2004 distribuiti tra Piemonte
e Lombardia. Almeno metà delle vittime con età compresa tra i 26 e i 35 anni
e di origine rumena o albanese.
Marco Di Girolamo,
segretario generale della Fillea (sindacato degli edili) di Milano, dichiara
che “Milano ha il triste primato di incidenti mortali in termini assoluti e
nel 2004 sono stati 11 e più della metà hanno riguardato stranieri”. Agli immigrati
toccano spesso i lavori più pesanti e pericolosi con orari prolungati e turni
senza riposo e negli ultimi anni, al peggioramento delle condizioni di lavoro
nel settore edile, hanno contribuito i committenti, privati e pubblici, che
hanno ridotto i tempi di esecuzione delle opere e, in mancanza di evoluzione
tecnologica, ad aumentare è stata l’intensità del lavoro con conseguente aumento
del rischio incidenti.(Enrico Meloni-Inform)