* INFORM *

INFORM - N. 249 - 6 dicembre 2004

DIALOGO EUROMEDITERRANEO

Alla Farnesina "Sponde 2004": i lavori della seconda giornata

"Cooperazione e comunicazione nel Mediterraneo"

Gasparri: "Ruolo delle nuove tecnologie nello sviluppo del dialogo e della comunicazione nel Mediterraneo"

ROMA – Dal 2 al 4 dicembre si è svolta "Sponde 2004", iniziativa promossa dal Ministero degli Affari Esteri e dall’Osservatorio del Mediterraneo dedicata alla promozione del dialogo tra le diverse culture del Mediterraneo. Alle sessioni di lavoro e alle Tavole rotonde, svoltesi alla Farnesina, hanno partecipato esperti, politici, intellettuali e diplomatici delle due sponde del Mediterraneo (per la presentazione di "Sponde 2004"da parte del Segretario Generale Umberto Vattani e la Tavola rotonda della prima giornata dedicata a "La cooperazione per la preservazione e la promozione del patrimonio culturale", si veda Inform n. 247 del 2 dicembre)

I lavori della seconda giornata sono stati incentrati su "Cooperazione e comunicazione nel Mediterraneo". Dedicato al ruolo e alle iniziative dei media all’incontro hanno partecipato protagonisti del mondo della comunicazione italiani e stranieri e il Ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri. Che ha sottolineato la necessità di ridurre il divario digitale tra i vari paesi per diffondere e alimentare uno scambio di cultura e conoscenza reciproca nel Mediterraneo. Le nuove tecnologie, possono e devono svolgere un ruolo significativo nello sviluppo del dialogo e della comunicazione nel Mediterraneo ed è per questo che il Governo italiano punta a favorire la loro diffusione anche negli altri paesi dell’area. Accanto agli strumenti della cultura tradizionale è necessario affiancare le opportunità offerte dall’innovazione tecnologica che moltiplicano la possibilità di accedere alla conoscenza e alle informazioni. Gli strumenti da utilizzare sono, ha spiegato Gasparri, i collegamenti a banda larga , la tv digitale terrestre e la telefonia che consentono una molteplicità di funzioni e di distribuzione di contenuti. Occorre, ha detto, lavorare con intensità su questo fronte perché cultura e tecnologia possano diventare un unicum. Il Ministro ha concluso affermando di condividere pienamente il pensiero di Giovanni Paolo II quando ha sostenuto che ‘‘i mezzi di comunicazione sono fattori chiave e il loro potere è tale che possono provocare reazioni negative o positive. Sta a noi utilizzare questi strumenti nello spirito della riconciliazione e del rispetto’’ Anche il Direttore del TG2 Mauro Mazza ha sottolineato il ruolo strategico della comunicazione in un mondo globalizzato . Nell’era tecnologica - ha aggiunto- anche le iniziative strategiche devono essere rapide ma devono salvaguardare il Dna di ciascuna cultura. In questo contesto , il Mediterraneo è, a suo avviso, un ruolo privilegiato della varietà e dello scambio umano e nell’era della tecnologia permanente anche le iniziative di comunicazione devono tenere conto di questa ricchezza. Nella comunicazione mediterranea un importante ruolo è rappresentato dalla nuova agenzia di stampa creata dall’Ansa, Ansamed. Il Direttore Ansa Pierluigi Magnaschi ha spiegato che si tratta di un’iniziativa italiana ma con respiro internazionale che diffonde le informazioni anche in inglese (entro due mesi le diffonderà in arabo). Altro esempio di iniziativa italiana in questo campo è quello dell’Aki (AdnKronos International) illustrata dal Vice presidente Andrea Bertolini, che si fonda su due binari paralleli: un’agenzia di stampa; studi di analisi e approfondimento sui grandi temi dell’area. Anche la Rai è attiva su questo fronte con "Mediterraneo", un progetto di cooperazione internazionale fra Italia, Francia e Spagna che è stato definito dal responsabile Giancarlo Licata: un "piccolo ambasciatore" che va in giro per il mondo e che, raccontando le storie delle persone, vuole far conoscere gli avvenimenti del Mediterraneo". Il giornalista de Il Foglio Carlo Panella ha lanciato l’idea di realizzare una emittente radiofonica in arabo che dia spazio alla cultura della tolleranza e crei una maggiore conoscenza tra le due sponde del Mediterraneo. Mentre per Maurizio Molinari, giornalista della Stampa, la comunicazione è un terreno della battaglia al terrorismo, bisogna perciò essere consci delle grandi opportunità che offre.

Le iniziative di cooperazione nel campo televisivo tra la sponda nord e sud del Mediterraneo sono state al centro del dibattito della mattinata. Tali iniziative sono molteplici ma - ha sottolineato il Direttore generale dell’Arab States Broadcasting Union, Abdelhafidh Harguem - la quota di notizie delle tv arabe ripresa da quelle europee è pari solo allo 0,1% del totale, nonostante il panorama delle tv arabe conti ormai 150 reti satellitari. La necessità di un sostegno finanziario dell’UE ad un progetto audiovisivo mediterraneo è stata sottolineata non solo da Harguem, ma anche da Alessandra Paradisi, segretario generale della Conferenza permanente dell’audiovisivo mediterraneo. Paradisi ha spiegato che il secondo programma europeo in questo campo avrà un finanziamento di 15 milioni di euro, rispetto ai 45 milioni del primo programma. Tali finanziamenti ha rilevato Claire Kupper, rappresentante presso l’Ue del programma Euromed Heritage, sono inseriti in un più vasto programma di azione comunitario: il programma Euromed Heritage dispone di fondi per 40 milioni di euro, mentre uno stanziamento di 10 milioni di euro è destinato ad un programma di sviluppo dell’informazione e della comunicazione nel Mediterraneo. La necessità di superare le barriere delle lingue è stata sostenuta da Mohamed Salmawi, caporedattore del giornale egiziano Al Ahram-Hebdo, il quale ha sollecitato l’istituzione di un fondo dedicato alle traduzioni, soprattutto di libri che, "rimangono negli anni e formano le nuove generazioni".

L’opportunità di puntare sugli scambi e su programmi di scambio e formazione delle giovani generazioni è stata sostenuta anche dalla giornalista del Corriere della Sera, Maria Latella, e dal Presidente dell’Associazione della Stampa Estera, Antonio Pelayo. Il Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles, Pia Luisa Bianco, dopo aver sottolineato che il dialogo e la reciproca conoscenza hanno un valore strategico nel riannodare fili che il terrorismo vuole spezzare, ha ricordato che proprio l’Istituto di cultura ha riunito nel cuore dell’Europa un gruppo di intellettuali arabi moderati che si sono confrontati con i colleghi europei, suscitando un interesse internazionale. E’ nostro dovere ascoltare quel mondo - ha detto - perché, altrimenti, faremmo un danno a loro e a noi stessi. Una convinzione sostenuta anche dal Consigliere di Amministrazione della Rai, Marcello Veneziani, che concludendo il dibattito ha riconosciuto che l’azienda, dopo aver avviato il progetto di RaiMed, non ha poi abbastanza investito in questa direzione. Veneziani si è quindi impegnato a rilanciare il progetto anche in vista di un canale euro-mediterraneo ed ha ricordato che nel 2005 partirà RaiFutura, un canale digitale che avvierà forme di scambio culturale e programmi sperimentali. Per Veneziani occorre dal modello globalizzato unico per esaltare le diversità culturali e dare un futuro tecnologico ad un grandissimo passato. (Inform)


Vai a: