* INFORM *

INFORM - N. 268 - 30 dicembre 2004

SOLIDARIETA’

Il Trentino porterà in Asia un ospedale e quattro impianti di potabilizzazione dell’acqua

La Provincia autonoma stanzia 500 mila euro per le prime spese. Allertate la Protezione civile e la Croce Rossa, che partiranno fra una decina di giorni.

TRENTO - Un ospedale da campo completo di farmacia e di tutte le attrezzature per fronteggiare l’emergenza creata dal maremoto, nonché quattro impianti di potabilizzazione dell’acqua, partiranno dal Trentino alla volta del Sud Est asiatico assieme al personale specializzato messo a disposizione dalla Protezione civile, dai Vigili del fuoco, dalla Croce rossa e dalla Provincia autonoma di Trento, in totale una trentina di persone: questa la decisione assunta stamani dalla Giunta provinciale, che ha anche provveduto a stanziare 500.000 euro a copertura delle prime spese preventivate.

Il Trentino della solidarietà, dunque, ancora una volta si mette in moto per andare in soccorso di chi sta peggio. Dalla caserma del Vigili del fuoco di Trento, è partito alla volta della Malpensa il camion carico dei medicinali raccolti nella provincia di Trento e in quella di Bolzano. Il decollo dell’aereo - un Lauda Air 767 – è avvenuto in serata da Milano. Ma l’immane catastrofe abbattutasi sui paesi affacciati sull’Oceano indiano ha profondamente toccato i sentimenti di tutta la popolazione, e ha spinto la Provincia autonoma ad elaborare anche una proposta più articolata.

"In questi giorni - ha spiegato alla Giunta provinciale il dirigente del Dipartimento Protezione civile e tutela del territorio Claudio Bortolotti - abbiamo avuto contatti continui con la centrale operativa nazionale, che ha anche il compito di coordinare tutte le iniziative promosse dall’Unione europea. A seguito di ciò, come Trentino abbiamo avanzato questa proposta: in primo luogo l’invio di un posto medico avanzato, completo di infrastrutture e di farmacia, assieme a due medici e a otto infermieri messi a disposizione dalla Croce rossa. La struttura consentirà di eseguire, nell’area dove verrà installata, tutti gli interventi che si rendono necessari per fronteggiare l’emergenza, comprese le vaccinazioni e la distribuzione di farmaci".

Ma nell’area colpita dal terremoto e dalle conseguenti ondate di maremoto cresce di ora in ora anche l’emergenza acqua potabile. Da qui la proposta di portare in Asia quattro potabilizzatori - attualmente nel magazzino della Protezione civile di Lavis - capaci di produrre 40 metri cubi di acqua potabile all’ora. Gli impianti verranno installati da personale specializzato: l’acqua potrà essere distribuita in contenitori sterili già a disposizione della Protezione civile del Trentino.

Della missione faranno parte inoltre anche dei tecnici in grado sia di realizzare piccoli interventi di logistici di fortuna sia di progettare eventuali opere di riparazione di più ampio respiro. In tutto le persone impiegate - appartenenti a Croce rossa Protezione civile, Nuvola, Vigili del fuoco permanenti e volontari e altri comparti provinciali - saranno una trentina (comprese cinque persone incaricate della logistica del campo che sarà allestito nella zona di intervento). Dalle prime stime effettuate si prevede un impegno di 30 giorni, che successivamente potrà essere "ritarato" sul campo, una volta presa visione delle varie problematiche. Per la partenza si dovrà attendere il via libera della centrale operativa nazionale; essa comunque non potrà avvenire prima di una decina di giorni, anche per consentire ai volontari trentini di effettuare tutte le vaccinazioni del caso.

Nel frattempo anche l’assessorato alla solidarietà internazionale ha preso contatto con le associazioni e i missionari trentini che operano nel Sud Est asiatico. Finora nessuno di essi è stato colpito in maniera diretta dalla catastrofe, ma ovviamente i problemi sono solo all’inizio. In Sri Lanka opera ad esempio padre Garniga, il quale ha fatto sapere che nella sua zona potrebbe essere necessario un aiuto per sostenere le popolazioni che vivono abitualmente di pesca. Lo tsunami ha infatti distrutto, assieme ai villaggi costieri e alle infrastrutture turistiche, anche barche, attrezzature per la pesca, coltivazioni e quant’altro garantiva il sostentamento della gente, che già in condizioni normali vive spesso in condizioni di estrema povertà. L’emergenza, insomma, è destinata a protrarsi a lungo nel tempo. (Marco Pontoni-Inform)


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