DOCUMENTAZIONE
Assemblea Plenaria del CGIE: comunicazione di Marco Fedi Vice Segretario Generale per i Paesi anglofoni
La Commissione Continentale dei Paesi anglofoni extraeuropei, composta dai Consiglieri di Australia, Canada, Stati Uniti e Sud Africa, nella prima assemblea del nuovo mandato del CGIE, svoltasi a Adelaide il 12-13-14 novembre, ha dedicato un’intera giornata al mondo dell’italianità al femminile per poi affrontare i temi della legge di assestamento di bilancio 2004, finanziaria 2005, riforma della legge 153, riforma CGIE, ruolo dei Patronati, questioni della rappresentanza - sia legata ai rapporti interni all’area continentale che nel contesto del nuovo Senato federale – e della conferenza mondiale dei giovani.
La Commissione continentale dei Paesi anglofoni extra-europei ha voluto dedicare una giornata al tema dell’italianità al femminile. Una scelta importante, in un momento in cui nella società e nella politica si sta riaprendo, in Italia come in Australia e nel mondo, un forte ed acceso dibattito sui diritti delle donne, sulle politiche di sostegno alla famiglia, sull’accesso ai servizi sociali per le donne, sulle norme che regolano l’interruzione della gravidanza, sulla parità: su quella parità, d’opportunità e di scelte, che ancora stiamo cercando di costruire, anche all’estero.
Tra donne e uomini, tra italiani all’estero ed italiani in Italia.
Il percorso è ancora lungo: sono necessari una maggiore sensibilità, azioni concrete, spazi di lavoro e riforme, dall’osservatorio donna fino al lavoro concreto dei Comites. Ed è un percorso che ha ancora bisogno di forti richiami: i rappresentanti dei 25 Stati membri dell’Unione europea hanno siglato un trattato che, dopo la ratifica da parte dei governi nazionali, sancirà diritti doveri e regole dei cittadini dell'Unione Europea ed all’articolo I-2, Valori dell'Unione, recita "l'Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a una minoranza. Questi valori sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini". Il Governo, il Parlamento e il CGIE devono svolgere analoga azione, politica e riformista, tesa a garantire conoscenza, analisi e proposta sui temi del genere e delle pari opportunità: è questo il senso del documento conclusivo della prima giornata che la Commissione continentale dei paesi anglofoni consegna al CGIE per ulteriori approfondimenti con la richiesta forte al mondo politico di riprendere il percorso parlamentare unificando le due proposte di legge sulla istituzione dell’Osservatorio donna.
La Commissione continentale anglofona ha investito molte delle sue risorse sul tema delle nuove generazioni ed auspica una pronta approvazione della legge che porterà alla Conferenza mondiale dei giovani di origine italiana: nel frattempo la Commissione ha proposto che un’intera sessione plenaria venga dedicata dal CGIE al tema delle nuove generazioni. Far coincidere l’interesse delle nuove generazioni con il lavoro del CGIE, far coincidere l’analisi e la riflessione politica con l’approfondimento tematico, e soprattutto far partecipare i giovani. Chiediamo con decisione che la Conferenza venga realizzata in tempi brevi e si trasformi in un impegno prioritario del CGIE. La Commissione continentale dei Paesi anglofoni dedicherà al tema UNIVERSO DEI GIOVANI ITALIANI NEI PAESI ANGLOFONI: DALLE NUOVE GENERAZIONI ALLE NUOVE MOBILITÀ i lavori della prima riunione 2005 che si terrà negli Stati Uniti, a San Francisco, auspichiamo nei giorni 18,19 e 20 marzo oppure 8,9 e 10 aprile.
Segnalo all’Assemblea che dal 30 luglio all’8 agosto 2005, in Scozia, si terrà il Congresso Mondiale dei Giovani, World Youth Congress, sul tema "I giovani che lavorano per una comunità mondiale sostenibile", per giovani dai 18 ai 25 anni, attorno al quale andrebbe stimolata la partecipazione dei giovani di origine italiana nel mondo per poi organizzare a Roma una giornata di italianità a cui invitarli. Sito internet www.scotland2005.org
L’area anglofona ripropone, in linea con decisioni già assunte, la riapertura dei termini per il riacquisto della cittadinanza italiana. I Comites d’Australia, riuniti in occasione della Commissione continentale, chiedono l’attivazione di un tavolo tecnico per arrivare alla riapertura dei termini per il riacquisto della cittadinanza, affrontando tutti gli aspetti legati al tema cittadinanza. La Commissione Continentale ha fatto propria questa proposta ritenendo utile fare una riflessione sul tema della cittadinanza e della nazionalità ed auspicando che il CGIE possa, o in plenaria o in Commissione tematica, affrontare il tema nella sua complessità anche per cercare di unificare, attraverso una nostra proposta, gli innumerevoli disegni di legge presentati in Parlamento.
L’ipotesi, sempre più concreta, di un’Italia federale pone al centro della nostra discussione le autonomie locali ed in primo luogo le Regioni. I trasferimenti di competenze alle Regioni, la destinazione e gestione delle risorse richiedono un coordinamento. È fin troppo evidente che le scelte politiche e di indirizzo in questi settori richiedano una attenta ed articolata regia. Una "cabina di regia" che lavori a livello istituzionale, con le regioni, con le comunità italiane nel mondo. Questo ruolo deve essere delle Istituzioni, affiancate, sui temi dell’emigrazione, da CGIE e COMITES che sono gli organismi di rappresentanza delle comunità italiane nel mondo. Questo modello federale, che unisce e rafforza, è quello vincente. La Commissione continentale dei Paesi anglofoni si è interrogata sul tema della rappresentanza ed ha evidenziato la necessità che il CGIE trovi al più presto il modo per discuterne nell’ottica di collegare le articolazioni della rappresentanza degli italiani nel mondo al nuovo modello federale, anche perché il Consiglio non ha avuto l’opportunità di esprimere questa valutazione su tutto l’impianto della riforma federalista ed ancor meno sul tema della rappresentanza al Senato. È ragionevole allora pensare ad un sistema bicamerale compiuto in cui un Senato federale veda anche rappresentante le comunità italiane nel mondo?
La Commissione sente l’esigenza di affrontare questo tema e di porlo comunque nel contesto della riforma dello Stato, del CGIE e dei rapporti Stato-Regioni-Province Autonome-CGIE. La Commissione Continentale dei Paesi anglofoni ha accolto positivamente la proposta degli Stati Uniti di dedicare la seconda giornata dei lavori di San Francisco – che diventa anch’essa tematica – alla questione dei rapporti con le Regioni e con le autonomie locali. È urgente, Signor Presidente, Segretario Generale, che il CGIE affronti questa materia al più presto ottenendo la convocazione della Conferenza permanente Stato-Regioni-Province Autonome-CGIE.
Le condizioni storiche e sociali che avevano ispirato la Legge 153/71 sono state superate. Essa aveva come destinatari le famiglie dei lavoratori emigrati che si trovavano temporaneamente all'estero. Ormai sia in Europa che nei Paesi extraeuropei vi sono collettività italiane stabilmente residenti nei Paesi d'accoglienza, i cui figli sono di seconda, di terza e perfino di quarta generazione. Le esigenze sono quindi cambiate e richiedono di conseguenza una nuova legge ed un quadro normativo rinnovato che tenga conto di questa nuova realtà, consolidatasi da tempo. Nella discussione sui contenuti della riforma si dovrà tenere conto della necessità di superare la concezione assistenzialista da sostituire con il concetto di investimento a favore del mantenimento, della diffusione e della promozione della lingua e della cultura italiana all'estero, sostenuto da adeguate risorse finanziarie. La nuova normativa dovrà assicurare flessibilità, in modo da poter essere applicata tenendo conto delle diverse realtà geografiche, culturali e sociali. La flessibilità richiede comunque chiarezza, precisione e trasparenza. Alla base dovrebbe esserci un’analisi attenta e quindi la dotazione di strumenti distinti di intervento a seconda delle aree geopolitiche e delle singole realtà/paese che le compongono attraverso la adozione dei principi e delle linee di intervento fissate nei Piani Paese. La programmazione degli interventi su base triennale con puntuali verifiche. Relazioni e rapporti saldi con le realtà scolastiche locali, sia nel settore pubblico che privato, favorendo quindi gli interventi che mirino a raggiungere questi obiettivi.
I destinatari devono essere le collettività italiane, le comunità di origine italiana, con particolare riferimento alle generazioni più giovani, le comunità straniere locali. L'insegnamento della lingua italiana deve essere ispirato non dall'ipotesi del rientro, ma da quella del mantenimento e della formazione di una identità linguistico-culturale ed il fine deve essere un multilinguismo ed un multiculturalismo consapevole. L'apprendimento è un fenomeno a carattere continuativo, che abbraccia tutte le fasce di età dalla scuola dell'infanzia ai livelli superiori, ivi compresi gli adulti.
La riforma, infine, dovrà prevedere una pluralità di modelli di gestione. È importante che le istituzioni e gli enti godano di larga autonomia e gestione, a condizione però che essi siano guidati da criteri di efficienza e di trasparenza e che adeguati meccanismi di valutazione siano messi in atto. È indispensabile che vi sia un rapporto di complementarietà con tutte le altre leggi in materia di diffusione di lingua e cultura. La lingua e la cultura italiana rappresentano una ricchezza insostituibile per la crescita della società civile e meritano strumenti attuativi ed un progetto organico di politica culturale che siano parte integrante della politica estera italiana. La proposta australiana – elaborata in una riunione congiunta dei Consiglieri CGIE con il Comitato dei Presidenti ed i rappresentanti degli Enti gestori ha trovato il pieno consenso della Commissione anglofona che parte da alcune considerazioni di base:
- si rende necessario approvare un testo di riforma che consenta la massima flessibilità per consentire l'inclusione di tutte le realtà dell'insegnamento della lingua italiana nel mondo ed il riferimento ai Piani Paese elaborati in loco;
- occorre non perdere di vista l'obiettivo generale della integrazione nei curriculum locali e della promozione e diffusione di lingua e cultura italiane anche presso le società di residenza;
- il rapporto tra Consolati, Dirigenti scolastici ed Enti gestori, per quanto attiene alla programmazione e gestione degli interventi, deve essere paritario anche perché i dirigenti scolastici non sono superuomini o superdonne capaci di amministrare, gestire, programmare, valutare, particolarmente quando ci si trova in realtà dalle dimensioni macroscopiche per quanto concerne la qualità e la quantità dell’intervento;
- nelle realtà più avanzate occorre tener conto dell'esistenza dei Ministeri della Pubblica istruzione locali con i quali sono state stipulate convenzioni;
- dovrebbe venire istituito un Ufficio scolastico - che risponda al Console - per il coordinamento degli interventi anziché puntare unicamente sulla figura del dirigente scolastico;
- il piano di lavoro, la programmazione, e quindi anche il finanziamento agli enti gestori, dovrebbero avvenire su base triennale;
- l’adozione di standards di qualità va modulata con le realtà locali tenendo conto che non in tutti i Paesi è possibile adottarli uniformemente;
- analogamente per le fideiussioni bancarie è necessario modularle a seconda delle realtà politiche ed economiche.
Per quanto concerne Patronati e sicurezza sociale, la Commissione Continentale dei Paesi anglofoni ha ribadito che non debbano verificarsi tagli alle risorse per questa opera indispensabile che è di tutela e di assistenza. Non dovrà più accadere ciò che si sta verificando in questi giorni, cioè le decurtazioni nei pagamenti mensili delle pensioni italiane senza il più piccolo cenno di preavviso ai pensionati. L'INPS deve informare sempre e in tempo utile. I Comites d’Australia hanno approvato, nella riunione dei Presidenti a cui hanno partecipato anche i membri del CGIE, un ordine del giorno nel quale ribadiscono l’assoluta esigenza di rilanciare un’idea: la parità di trattamento affiancata all’affermazione dei diritti. Non vi è ombra di dubbio che ogni tentativo – anche quando si riduce ad un semplice attacco propagandistico – rappresenta un elemento teso ad intaccare la sfera dei diritti, a rimettere in discussione gli attuali assetti, a ridisegnare "il futuro" – come purtroppo spesso sta avvenendo in questo nostro Paese – senza consultare il Paese, senza discutere e coinvolgere le parti in causa. Ogni attacco alla rete di tutela rappresentata dai Patronati, ogni riduzione del fondo dei patronati, rappresenta un tentativo di ridurre la sfera dei diritti delle comunità italiane all’estero quando invece lo sforzo comune – di Governo, Parlamento e rappresentanze istituzionali – dovrebbe essere teso a migliorare le condizioni di vita degli italiani all’estero. Riteniamo necessario aprire un dibattito per ipotizzare un percorso di ulteriori qualificazione dei Patronati che operano all’estero, migliorando la loro azione e le loro risorse: arrivare a standard internazionali di qualità anche nei servizi dei Patronati per assicurare qualità ai cittadini italiani, alla nostra emigrazione. Per far questo occorre avere solide basi ed occorre avere solide prospettive: in questo momento la richiesta forte dei Patronati è quella di costruire insieme queste prospettive. Proponiamo un nuovo "patto", per la tutela dei diritti, che parta da una "carta dei diritti per i cittadini italiani all’estero" per arrivare ad impegno politico serio su risorse, oggi inadeguate, strumenti, decreti e convenzioni con altri ministeri, e vera partnership, riconosciuta anche dal Ministero del Welfare e non solo dagli Istituti di Previdenza.
Occorre dare risposta ai notevoli disagi ai pensionati che si sono visti decurtata la mensilità INPS, oltre alla definitiva soluzione dei problemi causati dalla verifica mensile dell’esistenza in vita e del mantenimento dello stato vedovile che i Consolati debbono eseguire per i pensionati del Tesoro e dell’INPDAP trovando una definitiva soluzione, che tarda ad arrivare, anche per il sistema di pagamento: diretto, su conto corrente o tramite assegno emesso da istituto di credito convenzionato.
La Commissione Continentale dei Paesi anglofoni extraeuropei ha preso atto del recupero delle risorse ai Com.It.Es. che, di fatto, recupera quanto decurtato dal decreto taglia spesa al finanziamento dei Comitati degli Italiani all’Estero per il 2004. La Commissione continentale ha espresso apprezzamento per l’iniziativa congiunta del Ministero Affari Esteri ed italiani nel Mondo, sulla base della forte azione del CGIE tesa al superamento della contraddizione prodotta dal decreto taglia spesa. È nostro dovere, Signor Ministro, continuare ad esprimere una forte preoccupazione per il futuro delle politiche a favore delle comunità italiane nel mondo e per il futuro, ancor più grigio, delle risorse da destinare a queste scelte politiche. La situazione della rete consolare, la mancata risposta in termini politici generali all’anagrafe unica, il tempo perso con la questione contrattisti, le complessità applicative del capitolo 3092 con i DPR che di fatto rendono i contratti brevi, non rinnovabili, limitati nella loro entità, la postilla prevista dalla Convenzione dell’Aja che rischia di trasformarsi, in molti Paesi tra cui l’Australia, in un problema molto serio di rallentamento dell’aggiornamento dell’anagrafe, il generale "mantenimento" delle risorse a fronte di un aumento delle richieste e di un aumento dei costi per tutti i capitoli di bilancio, la mancata consultazione con il CGIE e con le comunità italiane nel mondo in rapporto alla perdita della rappresentanza nel nuovo Senato federale, non lasciano dubbi sull’incertezza politica ed economica che grava sul mondo dell’emigrazione e degli italiani all’estero. Non possiamo nasconderci una fortissima preoccupazione: la situazione della rete consolare. La riduzione di risorse al Ministero degli Esteri pone la nostra rete consolare in situazioni di gravissima difficoltà. È necessario affrontare la questione generale delle risorse al MAE ed occorre riprendere a ragionare sull’idea di una revisione dei bisogni della nostra rete consolare, a seconda di consistenza, servizi, operatività – alcune aree sono disagiate anche perché sotto organico, contrattisti andati in pensione e non rimpiazzati, come è il caso di Melbourne. Una rete consolare efficiente è necessaria per assicurare servizi e punti di riferimento per i Patronati, le associazioni, le camere di commercio, le Regioni, i cittadini.
La Commissione Continentale ritiene fondamentale, in vista delle prossime consultazioni politiche, garantire la certezza dell’esercizio del diritto di voto a tutti i cittadini, anche quelli che risiedono in Canada, attraverso il superamento dei problemi legati alla realizzazione dell’anagrafe unica.
La Commissione Continentale dei Paesi anglofoni ritiene fondamentale la questione informazione.
È necessario che Rai International si doti di un palinsesto per l’Australia ed il Sud Africa e che il segnale sia fruibile in Canada, oltre ad un generale miglioramento della programmazione.
La Commissione Continentale dei Paesi anglofoni contribuirà su questi temi ad affrontare serenamente una discussione critica e propositiva nei confronti delle nostre Istituzioni. (Marco Fedi)
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