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INFORM - N. 234 - 17 novembre 2004

Emilia Romagna - L’Istituto Italiano Fernando Santi sulla composizione della Consulta regionale

BOLOGNA - Mercoledì 10 novembre si è riunito a Bologna l’attivo dell’Istituto Italiano Fernando Santi, sede regionale Emilia Romagna, a seguito del convegno del 3 novembre a Petralia Sottana (Palermo) sulle legislazioni regionali in materia di italiani all’estero, cui hanno partecipato delegati emiliano-romagnoli dell’Istituto stesso. L’attivo - è detto in un comunicato - ha espresso un giudizio positivo sul testo proposto da parte del Governo della Regione Emilia Romagna e ciò perché tale testo appare innovativo ed estremamente soddisfacente, valorizzando il ruolo dell’associazionismo e quello delle comunità emiliano-romagnole all’estero.

L’attivo, a conclusione dei lavori, ha chiesto che relativamente alla composizione della Consulta il testo preveda che i rappresentanti siano indicati da Associazioni italiane registrate nell’Albo tenuto dal Ministero degli Affari Esteri in luogo di quelle di volontariato e che la Consulta sia presieduta dal Presidente della Regione e, in sua mancanza, da un vice presidente eletto tra i componenti della Consulta regionale degli emiliano-romagnoli nel mondo. In tal modo, nel riconfermare l’orientamento già espresso dal Presidente dell’Istituto Italiano Fernando Santi, dr. Luciano Luciani, si eliminerebbe l’anomala figura esterna del Presidente della Consulta di nomina regionale, prevista dalla legge 14/90.

L’attuale figura appare, infatti, quale elemento di "interposizione" tra le comunità emiliano-romagnole e il Governo della Regione, il quale correttamente include a pieno titolo i rapporti con le comunità all’estero nell’ambito proprio delle relazioni internazionali e del relativo piano annuale di interventi e iniziative all’estero della Regione Emilia Romagna. (Inform)


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