CULTURA
Premiati i vincitori del Concorso di poesia e prosa di Basilea
BASILEA - Si è conclusa a Basilea la seconda edizione del Concorso di poesia e prosa organizzato dal locale Circolo Culturale Realtà Nuova, in collaborazione - questa volta - con la Colonia Libera Italiana e il Museo Italiano nel Dreiländereck di Basilea.
Un pubblico numeroso e interessato ha assistito nella sede del Circolo alla premiazione e alla lettura delle opere, intervallata da brevi e piacevoli "stacchi" di musica barocca eseguiti alla chitarra dal musicista Rosario Conte. In rappresentanza della giuria, incaricata di valutare le opere e nominare i vincitori, erano presenti la scrittrice Pinuccia Bertoli, autrice di libri per bambini, e Paola Gilardi, ricercatrice e docente d’italiano all’università di Friburgo. Assente per motivi di saluti il terzo membro della giuria, il poeta e scrittore Leonardo Zanier, al quale gli organizzatori hanno voluto rendere omaggio leggendo una sua poesia, accolta da un caloroso applauso del pubblico.
Ventidue poesie e undici racconti brevi, inviati da ogni parte della Svizzera - e in alcuni casi dall’Italia -, sono stati accuratamente esaminati e valutati dalla giuria, prima separatamente e poi in una riunione congiunta, in cui i singoli giudizi sono stati confrontati e ridiscussi per arrivare ad un risultato finale comune e condiviso.
Il lavoro di selezione si è rivelato tutt’altro che facile, perché - come hanno tenuto a sottolineare i membri della giuria - numerosi erano i testi di qualità sia sotto il profilo stilistico che dal punto di vista dei contenuti e perché tutte le opere pervenute erano comunque espressione di una grande umanità.
Nella sezione poesia è risultata vincitrice Maria Cristina Burdino, di Bergamo, con "Questa voce", una poesia in cui, secondo il giudizio della giuria, "la voce dell’intelletto risuona per mezzo di immagini arcaiche e viscerali. La tematica attuale e drammatica è evocata in stile ermetico. Il linguaggio universale trasmette un messaggio filantropico ma anche di denuncia".
Il secondo premio è stato assegnato a Roberto Giannini, residente a Meyrin (Ginevra), per "Gioco con le parole", una poesia in cui "metafore e musicalità esprimono con molta ironia e apparente casualità, nell’accostamento delle immagini una sfiducia nei confronti della civilizzazione e del progresso industriale e scientifico, denunciando il degrado dell’humanitas".
Il terzo premio è andato a "Se potessi con voce di sirena" di Giovanni Urracci, di Birr (Argovia), per un componimento in lingua sarda nel quale "si denota l’affabulazione e il ritmo epico tipici della tradizione orale dei cantastorie e dove il tema della nostalgia è evocato da immagini che rimandano ad una dimensione arcaica e mitologica".
Nella sezione prosa il primo premio è stato vinto dalla stessa Maria Cristina Burdino con il racconto breve intitolato "Pelle d’ebano", in cui "la tematica sempre attuale del razzismo e probabilmente basata su un’esperienza realmente vissuta è trattata con grande sensibilità, ma anche una punta di ironia che cela una denuncia e lascia però trasparire la speranza di un superamento dei pregiudizi nei confronti di persone di altre culture".
Il secondo premio per la sezione prosa se l’è invece aggiudicato Paola Gallo Jarre, residente a Zurigo, con "Emigranti di latta", una racconto il cui "l’esperienza lacerante della discriminazione, espressa in immagini molto commoventi, nutre e rafforza l’amore dei protagonisti che continuano a perseguire con coraggio il loro ideale di vita".
Il terzo premio di questa sezione è stato invece conquistato da Ludovica Mazzucato, per il racconto "Il quadrifoglio", una storia in cui "la fiducia totale nella vita permette ai futuri genitori di accogliere con amore il nascituro con un cromosoma in più, paragonato ad un quadrifoglio, in contrapposizione all’opinione corrente della nostra società disumana".
La giuria ha infine voluto segnalare altre due opere: "Spesso ho udito" di Salvatore Stranieri, di Ebikon (Lucerna), che ha proposto una poesia in cui "immagini oniriche musicalità esprimono un sentimento di universale speranza nella forza vitale e consolatrice del Verbo", e il racconto breve "Andare lontano" di Sergio Piloni, di Ginevra, dove "l’atmosfera onirica e surreale trasforma una situazione banale come un viaggio in metropolitana in un’esperienza fuori dal comune". (Claudio Marsilii-Realtà Nuova/Inform)