Saarbrücken: cronaca di un convegno storico
Gli Italiani nel Saarland ieri ed oggi: da Gastarbeiter a cittadini europei"
SAARBRÜCKEN - Sabato 13 novembre, Congresshalle di Saarbrücken. Alle 9 del mattino i quattrocento posti dell’importante sala dei congressi sono già tutti occupati. Sul palco hanno già preso posto il Console d’Italia a Saarbrücken, Lina Ventriglia, il Segretario Generale del CGIE Franco Narducci, il Pro-Rettore della Università di Venezia "Cà Foscari", Umberto Margiotta, la Professoressa Padoan dello stesso Ateneo ed il Presidente del Comites di Saarbrücken, Giacomo Santalucia.
Tre posti sono ancora vacanti. Una domanda passa da fila a fila: ma viene o non viene? Il Console Ventriglia apre il Congresso; i saluti, i ringraziamenti e finalmente dissipa ogni dubbio: il nostro Ambasciatore, S.E. Silvio Fagiolo è già all’aeroporto in attesa dell’aereo del Ministro degli Italiani nel Mondo Mirko Tremaglia. Un sospiro di sollievo. Rimane un ultimo dubbio, quando qualcuno si chiede: il terzo posto ancora vacante sul palco di chi è? Come se avesse sentito, il Console risponde anche a questa domanda, annunciando che raggiungerà il Congresso anche Peter Müller, Capo del Governo Regionale del Saarland.
Già il titolo del convegno "Gli Italiani nel Saarland ieri ed oggi: da Gastarbeiter a cittadini europei" annuncia l’obiettivo ambizioso di fare il punto, di chiarire lo stato attuale di una situazione migratoria in atto da mezzo secolo. Lina Ventriglia, Console a Saarbrücken da circa due anni, ha sentito la necessità di puntare il sestante sugli astri per determinare la posizione di una collettività che in Germania ha al suo attivo un’eccellente tradizione e che a tutt’oggi conta oltre 24,000 connazionali.
Già nella fase propedeutica del convegno, sono stati raccolti attorno ad un tavolo i rappresentanti eletti della collettività (Comites, associazioni, consiglieri comunali e circoscrizionali), insieme con gli imprenditori italiani di spicco e con gli addetti ai lavori del mondo didattico e culturale.
Sono stati questi stessi portavoce della comunità ad assumersi l’impegno di mobilitare il maggior numero possibile di connazionali per allestire anche una mostra di fotografie, documenti ed oggetti d’esposizione dal titolo "Identità e retaggi culturali: finché dura la memoria. La cantina del nonno, l’armadio della nonna".
Il Pro-Rettore Margiotta, che si è assunto il compito di definire il processo di integrazione, al momento in cui ha riferito su "Gli italiani per l’Europa delle culture" mentre subito dopo la Professoressa Padoan si è soffermata su "Il ruolo della donna nella trasmissione della lingua, della cultura e dei valori". I lavori si sono poi avvicinati sempre più alla realtà specifica del Saarland con la relazione di Rolando Pettinari, in veste di ricercatore sul campo, e di Franco Narducci, che ha parlato delle "Linee evolutive e peculiarità della presenza italiana in Saarland".
Aveva intanto appena preso posto sul podio il primo relatore quando l’applauso si è fatto scrosciante; uno dopo l’altro i presenti si sono alzati dalle loro sedie ed hanno accolto con standing ovations Mirko Tremaglia. Con i suoi 76 anni il Ministro ha fatto ingresso nella Sala con l’Ambasciatore Silvio Fagiolo, restando visibilmente impressionato dalla calorosa accoglienza. Quattrocento persone, di ogni estrazione politica, si sono alzate al suo ingresso, in onore alla persona. Un Mirko Tremaglia in forma, senza patina sul suo carisma di sempre. Attento ascoltatore, mentre scorrevano una dopo l’altra le ultime "testimonianze" ha preso appunti, soprattutto lì dove era interpellato personalmente o dove qualcuno riproponeva i classici temi di sempre.
Un intervento di circa 15 minuti, centrato sul leitmotiv del Convegno, sull’integrazione. Il ministro ha dimostrato di conoscere bene la realtà italiana del Saarland, ricordando di esservi stato nel 1969, accompagnato da Bruno Zoratto, che gli aveva mostrato le baracche degli emigrati, il loro stato di abbandono sociale, umano e politico. Al momento in cui Tremaglia si è interrotto per annunciare l’ingresso in sala del Console Generale della Turchia, gli addetti ai lavori si sono ricordati del suo ultimo intervento ad Istambul e ad Ankara, dove ha difeso la causa dei turchi in merito alla loro entrata nell’Unione. "Le minoranze - cosí Tremaglia a Saarbrücken- devono essere rappresentate e difese ovunque". Chi a Saarbrücken si aspettava un’occasione utile per la precampagna elettorale, nella speranza che l’uno o l’altro rappresentante di partito di provincia, potesse splendere di luce riflessa, è rimasto certamente deluso. Altro caffè, strette di mano e poi il brusio che ha preceduto l’ingresso in sala di Peter Müller, Ministro Presidente del Saarland, accolto con la stessa cordialità vista poco prima verso l’Onorevole Tremaglia. Non è sfuggita la particolare attenzione del nostro Ambasciatore nei confronti del politico. Silvio Fagiolo guarda al Müller con gli occhi del diplomatico purosangue, consapevole che quel Capo del Governo Regionale, Leader della CDU del Saarland, ha aperto il dialogo con la SPD, sfornando con il Ministro dell’interno Schilly la nuova legge sull’immigrazione della Repubblica Federale di Germania. Müller si è complimentato per l’impostazione del Convegno, ricordando che nel Saarland, "Quelli che una volta erano rapporti di lavoro, sono oggi rapporti di amicizia nei confronti della collettività italiana che è oggi un modello di riuscita integrazione economica e culturale nella Società tedesca". (Alfiero Goglio-Corriere d’Italia/Inform)