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INFORM - N. 241 - 25 novembre 2004

CULTURA

A Copenaghen Rassegna del Nuovo Cinema Italiano

COPENAGHEN - Nel cinema italiano ci sono molti bravi successori dei grandi Fellini, Visconti, Antonioni. Tanto che si parla della rinascita di un talento creativo che vede affiorare delle nuove leve di registi italiani capaci di suscitare emozioni ed apprezzamenti da parte della critica e del pubblico. La rassegna del cinema italiano che si aprirà in Danimarca nei prossimi giorni sarà un’occasione per verificare le capacità di sette autori, sia giovani che già affermati, con sette film che verranno proiettatti fra il 3 e il 12 dicembre alla Cineteca di Copenaghen.

Questa rassegna, realizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen in collaborazione con l’Associazione Made in Italy e la Cineteca Nazionale danese, offre una piccola ma selettiva selezione di film che rispecchiano le caratteristiche del cinema italiano di oggi: ci sono film che seguono la tradizione della commedia all’italiana o del cinema di protesta, e ci sono film innovatori nella forma e nel linguaggio, ma sempre con l’intento di portare lo spettatote alla riflessione sulla vita nella società contemporanea.

La rassegna si apre il 3 dicembre con "Il Ballo a Tre passi" di Salvatore Mereu (primo premio per la miglior Opera Prima alla Mostra di Venezia 2003 alla presenza del regista e della famosa scrittrice sarda Maria Giacobbe. Il film è suddiviso in quattro episodi in cui le stagioni della vita scorrono con il fluire del tempo, fra i paesaggi poco conosciuti, all’interno della Sardegna.

Segue "Il Posto dell’Anima" (2002) di Riccardo Milani, dove la chiusura di una multinazionale e il licenziamento di tutti gli operai sconvolge il paese vicino. Alle lotte che ne conseguono si intrecciano le vicende personali e familiari .

" La Rivincita di Natale" (2003) di Pupi Avati narra di una partita a pocker giocata da un gruppo di amici che si incontrano dopo 17 anni. Il tempo ne ha cambiato l’aspetto fisico ma non la voglia di rivalsa che avevano vissuto anni prima, in un’altra terribile partita una notte di Natale.

"L’amore ritorna" (2003), di Sergio Rubini, parla di un attore quarantenne molto affermato che una grave malattia costringe a una lunga degenza in ospedale. È un’occasione per riscoprire parti di sé e degli altri che la sua vanità gli aveva fatto trascurare.

"La Spettatrice" (2003), di Paolo Franchi, racconta la storia di Valeria, una ragazza giovane e solitaria che, affascinata da Massimo, il suo vicino di casa, decide di cambiare città e lavoro pur di seguirlo. Lì incontra una donna più matura, Flavia, che è la compagna di Massimo, ed una serie di eventi portano i tre su una nuova strada.

"Da Zero a Dieci" (2002), di Luciano Ligabue, narra di quattro amici che decidono di organizzare un incontro a Rimini con quattro ragazze con cui avevano trascorso un weekend vent’anni prima. Trascorreranno insieme tre giorni divertendosi, ma anche provando emozioni, suscitando confessioni e ricordi.

"A Luci Spente" (2004), di Maurizio Ponzi, si svolge nel 1943, durante il fascismo, nel corso delle riprese di un film, "Redenzione", prodotto con il sostegno del Vaticano. L’attrice protagonista accetta la parte che le viene proposta perché il regista è un antifascista. Nel corso delle riprese si assiste alle vicende dei componenti del cast, al loro essere o non essre legati al fascismo. (Inform)


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