INFORM - N. 97 - 6 maggio 2005

IMMIGRAZIONE

Rischi e incidenti sul lavoro fra gli stranieri

Situazione di emergenza in Italia per gli extracomunitari

 

ROMA - Gli stranieri hanno più incidenti sul lavoro più di quanto non accada agli italiani. Questo è il risultato di un recente studio effettuato dall’INAIL, in particolare rivela che il 17% degli infortuni denunciati che avviene nel settore fonderie del reparto metallurgico riguarda lavoratori extracomunitari. Operai che hanno trovato spazio in un settore che gli italiani stanno abbandonando: il 50% ha meno di 35 anni e il loro numero è in costante crescita soprattutto nelle aree produttive del Nord-Est, dove un infortunato su quattro è di origine straniera.

Questi sono i dati ufficiali, in realtà bisogna anche considerare che tali cifre possono essere superiori se si disponesse di numeri precisi riguardo gli infortuni nelle piccole e medie imprese dove è più diffuso il lavoro nero. Il responsabile immigrazione Cgil, Piero Soldini, spiega “che si tratta di un fenomeno in crescita perché aumenta il numero di immigrati impiegati nei settori più nocivi e pericolosi e a ciò si deve aggiungere una scarsa formazione antinfortunistica e l’incomprensione delle norme da parte di lavoratori che non parlano e capiscono l’italiano.”

L’alta incidenza degli infortuni tra i lavoratori immigrati non è un problema nuovo e gli ultimi rapporti INAIL testimoniano questo trend negativo; nel 2003 si sono verificati quasi 107mila incidenti (157 quelli mortali), pari all’11% del totale nazionale degli infortuni sul lavoro, nel 2004 sono aumentati gli incidenti denunciati da extracomunitari: oltre 115mila casi di cui 164 mortali. E’ stato rilevato che il record delle vittime spetta al settore delle costruzioni, 38 sono stati gli immigrati morti nei cantieri italiani nel 2004 distribuiti tra Piemonte e Lombardia. Almeno metà delle vittime con età compresa tra i 26 e i 35 anni e di origine rumena o albanese.

Marco Di Girolamo, segretario generale della Fillea (sindacato degli edili) di Milano, dichiara che “Milano ha il triste primato di incidenti mortali in termini assoluti e nel 2004 sono stati 11 e più della metà hanno riguardato stranieri”. Agli immigrati toccano spesso i lavori più pesanti e pericolosi con orari prolungati e turni senza riposo e negli ultimi anni, al peggioramento delle condizioni di lavoro nel settore edile, hanno contribuito i committenti, privati e pubblici, che hanno ridotto i tempi di esecuzione delle opere e, in mancanza di evoluzione tecnologica, ad aumentare è stata l’intensità del lavoro con conseguente aumento del rischio incidenti.(Enrico Meloni-Inform)

 


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