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INFORM - N. 246 - 1 dicembre 2004

Olanda: Tre personaggi al centro di un nuovo scenario politico

AMSTERDAM - Tre personaggi in Olanda stanno disegnando in modo marcato uno scenario politico nuovo che alle prossime elezioni del 2006 potrebbe sconvolgere i tradizionali equilibri.

Il primo è Theo van Gogh (1957-2004), in vita regista, scrittore, giornalista, grande presenzialista alla radio ed in televisione, colonnista feroce che si manifestava quasi sempre come deciso avversario della presenza in Olanda dei musulmani che lui chiamava a parole e per iscritto con preoccupante costanza "violentatori di capre". Ce l’aveva con tutti i gradini della presenza di islamici. Con i bambini avviati alle scuole confessionali, secondo lui fucine di terroristi, con i giovani, specialmente i marocchini, che invece di andare a lavorare si riuniscono in bande violente che terrorizzano interi quartieri delle grandi città, oppure si trasformano in lovers boy, bravi e gentili ragazzi interessati solo ad intrappolare giovani studentesse da avviare poi alla prostituzione, con i religiosi, per il grande potere che hanno su intere masse di gente, con gli adulti, quasi tutti - a sentir lui - appesi per sopravvivere alla sacca dell’assistenza in Olanda ancora abbastanza munifica, con i vecchi, energici difensori di usanze e regole d’altri tempi. Grande sostenitore del nazionalista Pim Fortuyn ha sempre sopportato il giudizio diversificato della gente. Dal giorno della sua morte i sostenitori delle sue idee sono però più degli oppositori.

Il secondo è Geert Wilders (1963) , parlamentare nato e cresciuto nelle file del partito liberale, che nel paese è messo a destra dello schieramento costituzionale. Wilders ha deciso il 2 settembre di quest’anno, dopo mesi di avvertimenti contro la politica tollerante sugli stranieri della coalizione di governo del quale i liberali fanno parte, di uscire dal suo partito e di fondare il gruppo Wilders, partito senza specifici accasamenti ma chiaramente messo all’estrema destra.

Wilders non è tra l’altro d’accordo con il tollerante atteggiamento del governo dei Paesi Bassi sull’ingresso della Turchia nell’Unione Europea che secondo lui è troppo legata a ubbidienze religiose per poter condividere senza crear problemi le politiche liberali dei paesi europei. Ricalca nel suo fare, ma alla lontana, il percorso nazionalista di Pim Fortuyn, il leader ammazzato il 6 maggio 2002 una settimana prima delle elezioni per il rinnovo del Parlamento. Wilders appare infatti più irruente e passionale dell’intellettuale Fortuyn, questi nei giorni scorsi assurto alla storia dei Paesi Bassi come il cittadino olandese più noto degli ultimi cento anni. Wilders chiede a gran voce oltre al veto sull’entrata della Turchia nell’Unione, una modifica alla costituzione che chiuda le frontiere ai lavoratori stranieri, agli esuli ed ai rifugiati e specialmente a quelli di fede islamica. Chiede l’espulsione di quanti, di fede islamica abbiano mostrato tendenze verso l’integralismo, chiede la chiusura immediata delle moschee in Olanda notoriamente alla base della formazione fondamentalista e delle scuole confessionali ad indirizzo islamico.

La gente all’inizio lo ha guardato con scetticismo, lo ha considerato soprattutto un disubbidiente che, in un momento in cui i sondaggi dicono che il suo partito, insieme a quello dei democratici cristiani e dei liberaldemocratici con i quali è al governo, perde consensi a tutto spiano, crea con il suo distacco un problema in più e mostra poca visione strategica. Ma la sua popolarità è andata via via crescendo e con questo il sostegno della gente. Soprattutto nel mese che è passato dall’omicidio di van Gogh ad oggi.

Poi c’è Ayaan Hirsi Ali. Questi è una parlamentare liberale assurta a grande popolarità per la rapidità con la quale, partendo dalle sue origini straniere, ha perfezionato il percorso dell’integrazione. Nata a Mogadiscio il 13 novembre del 1969, ha seguito con la famiglia il padre, avversario del dittatore etiope Mohamed Siad Barre in un pellegrinaggio che cominciato nel 1976 con la fuga in Kenia e poi con il trasferimento in Canada, è finito in Olanda, via Germania, nel novembre del 1992. Grazie ad un matrimonio combinato, poi annullato nel 2003, ha potuto restare nei Paesi Bassi dove sopravvivendo con i lavori tra i più umili ha cominciato immediatamente ad imbastire una carriera scolastica stupenda e contemporaneamente a farsi strada nelle file del partito laburista olandese. Acquisita la cittadinanza dei Paesi Bassi nel 2002 è stata costretta a rifugiarsi negli Stati Uniti per un breve periodo dopo un programma televisivo nel quale si era espressa in modo negativo sull’influenza dell’islam sul lento processo di integrazione delle donne musulmane nella società olandese. Tornata in Olanda ha lasciato il partito laburista ed è entrata nelle file dei liberali per essere eletta il 30 gennaio 2003 nella Camera Bassa come rappresentante di questo partito manifestandosi immediatamente come ferma paladina delle libertà di opinione e di comportamento di quanti, donne ed uomini, non riescono in Olanda a vivere pienamente le libertà garantite dalla democrazia perché legati da impedimenti di carattere religioso.

All’inizio di quest’anno Ayaan scrive la sceneggiatura del breve film « Submission » di Theo van Gogh dove vengono sottoposti ad estrema critica i passi del Corano sui doveri delle donne musulmane. Questo film ha segnato di fatto la condanna a morte del regista, ucciso poi il 2 novembre scorso da un integralista islamico, che, ironia della sorte, viveva da un anno e mezzo con un’indennità assistenziale pagatagli dal Comune di Amsterdam , ed ha segnato anche la seria minaccia di morte per i due politici, ma che soprattutto sembra aver tolto il tappo ad un risentimento generale nel paese contro la presenza degli stranieri in Olanda.

Gran parte della gente parla oggi ad alta voce il linguaggio di van Gogh e torna a vivere i fremiti della campagna elettorale del 2002 di Pim Fortuyn quando si sentì liberata da «i condizionamenti della buona creanza » e lo sostenne in massa affascinata dal suo «ridiamo l´Olanda agli olandesi e chiudiamo le frontiere agli stranieri ». Wilders, oggi nascosto come Ayaan da un piano di protezione dei servizi che temono per la loro vita, sta organizzando il suo partito di estrema destra in tutto il paese ed i sondaggi dicono che se si dovesse votare oggi conseguirebbe non meno di trenta seggi, tanto da diventare il secondo partito dopo i laburisti. L’intreccio dei tre personaggi che fa presa sulla gente è quello delle idee e delle convinzioni politiche. La posizione oltranzista dell’intellettuale dà garanzie di pensiero, quella del politico dà garanzie istituzionali e quella della ex straniera dà garanzie morali. La gente si sente così libera di manifestare apertamente le proprie idee in un contesto che appare sempre più denso di implicazioni politiche tali da non aver consentito fino ad oggi - al di là di ammonimenti istituzionali - l’avvio di vere e proprie campagne di incitamento alla moderazione ed alla convivenza civile. (Giorgio Mauro*-Inform)
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* Giorgio Mauro fa parte del CGIE in rappresentanza degli Italiani in Olanda


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