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INFORM - N. 245 - 30 novembre 2004

ITALIANI ALL’ESTERO

Continuano al San Michele i lavori del Convegno sui ristoratori italiani nel mondo

"Un grande messaggio multimediale nel campo della gastronomia"

L'intervento del Sottosegretario ai Beni Culturali Nicola Bono e la tavola rotonda sulla presenza gastronomica italiana nel Nord America

ROMA - La seconda giornata del Convegno dei ristoratori italiani nel mondo si è aperta con l'indirizzo di saluto del Sottosegretario per i Beni e le Attività Culturali Nicola Bono. Il rappresentante del Governo, dopo aver ricordato i fattivi sforzi compiuti dell'esecutivo per la qualificazione della presenza italiana nel mondo attraverso i suoi strumenti di eccellenza, ha evidenziato come l'iniziativa congressuale organizzata dal Ministro Mirko Tremaglia trasmetta un grande messaggio multimediale nel campo della gastronomia. Un'antica tradizione, quella della cucina italiana, che nasce nel corso dei secoli e che, essendo portatrice d'identità locali, si connota come un vero e proprio bene culturale immateriale.

Nel ribadire l'importanza della recente convenzione siglata dal Ministero dei Beni Culturali con quello delle Risorse Agricole che consentirà la valorizzazione dei prodotti agricoli anche all'interno dei centri per la promozione culturale, Bono ha sottolineato come la difesa del made in Italy sia legata in maniera inscindibile alla diffusione della nostra cultura. In questo contesto la cultura italiana, soprattutto per quanto riguarda il turismo, dovrà inoltre fornire risposte integrate, capaci cioè di evidenziare le tante particolarità dei vari microcosmi che compongono il nostro territorio.

Un caleidoscopio di culture, fatto di storia, tradizioni e gastronomia, che continua a fare la differenza fra noi ed il resto del mondo. Un valore aggiunto, fondato sulla particolarità dell'offerta, che all'estero ha i suoi capisaldi proprio nei ristoratori italiani. Maestri del cibo che, grazie alla loro creatività gastronomica, suscitano interesse verso il nostro Paese e svolgono un'importante funzione economica. "Noi siamo grati a voi ristoratori - ha sottolineato Bono evidenziando la necessità di mettere a sistema questa importante realtà produttiva - per questa grande capacità che avete avuto di mantenere alto e forte il senso dell'Italianità che oggi, dopo anni difficili, sta pervadendo l'intero Paese… Io credo che in questo ambito dovremmo trovare - ha proseguito il Sottosegretario ricordando la recente costituzione del Comitato interministeriale per le politiche turistiche - forme ancora più strette per fare sistema che, al di là dei singoli momenti promozionali, consentano la continuità dei rapporti, diano contenuto al senso di italianità e favoriscano il trasferimento all'estero del nostro patrimonio identitario".

Ha poi avuto luogo la tavola rotonda, dedicata ai nostri ristoratori in America del Nord, dal titolo "Tradizioni sapori e profumi d'Italia: i ristoratori italiani Ambasciatori straordinari". Il dibattito è stato introdotto da Sirio Maccioni, ristoratore di New York, che ha parlato del suo lungo viaggio migratorio. Quasi un'epopea gastronomica, caratterizzata da tanto sacrificio e dalla frequentazione di personaggi famosi, che lo ha portato negli Stati Uniti dopo un fruttuoso tirocinio lavorativo in Francia e Germania. Maccioni ha inoltre evidenziato come a tutt'oggi, nonostante la gastronomia italiana sia all'apice del successo, la nostra ristorazione nel mondo debba compiere un ulteriore salto di qualità per rinnovarsi. "All'estero è difficile per tutti - ha concluso Maccioni - ed è per questo che siamo dei piccoli eroi".

Dopo l'intervento del gestore e chef del ristorante di Toronto "Romagna mia" Gabriele Paganelli che ha chiesto di facilitare la realizzazione di iniziative formative che permettano agli studenti canadesi di recarsi in Italia per l'apprendimento dei segreti culinari della nostra cucina, ha preso la parola Roberto Ruggeri. L'imprenditore gastronomico, che gestisce negli USA e nel mondo trenta ristoranti italiani, ha evidenziato l'esigenza di lavorare con decisione per migliorare ulteriormente la percezione che gli americani hanno del nostro Paese. "Questa iniziativa del Ministro Tremaglia - ha spiegato Ruggeri - ci dà una grande occasione per unirci. Noi dobbiamo stare insieme perché questo è un momento di svolta in cui possiamo veramente far capire al mondo che gli italiani non sono pasta, pizza e mafia, ma un grande popolo degno di rispetto".

E' stata poi la volta di Paolo Secondo (ristorante Barolo, Broadway, N.Y.) presidente del Gruppo Ristoratori Italiani, che si è soffermato sulle modalità di realizzazione della certificazione dei ristoranti italiani all'estero. Un programma valutativo che, a suo giudizio, non dovrebbe puntare all'esclusione di ristoranti, ma al sostegno ed alla rivalutazione degli esercizi gastronomici nel mondo. Nel rilevare la necessità di accettare senza preconcetti le eventuali modifiche apportate alla nostra cucina da influssi culinari locali, Secondo ha sottolineato come ancor oggi gli americani apprezzino il forte senso della famiglia presente nella nostra cucina e nelle nostre comunità. Ha poi auspicato, per quanto riguarda l'invio in Italia di studenti a scopo formativo, sia la semplificazione delle procedure burocratiche per la permanenza nel nostro Paese dei futuri gastronomi, sia una maggiore attenzione nei corsi di didattici per gli aspetti imprenditoriali della ristorazione. Ha infine chiesto il coinvolgimento di Rai International per la creazione di specifici programmi televisivi sulla cucina italiana che diano visibilità anche ai nostri ristoranti meno noti.

Dal presidente dell'Associazione Italiana Sommelier Terenzio Medri è stato invece evidenziato come, in questo momento di stagnazione economica, sia opportuno accelerare al massimo la valorizzazione e la promozione della cucina e dei vini italiani. "Il vino, il cibo e le tradizioni - ha spiegato Medri ricordando che ogni anno circa 30 mila studenti si avvicinano alla conoscenza culturale del vino - rappresentano il vero petrolio dell'Italia".

Da segnalare infine - oltre al richiamo di Cesare Lanfranconi, ristoratore di Washington, che ha posto in evidenza la necessità di tutelare le ricette della cultura italiana minacciate dalle grosse multinazionali della gastronomia internazionale - l'intervento di Patrizia Walton, reggente del Dipartimento per gli Italiani nel mondo, che ha auspicato la creazione di una fattiva sinergia fra la Confederazione degli Imprenditori Italiani nel mondo e i nostri ristoratori all'estero. Una piena collaborazione, da realizzarsi in breve tempo con l'inserimento di una rappresentanza dei ristoratori nel direttivo della Confederazione, che dovrebbe portare alla rapida messa attuazione di iniziative comuni. (Goffredo Morgia-Inform)


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