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INFORM - N. 243 - 27 novembre 2004

ESTERI

Si è tenuto a Roma il Forum di dialogo italo-turco

Turchia, ponte tra Europa e mondo islamico. Fini: "La prospettiva di futura adesione della Turchia all’UE, sfida positiva per entrambe le parti"

ROMA - I rapporti bilaterali Italia-Turchia, l’imminente decisione sui negoziati di adesione della Turchia all’Unione Europea, la questione cipriota, l’importanza della Turchia come ponte tra Europa e mondo islamico e la riforma del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Questi i temi al centro del Forum di dialogo italo-turco, che si è svolto a Roma, organizzato da Unicredit, dalla rivista Limes, dal Centro Dionysia e dal Centro di ricerca Sam, al quale hanno preso parte il Ministro degli Esteri, Gianfranco Fini e il suo collega turco, Abdullah Gul. Fini ha espresso la piena soddisfazione del Governo italiano per le recenti proposte della Commissione UE che "hanno riconosciuto in maniera inequivocabile i progressi registrati dalla Turchia, aprendo la strada ad una positiva decisione del Consiglio europeo del prossimo dicembre sull’apertura dei negoziati per l’adesione del Paese all’Unione". "Siamo consapevoli - ha detto - che la prospettiva della futura adesione della Turchia all’UE rappresenterà una sfida positiva per entrambe le parti, così come sappiamo bene che i negoziati- che auspichiamo si possano avviare al più presto - saranno lunghi e complessi. Siamo però anche convinti - ha aggiunto il Ministro - che il percorso del negoziato contribuirà a rinsaldare ulteriormente i rapporti tra l’UE e la Turchia, facilitando le convergenze e favorendo il superamento degli ostacoli residui".

Fini ha poi affrontato la delicata questione dei rapporti tra Turchia e Cipro, esprimendo apprezzamento per l’atteggiamento di "costruttiva moderazione assunto dalla Turchia sia alla vigilia, sia nel periodo successivo alle consultazioni referendarie. Restiamo convinti - ha aggiunto- che un ulteriore sforzo da parte di tutti gli interessati dovrebbe poter facilitare il rilancio dei negoziati sotto l’egida dell’Onu. Da parte nostra - ha detto ancora- siamo disponibili ad assicurare il contributo che ci venisse richiesto per facilitare il raggiungimento dell’obiettivo di normalizzazione dei rapporti". Il Ministro ha posto l’accento sul fatto che "la Turchia abbia oggi tutti i titoli per porsi come riferimento per altri Paesi dell’area che aspirano ad innescare il circolo virtuoso di uno sviluppo democratico armonioso ed ancorato alle specificità culturali, religiose e sociali di ciascuno". La Turchia dunque rappresenta, per Fini, un ponte tra Europa e mondo Islamico: "l’Europa che stiamo costruendo - ha spiegato - è un grande spazio aperto al concorso di tutti i Paesi che intendono e siano in grado di condividerne i valori fondanti". L’Italia guarda quindi alla Turchia come partner importante e qualificato anche in altri scenari regionali, a partire dal Medio Oriente: "Ankara dispone di un patrimonio di credibilità ed influenza sul quale facciamo affidamento - ha detto Fini - per contribuire al rilancio del processo di pace. L’impegno comune e’ quello di porre fine ad una crisi che condiziona le prospettive di sviluppo sia del popolo israeliano che di quello palestinese". Il Ministro ha poi affrontato il tema della riforma del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, sottolineando come Italia e Turchia siano in grado di contribuire ad incanalare tale processo verso soluzioni condivise, tali da non provocare divisioni e contrasti che le indebolirebbero. "Il Consiglio di Sicurezza - ha spiegato - deve essere reso più efficiente, più aperto alla partecipazione di tutta la membership e più credibile. Non riteniamo che affidare nuovi mandati in via permanente a singoli stati contribuisca al conseguimento di questo obiettivo".

Fini ha espresso la viva soddisfazione del governo italiano per la qualità dei rapporti tra Italia e Turchia, testimoniata anche dalla frequenza dei contatti ad ogni livello. A tale proposito ha ricordato come i due governi stiano lavorando per giungere alla costituzione di un "Tavolo Turchia" che riunisca il mondo delle Istituzioni ed il mondo dell’imprenditoria e della finanza, sull’esempio di quanto già fatto con successo con il Giappone e la Cina. L’Italia è già il secondo partner economico della Turchia e l’incremento dell’interscambio e’ costante, ma non basta : "l’obiettivo che perseguiamo con convinzione -ha spiegato il Ministro- e’ quello di consolidare la nostra presenza nel settore delle piccole e medie imprese, dove esiste una ampia area di complementarità ed un comune interesse tra i nostri due paesi’’.

Da parte italiana, inoltre, vi è la massima determinazione a intensificare la collaborazione bilaterale anche nel campo della sicurezza e della lotta al terrorismo. Fini ha ricordato come alcune proposte del governo turco, di inserimento di organizzazioni terroristiche nelle liste dell’UE, siano state accolte proprio grazie all’impulso del governo italiano, in particolare nel periodo di Presidenza del secondo semestre 2003. "Crediamo fortemente - ha concluso il Ministro- nel rapporto con la Turchia. Non si tratta per noi di un investimento di breve periodo ma del consolidamento di una dimensione strategica". (Inform)


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