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INFORM - N. 253 - 10 dicembre 2004

CULTURA

Il filo rosso della storia per "L’Italia si racconta in rete"

Il concorso letterario promosso e organizzato dal Consorzio IcoN premia l’America Latina e la provincia italiana. I partecipanti si sono misurati con il tema "L’Italia e l’emigrazione"

LUCCA - Due vincitori e due continenti. Nella prima edizione del concorso "L’Italia si racconta in rete" riconoscimenti per il racconto "Rosa effimera", presentato dall’uruguaiano Miguel Molina, e per "Il Caffettano Turchese" del veneto Fabio Franzin. L’emigrazione, una realtà che ha unito le due sponde dell’Atlantico, torna così a congiungere, stavolta a livello letterario, la provincia italiana e il continente sud americano. La cerimonia di premiazione si è svolta a Lucca, nella sede della locale Fondazione Cassa di Risparmio, nel suggestivo scenario dell’ex convento di San Micheletto. Una conclusione telematica per un concorso tutto in digitale: se il vincitore della sezione "cittadini italiani" ha ricevuto il premio direttamente dalle mani del presidente della commissione giudicatrice, la consegna al vincitore della sezione "cittadini stranieri" è stata virtuale. Un’assegnazione in videoconferenza, per conoscere anche il volto di chi ha scelto di partecipare solo grazie ai nuovi strumenti informatici.

"L’Italia si racconta in rete" è infatti una prova letteraria in lingua italiana, interamente telematica, promossa e organizzata dal Consorzio IcoN, che riunisce 22 tra le maggiori università italiane, in collaborazione con l’Università di Pisa e con la stessa Fondazione. La prima edizione del concorso ha visto un’ampia partecipazione di cittadini stranieri e italiani residenti all’estero: narratori di diciannove nazionalità diverse hanno presentato racconti e diari in lingua italiana, scegliendo di sostituire la penna con la tastiera. Per questa edizione, i partecipanti si sono misurati con il tema "L’Italia e l’emigrazione": oltre 120 testi, tra racconti e memorie personali, su una realtà dai mille volti, che ha percorso l’intera nostra storia e che nel secolo scorso ha visto il passaggio dai grandi flussi migratori verso l’America ai giorni degli arrivi nel nostro paese.

Il vincitore della sezione cittadini stranieri, Miguel Molina, insegna matematica e scacchi nelle scuole elementari e medie a Montevideo. Bibliofilo e lettore appassionato, non ha studiato la lingua italiana formalmente. "Il mio rapporto con l'italiano è cominciato due anni fa - racconta Miguel -. La mia ragazza è insegnante e traduttrice italiano-spagnolo, oltre ad essere figlia di un italiano emigrato in Uruguay nel dopoguerra. Attraverso lei ho cominciato a leggere alcuni grandi autori italiani in lingua originale e ho assaporato la dolcezza e soprattutto le enormi possibilità di questa lingua, nata dalla letteratura".

Uno scrittore per inclinazione, che sta lavorando al suo primo romanzo, in spagnolo. "Scrivo perché sento di avere cose da dire e soprattutto da dirmi - spiega -. Pensando a Rosa Effimera in particolare, credo che nella mia generazione di connazionali confluiscano due immense forze: le tradizioni degli immigrati, come italiani, spagnoli, polacchi, russi, che hanno dato all'Uruguay un’identità particolare, molto europea, e gli emigranti, persone all'incirca della mia età, che a causa della terribile situazione economica e sociale che ha vissuto il nostro Paese, sono state costrette a cercare una destinazione all'estero".

Nella sezione riservata ai cittadini italiani vince il racconto di Fabio Franzin da Motta di Livenza, in provincia di Treviso. Un autore che si divide tra il lavoro e la passione per la scrittura, con molte pubblicazioni all’attivo. Nel 1995, a 32 anni, la prima raccolta poetica, intitolata In Canti d’Aria (e rapide dimenticanze), seguita da una lunga serie di lavori, in lingua e in dialetto, apparsi su libri e riviste. Una produzione analizzata anche in saggi e tesi di laurea.

"Sono un operaio e svolgo il mio lavoro in un mobilificio del Trevigiano - racconta Franzin - Il mio titolo di studio non va oltre la licenza media, ma coltivo la passione della poesia cercando, attraverso di essa, di raddrizzare (almeno dentro il mio animo) le mille ingiustizie di questa società votata al consumo e cieca ai bisogni di chi ha molto poco, fingendo, a volte, una solidarietà più che altro di facciata". (Inform)


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