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INFORM - N. 240 - 24 novembre 2004

COOPERAZIONE

L'impegno dell'Italia contro il lavoro minorile nel mondo discusso in un incontro dell'OIL

Evidenziata l'attenzione del Ministero degli Affari Esteri per questa piaga occupazionale che persiste anche nei Paesi più sviluppati

ROMA - Sono 246 milioni i bambini costretti a lavorare in tutto il mondo, di questi almeno 73 milioni hanno meno di 10 anni. Ogni 12 mesi circa 23 mila bambini perdono la vita per incidenti sul lavoro e quasi 8,5 milioni di minori sono costretti a vivere in stato di schiavitù. In Italia - il fenomeno non risparmia nemmeno i Paesi più avanzati - il numero dei minori coinvolti in attività lavorative si attesta intorno alle 140 mila unità. E' questo il preoccupante quadro in cui si colloca la conferenza svoltasi a Roma, a Villa Aldobrandini, dal titolo "Il lavoro minorile: impegno internazionale e progetti di intervento". L'incontro, organizzato dall'Organizzazione Internazionale del Lavoro delle Nazioni Unite (OIL), ha avuto luogo nell'ambito delle manifestazioni per le "Giornate della Cooperazione italiana", un'iniziativa promossa dal Ministero degli Affari Esteri. Durante la conferenza è stata inoltre presentata la mostra fotografica "Almas del Basurero - Le anime della discarica". Un'esposizione itinerante - la mostra presto giungerà in Italia - che, attraverso 30 scatti in rigoroso e significativo bianco e nero, descrive il lavoro dei bambini nelle grandi discariche del Guatemala, di El Salvador e dell'Honduras.

L'incontro è stato coordinato ed introdotto dal Direttore dell'Ufficio OIL di Roma Claudio Lenoci. Dopo aver auspicato una forte mobilitazione dei Governi e di tutti i soggetti della società civile (sindacati, Ong, imprenditori) al fine di debellare la piaga del lavoro minorile nel mondo, egli ha ricordato come a tutt'oggi non basti più la semplice ratifica delle convenzioni internazionali sull'età minima di accesso al lavoro e contro le peggiori forme di occupazione minorile, ma occorrano piani concreti ed organici volti al contrasto del fenomeno nei vari Paesi. Lenoci, nell'auspicare la convocazione di un tavolo di confronto su questa problematica con il Governo, le parti sociali ed i vari settori dell'imprenditoria italiana, ha poi sottolineato come la nostra Cooperazione, nonostante il costante l'impegno sul campo dei funzionari del Mae, sia ancora lontana dall'obiettivo più volte auspicato dello 0,7% del Pil. Una scarsa propensione all'investimento di risorse che riguarda tutti i Paesi industrializzati.

Il direttore del Programma per l'eliminazione del lavoro minorile dell'OIL, Frans Roselaers, ha invece sottolineata l'importanza delle iniziative - avviate in Albania, Cambogia, Egitto, El Salvador, Etiopia, Guatemala e Honduras - che hanno sottratto dalla schiavitù del lavoro, grazie al sostegno della Cooperazione italiana, migliaia di bambini che operavano anche in settori ad alto rischio come quello dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Roselaers ha inoltre ricordato il programma di mobilitazione sociale denominato SCREAM. Un'iniziativa che, attraverso l'utilizzazione di arti visive, letterarie e teatrali, cerca di promuovere lo sviluppo sociale e personale dei minori. Un prezioso strumento educativo che, secondo quanto affermato dalla responsabile del Global Campaign OIL/IPEC Maria Gabriella Lay, punta in primo luogo sui giovani per intaccare quegli stereotipi culturali e sociali che favoriscono lo sfruttamento lavorativo dei minori.

Un concreto coinvolgimento della società civile nelle iniziative di cooperazione è stato chiesto dal consigliere Mauro Massoni del Ministero degli Esteri, che ha parlato a nome del Direttore Generale per la Cooperazione allo Sviluppo. Massoni, dopo aver ricordato che negli ultimi dieci anni la cooperazione italiana è passata dalla semplice assistenza alla promozione di iniziative mirate finalizzate all'abbattimento della povertà nei Paesi in via di sviluppo, ha infine sottolineato come il MAE, che oggi finanzia programmi dell'OIL, dell'Unesco e dell'Unicef, manterrà alto anche nei prossimi anni il livello di attenzione nei confronti dello sfruttamento dei minori. Impegno costante in questo settore ribadito anche dall'esperta dell'Unità Tecnica del Ministero degli Esteri per la Cooperazione italiana Paola Viero. Un'azione a tutto campo che ha portato, dal 1998 ad oggi, alla promozione di numerosi programmi volti alla lotta delle varie forme di sfruttamento minorile ed al recupero dei bambini che hanno subito menomazioni di guerra fisiche e psichiche. Da Cecilia Brighi della CGIL è stato invece evidenziato come negli ultimi anni l'Italia sia scesa al ventunesimo posto nel mondo per quanto concerne l'impegno finanziario nella Cooperazione allo sviluppo. Una progressiva riduzione delle risorse che, secondo la Brighi, sarà confermata anche dalla manovra finanziaria per il 2005. L'esponente sindacale ha poi sottolineato sia la costante presenza anche nel nostro Paese del lavoro minorile, sia la necessità di promuovere in questo settore fattive sinergie con i sindacati attraverso un aperto confronto fra tutte le forze sociali capaci di fornire un valido contributo alla Cooperazione allo sviluppo.

Tra gli altri interventi dell'incontro segnaliamo infine la riflessione del Presidente del Comitato Interministeriale dei Diritti Umani Alessandro Fallavolita. Alla luce degli scarsi risultati sul campo ottenuti delle ottime convenzioni internazionali per la tutela dei minori, egli ha auspicato la creazione di nuovi strumenti invasivi che permettano di controllare con maggiore efficacia operativa la concreta applicazione di queste direttive sovrannazionali nei vari Paesi. Dopo aver ricordato che la lotta al lavoro minorile rappresenta anche un positivo investimento per il futuro della società, Fallavolita ha sottolineato come, nonostante le scarse risorse della Cooperazione - si spera di poter destinare entro il 2006 a questo settore lo 0,33% del PIL - i finanziamenti per la difesa dei minori siano ugualmente aumentati. (Goffredo Morgia-Inform)


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