* INFORM *

INFORM - N. 256 - 15 dicembre 2004

CGIE

L’amaro intervento di Vincenzo Centofanti (Stati Uniti)

"Chiediamo un provvedimento legislativo che ridimensioni questo Consiglio Generale, abolisca le Conferenze Continentali fuori d’Italia, e devolva i risparmi ai nostri Comites"

Abbiamo già dato notizia (Inform n. 254) dell’intervento del Consigliere Vincenzo Centofanti all’Assemblea plenaria del CGIE. Ora Centofanti c’invia da Filadelfia il testo integrale. Lo pubblichiamo volentieri.

Faccio parte del Consiglio Generale sin dalla sua fondazione. Gli ho dedicato tempo ed energia. Sono stato presente a tutte le assemblee plenarie, tematiche e a quasi tutte le continentali .

E’ arrivato ora il momento di fermarsi, guardare avanti e indietro e fare un esame di cosa siamo diventati.

Sinceramente la situazione è drammatica e a rendere il bilancio consuntivo ancora più triste è la scomparsa del nostro Bruno Zoratto. Questi sapeva dialogare intelligentemente con i massimi esponenti di questa organizzazione e sapeva mantenere alto il livello delle discussioni e anche delle polemiche che si chiudevano sempre con il rispetto reciproco delle parti.

Della scomparsa di Bruno ne risente certamente questa assemblea ma principalmente ne risentiamo noi del centrodestra che onestamente siamo lungi dall’esprimere un elemento che possa prendere il suo posto.

A rendere il consuntivo ancora più drammatico è anche la calata dei vandali.

Una valanga che si esercita in interventi retorici, sterili e ripetitivi che diffondono attraverso le numerose agenzie stampa col solo scopo di farsi spazio nel partito, quelli di nomina governativa, e nella speranza di una eventuale candidatura alle prossime elezioni politiche, quelli eletti all’estero.

Bruno avrebbe dimostrato che la democrazie bulgara instaurata non è salutare, non è nell’interesse degli italiani all’estero.

Analizziamo alcune mostruosità che questa assemblea ha partorito.

L’esclusione di un rappresentante del Sud Africa dal Comitato di Presidenza è certamente avvenuta democraticamente così l’elezione di due rappresentanti del Canada, ma è democrazia bulgara e gli individui responsabili di questa situazione così anormale dovrebbero vergognarsi perché questo è chiaramente interesse di parte non interesse degli italiani all’estero per cui siamo stati eletti.

Il rigetto di una esperta indicata con il voto espresso, sì democraticamente dalla maggioranza dei consiglieri degli Stati Uniti per la continentale in Australia è peggio della democrazia bulgara, è una manifestazione di faziosità e stupidità collettiva.

La mancanza di una forte protesta ufficiale da parte di questa organizzazione nei confronti di quei partiti che hanno votato contro l’aumento dei deputati italiani da 12 a 18 per compensare l’eliminazione dei senatori è mancanza di dignità, è autolesionismo.

La mancanza di una protesta contro i sindacati che si sono opposti al rinnovo del contratto in favore dei contrattisti è vergognoso.

Si fa a gara però a criticare l’unico deputato che ha combattuto solo e da sempre per gli interessi degli italiani all’estero. Il deputato senza l’azione del quale gli italiani all’estero non esisterebbero. E’ stato lui infatti che con l’anagrafe consolare ha permesso di contarci, di scoprire dove siamo e chi siamo. E’ stato solo grazie alla sua dedizione, al suo coraggio, alla sua perseveranza che abbiamo ottenuto il diritto di esercitare il voto per corrispondenza e che permetterà ad alcuni di voi di essere candidati ed essere eletti alla prossime elezioni politiche in rappresentanza degli italiani all’estero.

Grazie a lui abbiamo avuto la Conferenza degli uomini politici di origine italiana da tutto il mondo, grazie a lui che abbiamo avuto la riunione degli artisti di origine italiani, quella degli scienziati, degli imprenditori e per ultimo quella dei ristoratori italiani che ci fanno tanto onore in tutto il mondo. Questo è il mondo di Tremaglia.

Siamo solamente capaci di criticare il governo e tutte le ragioni sono buone. Per il taglio delle spese che riguardano noi italiani all’estero anch’io protesto. Ma nessuno suggerisce come risolvere il problema.

Ogni quattro mesi, novanta distinte persone provenienti da tutti gli angoli del mondo interrompono la propria attività professionale per riunirsi nella pomposa sala della Farnesina; molti con atteggiamenti da parlamentari, per discutere argomenti interessanti sulle comunità italiane nel mondo. Ma intimamente sanno che si tratta di esercitazioni retoriche e sterili che non avranno alcun seguito se non quello di vedere il proprio nome fra gli interventi citati nel verbale.

Le stesse persone sono poi disseminate nelle commissioni tematiche e nelle conferenze continentali in ordine diverso secondo il paese di provenienza.

Questi incontri continentali costringono i consiglieri a lunghi viaggi, a cambi di fusi orari e di stagioni al costo di decine di migliaia di euro a persona.

Ma io mi domando perché queste conferenze non possono avvenire a Roma in coincidenza con le assemblee plenarie? Che cosa si discute in Australia, Sud Africa, Stati Uniti o Canada che non si possa discutere a Roma?

Si risparmierebbero centinaia di migliaia di euro se non milioni che potrebbero essere usati per aiutare i Comites a svolgere la loro funzione.

Le comunità italiane all’estero sono rappresentate dai Comites che vengono eletti democraticamente in via diretta. Fra non molto si avranno i parlamentari eletti dalle comunità italiane che possono colloquiare direttamente con i Comites o più sistematicamente con l’Intercomites che riunisce in una unica assise tutti i presidenti dei Comites del paese.

Il Consiglio Generale rappresenta la comunità solo in seconda battuta e diciamolo chiaramente ad alta voce, il CGIE è una struttura costosa ed è diventato un palcoscenico per faziosi aspiranti deputati e senatori.

Nella difficile congiuntura economica che attraversiamo, mostriamo il nostra senso di responsabilità e chiediamo un provvedimento legislativo che ridimensioni questo Consiglio Generale, abolisca le Conferenze Continentali fuori d’Italia, e devolva i risparmi ai nostri Comites che sono i reali rappresentanti della comunità e che si dibattono in situazioni economiche disastrose che minano la loro attività. (Vincenzo Centofanti) Enzofanti@aol.com

Inform


Vai a: