IMMIGRAZIONE
Riuniti al CNEL i responsabili degli Osservatori regionali e provinciali sull'immigrazione
Alessandrini "Mettere al centro dell'attenzione il grande tema della conoscenza e del monitoraggio della realtà degli immigrati"
ROMA - Reperimento non tempestivo dei dati, difficoltà di accesso alle fonti, mancanza di coordinamento con le altre strutture di monitoraggio e scarsa autonomia gestionale. Sono queste in sintesi le principali problematiche emerse dalla riunione dei responsabili degli Osservatori regionali e provinciali sull'immigrazione promossa a Roma dall'ONC, Organismo Nazionale di Coordinamento per le politiche di integrazione sociale degli stranieri del CNEL. "Questo incontro - ha spiegato il Presidente dell'ONC Giorgio Alessandrini - deve portare alla realizzazione di un documento politico, da consegnarsi dopo le prossime elezioni regionali, che metterà al centro dell'attenzione il grande tema della conoscenza e del monitoraggio della realtà degli immigrati e aiuterà le Regioni, visto che a tutt'oggi solo l'Emilia Romagna ha pienamente posto in essere le nuove direttive, a recepire nei loro statuti le indicazioni del testo unico sull'immigrazione e della successiva legge Bossi-Fini relative alla creazione di un sistema di Osservatori territoriali per lo studio della presenza immigrata. Ci prefiggiamo inoltre di capire come si possa portare questa esperienza a livello nazionale e di stimolare il rapido varo di quella parte del regolamento di attuazione della legge Bossi-Fini che prevede l'informatizzazione e la messa in rete dei dati statistici sulla realtà degli immigrati in possesso della pubblica Amministrazione e degli altri enti specializzati".
Dopo aver annunciato la prossima presentazione di due rapporti sulla presenza degli adolescenti stranieri nel mondo del lavoro e sulla politiche abitative per gli immigrati, Alessandrini ha sostenuto la necessità di aprire un confronto con le numerose Università italiane che già da tempo hanno inserito nei loro programmi corsi di laurea e master sull'immigrazione. Un'iniziativa lodevole che dovrebbe però assicurare ai giovani, al fine di non creare nuova disoccupazione qualificata, concreti sbocchi lavorativi.
Nel ricordare la fattiva collaborazione fra l'ONC e il gruppo di lavoro del Dossier Statistico della Caritas, che porterà alla realizzazione del IV Rapporto sugli Indici di inserimento territoriale degli immigrati in Italia, il Presidente dell'ONC ha riferito circa una iniziativa di ampio respiro sulle tematiche della cittadinanza e del diritto d'asilo, da realizzarsi in maggio, che sarà preceduta nei primi giorni di marzo di un incontro fra i responsabili degli Osservatori sull'immigrazione ed i rappresentanti dei Ministeri e degli enti che si occupano di immigrazione. "In vista della creazione di un livello nazionale di monitoraggio - ha concluso Alessandrini - bisognerà valorizzare al massimo le attuali esperienze locali e coinvolgere nella realizzazione di una politica organica anche la Conferenza Stato-Regioni".
Il Prefetto Sabatino Marchione, Direttore centrale per le Politiche dell'Immigrazione e dell'Asilo del Ministero dell’Interno, ha invece annunciato la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, dopo un lungo lavoro preparatorio ed un complesso iter burocratico, dell'intero regolamento di attuazione della Bossi-Fini. Si è poi soffermato sull'avanzato stato di realizzazione dello Sportello Unico per l'immigrazione. Una struttura, finalizzata alla gestione degli stranieri in arrivo e dei ricongiungimenti familiari, che rappresenterà il primo avamposto di un ampio progetto di informatizzazione che, anche al fine di ovviare alle carenze comunicative finora riscontrate dagli Osservatori, seguirà l'immigrato in tutto il suo cammino, partendo dai primi contatti con i Consolati italiani per arrivare alla concessione del permesso di soggiorno ed alla registrazione lavorativa e previdenziale. Per realizzare questo ambizioso progetto, sicuramente ostacolato dalla mancanza di risorse, verranno connesse fra loro sia le reti dei Ministeri dell’Interno e degli Esteri, sia fonti informative di primaria importanza come l'Inps e l'Istat.
Ma il dibattito, che ha evidenziato l'estrema varietà delle strutture di monitoraggio operanti sul territorio, è stato arricchito anche dagli spunti dei numerosi responsabili degli Osservatori provinciali e regionali presenti all'incontro. E così se da una parte il responsabile dell'Osservatorio della provincia di Bolzano Salvatore Saltarelli ha più di una volta posto in evidenza l'esigenza di rafforzare l'autonomia delle strutture di monitoraggio e di istituire tavoli di confronto fra i vari osservatori, dall'altra la dirigente dell'Area immigrazione-emigrazione della Regione Lazio Antonietta Bellisari ha sottolineato la disomogeneità dei dati acquisiti dall'Osservatorio del Lazio. Tra i numerosi interventi segnaliamo, oltre a quello del responsabile dell'Osservatorio sociale della Regione Toscana Michele Mezzacappa, che si è soffermato sulla necessità di incrementare il supporto della struttura di monitoraggio alla programmazione regionale e di prevedere nell'imminente riforma dell'Osservatorio la creazione di un apposito comitato scientifico, la riflessione di Clara Demarchi della Direzione Generale Famiglia e Solidarietà Sociale della Regione Lombardia che ha sottolineato l'importanza di affiancare ai dati statistici ufficiali anche ricerche mirate, da realizzarsi tramite interviste sul campo, sulla realtà degli immigrati. La De Marchi ha poi auspicato l'attivazione di un tavolo nazionale di confronto fra gli operatori del settore.
Un sforzo comunicativo, quest'ultimo, che, per Enrico La Mastra dell'Osservatorio sociale della Provincia di Arezzo, dovrà portare anche alla definizione di comuni metodologie di lavoro per la trattazione dei dati. L'esigenza di migliorare la qualità e l'accessibilità temporale delle informazioni sugli immigrati è stata posta in evidenza da Enrico Allasino "Sarebbe opportuno - ha infatti precisato i responsabile dell'Osservatorio della Regione Piemonte - che si riuscissero ad avere i dati in tempi rapidi e prevedibili". Sempre per quanto concerne la trattazione delle informazioni, da Rossella Salvi dell'Osservatorio della Provincia di Rimini è stato segnalato il problema della segretezza dei dati utilizzati per queste indagini. Ricordiamo infine gli interventi di Andrea Stuppini dell'Osservatorio della Regione Emilia Romagna e di Oliviero Forti del Dossier Caritas sull'immigrazione che hanno sottolineato la necessità di approntare, al fine di superare le difficoltà interpretative e gestionali dei dati, degli incontri diretti fra gli operatori dei centri di monitoraggio e gli esponenti delle principali fonti statistiche. (Goffredo Morgia-Inform)