IMMIGRAZIONE
Campidoglio: presentato il Registro cittadino per le assistenti familiari della capitale
L’Assessore Milano "Noi diamo una garanzia di qualità agli assistiti ed anche una possibilità alle persone che lavorano nel mondo dell'assistenza familiare di acquisire professionalità"
ROMA – "Raccogliere le professionalità delle badanti e avere un visione chiara, certificata e certa del variegato mondo dell'assistenza familiare della capitale": è stato presentato in Campidoglio, dall'Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Roma Raffaella Milano, il primo Registro cittadino per assistenti familiari. L'iniziativa, che era stata preannunciata dallo stesso Assessore nel corso del IV Seminario su "Vangelo, lavoro e immigrazione" promosso dalla Migrantes e dalla Caritas, consentirà di aggregare in un solo elenco, al fine di facilitare le famiglie nella ricerca di badanti qualificate e di elevare il livello professionale degli operatori di questo settore, i lavoratori e le lavoratrici dell'assistenza famigliare. Potranno iscriversi al Registro le persone italiane e straniere maggiorenni che abbiano frequentato un percorso formativo attinente all'area dell'assistenza o siano in possesso di un titolo di studio o professionale relativo al contesto socio - sanitario. Per accedere all'elenco bisognerà inoltre non avere carichi pendenti con la giustizia ed essere in regola con gli obblighi scolastici - questa requisito vale solo per gli italiani - e con il permesso di soggiorno. L'adesione al registro, i dati relativi agli iscritti saranno conservati in un apposito database, avrà una durata triennale. Al fine di garantire una risposta integrata alle esigenze delle famiglie e delle stesse badanti verrà inoltre aperto al pubblico, mettendo in rete le esperienze del mondo del lavoro e sindacale, uno o ufficio cittadino dove potranno essere depositate le domande di accesso al registro e le richieste d'assunzione.
Durante la conferenza stampa sono inoltre stati presentati i numeri e le risultanze del progetto "Insieme si può" che ha permesso la preventiva formazione delle badanti che da subito confluiranno nel Registro cittadino. L'iniziativa, finanziata dal Comune di Roma con 973.000 euro e dalla Fondazione Viti, ha permesso di formare, fino alla scorso settembre, 147 assistenti familiari. Perlopiù donne (93%) che provengono in prevalenza dai Paesi dell'Europa dell'Est (68%) e dall'area dell'America Latina (16%). In ogni caso il numero delle badanti formate - i corsi di 130 ore durano due mesi e contemplano aree di approfondimento sanitarie, psicologiche, di igiene alla persona e dell'ambiente domestico e amministrative - dovrebbe aumentare, entro luglio 2005, di 240 unità.
Il progetto, che è stato caratterizzato anche dall'attiva collaborazione formativa dell'Istituto Fernando Santi, prevede, oltre alla preparazione professionale, anche l'erogazione di uno stanziamento per la copertura dei contributi INPS degli operatori familiari, la sostituzione temporanea con altri lavoratori delle badanti impegnate nei corsi (oltre 7000 le ore di supplenza messe in atto fino ad ora) ed un sostegno ai datori di lavoro nella gestione amministrativa delle spettanze INPS degli occupati in ambito familiare. Fino ad oggi hanno comunque scelto di aderire all'iniziativa - la domanda di partecipazione ai corsi viene solitamente presentata in coppia dagli assistiti e da chi assiste - 138 anziani, in prevalenza donne, dai 65 anni a oltre un secolo di vita.
L'Assessore Raffaella Milano ha sottolineato come a tutt'oggi nel nostro Paese siano presenti circa 500.000 assistenti familiari. Un numero molto elevato, solo nella capitale gli operatori di questo settore sono più di 100.000, che fino ad oggi ha permesso a molti anziani, più o meno autosufficienti, di evitare l'istituzionalizzazione negli ospedali e nelle case di riposo. "Con questa iniziativa - ha inoltre spiegato l'Assessore- noi diamo una garanzia di qualità agli assistiti ed anche una possibilità alle persone che lavorano nel mondo dell'assistenza familiare di acquisire professionalità. Un ruolo, quello delle bandanti, che, pur avendo un suo contesto ed anche dei limiti da non superare, va però portato avanti con competenza. Da esso dipende infatti il benessere della persona anziana. Allo stesso tempo - ha proseguito Raffaella Milano - le famiglie romane devono imparare a relazionarsi con queste persone che spesso sono stranieri e vengono da Paesi e culture diverse. Uomini e donne che hanno bisogno di veder rispettati i loro diritti".
" Gli anziani - ha invece rilevato il geriatra Roberto Bernabei dell'Università Cattolica di Roma che ha lavorato nella Commissione Tecnica che ha definito i requisiti di accesso e le indicazioni formative del Registro cittadino - non hanno bisogno di ospedali, di case di riposo, ma di qualcuno che li accompagni con tranquillità e nell'ambito della propria abitazione, sia nelle ultime fasi della vita, sia nei lunghi percorsi di invecchiamento". Da Alessandro Ciglieri dell'INPDAP è stato infine annunciato lo stanziamento di un'apposita somma da destinarsi alla copertura dei costi degli assistenti familiari, iscritti al Registro cittadino, che operano presso i pensionati di questo ente previdenziale. (Goffredo Morgia-Inform)