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INFORM - N. 238 - 22 novembre 2004

ESTERI

A Sharm el Sheikh la Conferenza internazionale sul futuro dell’Iraq. Ai lavori prende parte il neo Ministro degli Esteri Gianfranco Fini

SHARM EL SHEIKH - Il Ministro degli Esteri Gianfranco Fini guida la delegazione italiana alla Conferenza Internazionale sul futuro dell’Iraq che dovrà fissare le tappe per la transizione del Paese verso la piena sovranità. a per raggiungere un accordo internazionale sull’Iraq.

Alla riunione di Sharm el Sheikh (Egitto) prendono parte i Ministri degli Affari Esteri e i rappresentanti di Paesi e organismi arabi e non arabi: Arabia Saudita, Egitto, Giordania, Iran, Iraq, Kuwait, Siria, Tunisia, Turchia, Algeria, Tunisia, Bahrein (questi ultimi come "Troika" della Lega Araba), il Segretario Generale della Lega degli Stati Arabi, l’Organizzazione della Conferenza Islamica-OIC, i membri del G8, incluso il Presidente della Commissione Europea, i Paesi Bassi in qualità di Presidenti di turno dell’UE, la Cina che è Membro permanente del Consiglio di Sicurezza, la Malesia che è Presidente di turno dei Paesi non allineati, le Nazioni Unite con il suo Segretario Generale, il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo-UNDP.

"L’Italia - sottolinea la Farnesina - ha attivamente sostenuto l’organizzazione di questa riunione internazionale sull’Iraq, nata da una iniziale proposta franco-russa, contribuendo affinché si creasse a livello internazionale un consenso sull’opportunità di una sua convocazione. La riunione, nelle modalità e nei termini nei quali è stata organizzata, costituisce dunque motivo di soddisfazione per il nostro paese che da tempo è favorevole a una iniziativa congiunta dei principali attori della comunità internazionale a sostegno della stabilizzazione e della ricostruzione di un Iraq territorialmente integro e politicamente unito, entro confini sicuri e in pace con i suoi vicini. L’Italia ha contribuito alla preparazione di questa riunione internazionale, formulando una serie di proposte sulle quali ci siamo consultati con i nostri partner e con le autorità irachene. Ci siamo in particolare adoperati per i seguenti obiettivi, che vengono ripresi nel comunicato finale della riunione: piena attuazione della risoluzione 1546 che, nell’immediato, vuol dire sostegno al governo provvisorio e alle consultazioni elettorali di gennaio prossimo e nel medio termine a quelle costituzionali, con il coinvolgimento dell’ONU; incoraggiamento al governo iracheno affinché adotti un atteggiamento "inclusivo", coinvolgendo l’intera società civile e i gruppi religiosi nel consolidamento del processo politico interno; attenzione alla dimensione regionale nel tentativo di ancorare i paesi limitrofi, tra i quali anche Siria e Iran, a una politica di sicurezza a livello regionale che garantisca un quadro di sostegno alla stabilizzazione dell’Iraq; definizione di un meccanismo di follow-up".

La Conferenza è cominciata nel pomeriggio del 22 novembre, con una riunione dei Ministri degli Esteri dei Paesi confinanti con l’Iraq: Iran, Kuwait, Arabia Saudita, Siria, Turchia, Giordania e il paese ospitante, Egitto. Il punto principale all’ordine del giorno, il rafforzamento del controllo delle frontiere per prevenire l’infiltrazione di terroristi in Iraq. Il 23 novembre la Conferenza è allargata a tutti i partecipanti. Sono previste due sessioni di lavoro e alla conclusione, nel pomeriggio, sarà approvata una Dichiarazione finale, che dovrebbe sottolineare il ruolo dell’Onu nel sostegno del processo politico e chiedere a Baghdad di indire una conferenza di tutte le forze irachene prima delle elezioni di gennaio. (Inform)


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