* INFORM *

INFORM - N. 255 - 14 dicembre 2004

ITALIANI ALL’ESTERO

Editoriale di Angelo Di Summa sull’ultimo numero di "Nuova Puglia Emigrazione"

Una Conferenza per la terza fase

La Conferenza del 2005, non più "quinta dell’emigrazione", ma "prima della Puglia nel mondo"

BARI - Il principio c’erano gli emigrati, quelli che erano partiti, non senza rancori, e qualcuno anche tornava: una storia immensa, da autentici costruttori di mondi, che nessuno dovrà mai dimenticare, per consegnarla alle nuove generazioni come patrimonio prezioso e parte importante del proprio DNA civile. Toccò alla Regione recuperare quella storia per riallacciarla alla sua realtà locale, per riconoscerla come tessuto ancora vivo, per riscattarla da solitudini d’abbandono e separatezze burocratiche e rigidamente istituzionalizzate. Quelle stesse separatezze che portavano lo Stato centrale a guardare con sospetto al nuovo attivismo regionale all’estero ed a condizionarlo ai lacci antistorici del "previo assenso", mentre permaneva all’interno delle comunità una dolorosa sindrome di abbandono. Poi vennero i "pugliesi nel mondo", eredi di quella storia, già radicati nelle nuove Patrie e portatori di duplice identità. Alle loro comunità, come a colonie magnogreche, legate alla madreterra da un vincolo identitario di cultura sentimenti e psicologie, eppur fortemente autonome nella loro convinta e definitiva appartenenza alle terre dell’accoglienza, si guardò come a "risorse" preziose per un quadro di relazioni del tutto nuove e di ogni tipo, non escluso quello economico, a condizione di mantenere pregnante, attualizzare e rinvigorire quel vincolo.

Fu soprattutto, con la legge n. 23/2000, fortemente voluta dal presidente Fitto, che la Regione compì aperture straordinarie in questa direzione, teorizzando e attuando un progetto articolato per rendere efficaci e dirette quelle relazioni, anche attraverso il riconoscimento formale e l’attribuzione di nuovo ruolo al movimento associativo dei pugliesi nel mondo, la sollecitazione a ritrovare livelli più ampi di coordinamento fra associazioni e l’apertura alle nuove generazioni. La "politica migratoria" poté compiere così un percorso importante e acquisire spazi crescenti di attenzione e interesse, pur rimanendo sostanzialmente ancorata ad una visione "settoriale", come uno dei campi di attività regionale, e nell’ambito di una visione sostanzialmente "duale" delle relazioni. La terza fase arriva - ed è storia di questi giorni - con la centralità delle politiche di internazionalizzazione rispetto al complesso di tutte le scelte strategiche di sviluppo della Regione, cioè con la consapevolezza che il modello di crescita del territorio pugliese debba fondarsi su processi globali di mondializzazione: processi che costituiscono così l’ordinarietà, la quotidianità dei programmi e delle scelte. In questa fase, le comunità nel mondo diventano "antenne" diffuse di tutte le possibili strategie di crescita del sistema-Puglia. Ma soprattutto diventano parte essenziale della Puglia che si presenta agli occhi del mondo della cultura, dell’economia, degli scambi. La Conferenza, che il presidente Fitto intende svolgere all’inizio del 2005 - non più "quinta dell’emigrazione", ma "prima della Puglia nel mondo" -, sarà certamente il luogo più giusto e più utile per l’intera Regione per affinare e maturare il compito per i tempi nuovi. (Angelo Di Summa-Nuova Puglia Emigrazione/Inform)


Vai a: