ESTERI
Maremoto nel Sud Est asiatico: la conta dei morti oltre 125 mila
Il Ministro degli Esteri Fini: "Il numero delle vittime italiane è destinato ad aumentare". Berlusconi a colloquio telefonico con Blair per immediate iniziative umanitarie da adottare e per la cancellazione del debito.
ROMA - "Il numero delle vittime italiane è destinato ad aumentare rispetto al numero che abbiamo comunicato ieri. La stima di seicento-settecento dispersi è oggi più vicina ai settecento che ai seicento". Lo ha detto testualmente il Ministro degli Esteri Gianfranco Fini nella conferenza stampa alla Farnesina dedicata al cataclisma che ha sconvolto il Sud Est asiatico. Il numero dei morti accertati è fermo a 14 unicamente perché - ha chiarito il Ministro Fini - i nominativi non vengono forniti se non in presenza dell’assoluta certezza dell’identità e del corpo della vittima. Riconoscere l’identità delle persone decedute è sempre più difficile ed avviene ormai solo con procedimenti scientifici che richiedono tempi lunghi.
E' attivo il numero verde predisposto dalla Farnesina (800-086808) al quale possono rivolgersi i parenti di coloro che inizialmente erano stati segnalati fra i dispersi e che invece successivamente hanno dato notizia di sé.
Intanto il conteggio dei morti accertati ha superato le 125.000 unità, secondo quanto comunicato dalle autyorità dei Paesi interessati, ma le stime raggiungono cifre apocalittiche: nella sola Indonesia, più vicina all’epicentro del terremoto, le vittime complessive sarebbero oltre 400.000. E sempre più incombente si fa il rischio di epidemie che potrebbero scoppiare da un momento all’altro e addirittura far raddoppiare il numero dei morti. Si tratta di "una catastrofe globale senza precedenti che richiede una risposta globale senza precedenti", ha detto Kofi Annan, Segretario generale dell’ONU.
Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, sulle immediate iniziative a sostegno dei Paesi e delle popolazioni gravemente colpiti dal maremoto dei giorni scorsi, ha avuto un lungo colloquio telefonico con il Primo Ministro britannico Tony Blair. L’azione internazionale, che dovrà essere coordinata tra i numerosi Stati che hanno da subito mostrato solidarietà, si svilupperà su tre fasi. In primo luogo l’invio di immediati aiuti umanitari e di assistenza medica e paramedica per far fronte alle emergenze sanitarie e dovrà essere poi studiata la possibilità di cancellazione o il riscadenzamento del debito di quei Paesi verso i Paesi creditori. Dovrà infine essere assicurato l’aiuto nella ricostruzione delle zone distrutte. (Inform)