ITALIANI ALL’ESTERO
Presentato alla comunità italiana di Capodistria il progetto "Le maggioranze conoscono le minoranze"
Previste conferenze nelle scuole incentrate sulle tematiche delle etnie
CAPODISTRIA - Le minoranze bussano alle porte della scuola. Quella slovena in Italia e italiana in Slovenia intendono presentarsi, far capire che la loro presenza sul territorio, in una società multiculturale e plurilingue, significa arricchimento. È questo l’intento del progetto "Le maggioranze conoscono le minoranze", finanziato nell’ambito del programma di iniziativa comunitaria Interreg III A Italia–Slovenia. Presentato nel corso della conferenza stampa a Palazzo Gravisi, sede della comunità degli italiani di Capodistria, da parte degli Enti promotori, l’Unione Italiana e la Comunità autogestita della nazionalità, rappresentate da Maurizio Tremul, rispettivamente l’Istituto sloveno di ricerche (SLORI) di Trieste, rappresentato da Sergij Lipovec, in collaborazione con l’Unione culturale economica slovena e la Confederazione delle organizzazioni slovene. All’incontro sono interventi anche il Console generale d’Italia a Capodistria, Bruno Scapini, il vicesindaco di Pirano, Drago Žerjal, nonché una delegazione di studenti della Facoltŕ di Pedagogia di Capodistria. Il progetto prevede la realizzazione di una serie di conferenze da svolgere nelle Scuole Medie Superiori della maggioranza nell’area transfrontaliera, ossia in Italia, nelle province di Trieste, Gorizia e Udine e in Slovenia, vale a dire nei comuni di Capodistria, Isola e Pirano. "Si tratta - ha ricordato Tremul - di uno dei dodici progetti culturali sostenuti quest’anno dai fondi europei, per una somma complessiva di mezzo milione di euro, concordati nell’ambito del tavolo delle minoranze, parte integrante della commissione mista Friuli Venezia Giulia–Slovenia". "Il retaggio della storia" - ha aggiunto Tremul - è ancora molto presente ed esistono anche molti pregiudizi nei nostri confronti, per cui con un’adeguata informazione, rivolta ai diciassettenni e diciottenni, riteniamo di poter contribuire a creare un clima più favorevole di convivenza, integrazione e pace nel territorio in cui vivono e operano le due minoranze". "È importante - gli ha fatto eco Sergij Lipovec - che i giovani prendano coscienza delle diversità, di vivere in una società multietnica. Lo scopo dell’iniziativa è appunto quello di far conoscere all’opinione pubblica le problematiche dei gruppi etnici che vivono lungo le zone di confine, cercando di far emergere una realtà positiva, intrisa di valori per far crescere culturalmente e socialmente l’intera area". Dal punto di vista concettuale il progetto, sotto forma di conferenza che si compone di una parte introduttiva sui concetti di nazionalità e cittadinanza, della presentazione vera e propria delle minoranze con le loro istituzioni culturali, sportive e politiche, i diritti costituzionali e le norme di tutela a vari livelli, nonché le forme di collaborazione instaurate tra i due soggetti, è stato illustrato da Roberta Vincoletto, una delle creatrici assieme a Vida Valenčič. Le conferenze nelle scuole che accoglieranno la proposta dovrebbero iniziare nel prossimo gennaio e saranno presentate direttamente dai rappresentanti di entrambe le comunità, un relatore quindi appartenente alla minoranza italiana e uno a quella slovena. "L’auspicio", ha concluso il presidente dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul, "è che tali contenuti possano entrare nei programmi didattici degli istituti scolastici". (Claudio Moscarda-La Voce del Popolo/Inform)