ITALIANI ALL’ESTERO
Primo Convegno dei Ristoratori Italiani nel Mondo
A colloquio con Mario Gradella, ristoratore a Porto Alegre (Brasile)
Gli italiani di Porto Alegre? Tengono alte le tradizioni molto più degli italiani in Italia
ROMA - Mario Gradella è fra i partecipanti al I Convegno dei Ristoratori Italiani nel Mondo. Partito dalle nebbie di Milano per approdare nel Sud del Brasile, a Porto Alegre ha messo su un suo ristorante, "La Locanda del Mario" che, ne siamo sicuri, porta avanti con l’energia e l’efficienza proverbiali dei milanesi e con la fantasia, caratteristica che non difetta negli italiani. "Nel mio ristorante – ci spiega con orgoglio mentre scambia due chiacchiere con noi al termine della prima giornata del Convegno – vengono preparati centoventi tipi di piatti diversi, tutti tipicamente italiani".
Ma come ci è arrivato nel lontano Brasile questo giovane ristoratore? "Per amore delle donne: la mia ex moglie e la mia bambina che ormai ha dodici anni e mezzo" ci spiega ammiccando simpaticamente. Oltreoceano, insomma, non lo ha portato certo il bisogno, come è accaduto invece a tanti connazionali. "No di certo", insiste precisando che lui a Milano un lavoro ce lo aveva. E’un figlio d’arte, per così dire: "La mia attività è cominciata all’età di 13 anni nel ristorante di famiglia, a Milano". A 25 anni i primi viaggi: un anno in Africa, e poi a Londra e in altre parti del mondo...Poi il Brasile, che ha girato e dove si trova da cinque anni, con un intervallo a El Salvador.
Sommariva, dell’Ardi, ha invitato caldamente le istituzioni a "fare sistema" per supportare al meglio l’universo dei ristoratori italiani all’estero (più di 60 mila i ristoranti nel mondo, 7000 nella sola America Latina)...E Gradella è d’accordo: pensa che "sia importante" e che "sarebbe un grande aiuto per il nostro settore". E il marchio di qualità per i ristoranti? "Può anch’esso essere un aiuto, specialmente a chi non ha ancora ‘un nome’, a chi fa fatica ad emergere in mezzo a tanti che si spacciano per ristoratori italiani, che fanno passare la loro cucina per tipicamente italiana e invece non lo è".
A Porto Alegre però ci sono veri ristoratori italiani.. "Italiani italiani? Siamo cinque o sei, non di più" precisa Gradella. Italiana, supponiamo anche la clientela... "A Porto Alegre l’immigrazione è stata prevalentmente italiana e tedesca. Come può immaginare, gli italiani e gli oriundi sono tantissimi. Clientela? Italiana senz’altro, ma la nostra cucina è molto apprezzata anche dagli altri!".
Gradella riscontra problemi, disagi economici nella comunità italiana di Porto Alegre? "Porto Alegre è considerata la Svizzera del Brasile: è una città dal reddito più elevato di tutto il Paese. Nonostante ciò, ci sono ugualmente dei forti problemi economici. Ma gli italiani sono quasi tutti sistemati bene: gli emigrati italiani hanno saputo barcamenarsi bene, sono riusciti nel loro lavoro e si sono guadagnati delle buone posizioni".
I ristoratori italiani sono collegati in rete dalle sue parti? "No, ma in compenso esistono attive organizzazioni che riuniscono i connazionali, qualsiasi attività essi svolgano e a qualsiasi gruppo appartengano. E’ una cosa importante per l’aggregazione e per tenere alte le tradizioni italiane. Che vengono rispettate e mantenute, le assicuro, molto di più di quanto facciano gli italiani in Italia". (Simonetta Pitari-Inform)