PREVIDENZA
Marco Fedi (CGIE Australia): Errore o effettiva riduzione?
L’INPS spieghi le ragioni della riduzione della mensilità di novembre e, se di errore si è trattato come in molti sospettiamo, informi, ripristini, paghi gli arretrati ... e chieda scusa
MELBOURNE - E’ paradossale che dopo una campagna di verifica dei redditi che è stata complessivamente giudicata "modello di efficienza" e di "tecnologia applicata" ed effettiva prima "rete di comunicazione" tra utenti, Patronati ed INPS - ricordiamo che la campagna RED. svoltasi nel 2003 e tesa alla verifica dei redditi prodotti nel 2002, è stata gestita quasi interamente per via telematica - si debba ora tornare a parlare in termini di assenza di informazione.
Mentre per gli eventuali aumenti, riduzioni o comunicazioni di indebito, relativi alle maggiorazioni sociali - per le quali era scattata la necessità impellente della verifica RED. - l’INPS aveva comunicato il nuovo calcolo conseguente all’accertamento dei redditi, con il rateo mensile di novembre sono scattati altri conteggi relativi ad altre prestazioni, dagli assegni al nucleo famigliare al trattamento minimo, che hanno comportato la riduzione, a volte sostanziale, della pensione in pagamento.
È fin troppo evidente che le "conseguenze" di una campagna di verifica dei redditi possono produrre risultati di questo tipo, con riduzioni ed aumenti. Meno evidente - conti alla mano - è la perdita, ad esempio, dell’intero ammontare degli assegni al nucleo famigliare quando i redditi dichiarati dal nucleo famigliare in alcuni casi confermano l’importo pieno di €46,48 per la coppia ed in alcuni casi una riduzione minima a € 36,15 mensili.
Altrettanto evidente è la conclusione che - in molti casi, purtroppo - sono stati commessi errori nell’operazione di verifica dei redditi. Ricordiamo che questa operazione era stata centralizzata a Roma e non affidata alle sedi provinciali.
In questo momento è necessario fare appello alla calma. Occorre ristabilire la "certezza" del diritto e credo che l’INPS abbia il dovere di procedere ad una rapida verifica di tutti i conteggi fatti comunicando il reddito dichiarato dal pensionato, l’effetto che questo ha avuto sulle singole prestazioni, tipo assegni al nucleo famigliare e trattamento minimo, e il nuovo importo di pensione determinatosi. Per gli errori vanno inoltre subito ripristinati i pagamenti e corrisposti gli arretrati.
Se l’INPS chiedesse inoltre scusa, non sarebbe una cattiva idea.
Per coloro i quali vogliono affrontare subito la situazione, è possibile inviare alla sede provinciale che ha in carico la pensione una richiesta di ripristino delle prestazioni in oggetto con le dichiarazioni dei redditi allegate. Le sedi provinciali sono tenute a verificare gli importi in pagamento e possono ripristinare ciò che è stato tagliato. Il rischio è di superare nei tempi Roma che invece auspichiamo possa essere "rapida" ed "efficiente" nel riaffermare la certezza del diritto anche negli importi di pensione. (Marco Fedi*-Inform)
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Membro del Comitato di Presidenza del CGIE