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INFORM - N. 232 - 15 novembre 2004

Camera: prosegue l'Indagine conoscitiva sugli Istituti italiani di cultura

Ascoltato il Presidente della Commissione italiana per l'Unesco Giovanni Puglisi

ROMA - Continua presso le Commissioni Esteri e Cultura della Camera, riunite in seduta congiunta, l’indagine conoscitiva sugli Istituti italiani di cultura all'estero. Questa volta è stato ascoltato il Presidente della Commissione italiana per l'Unesco Giovanni Puglisi che si è in primo luogo soffermato sulle difficoltà, le incongruenze ed i dati positivi che emergono dal lavoro della Commissione nazionale per la promozione della cultura italiana all'estero. L'organo clou dell'impianto della nostra politica culturale nel mondo in cui egli ricopre, ormai da otto anni, l'incarico di vice presidente.

Puglisi, dopo aver ricordato che la Commissione nazionale potrà agire con efficacia solo se verrà mantenuta una concreta funzione di raccordo e programmazione fra le diverse istituzioni preposte alla promozione della cultura italiana all'estero e se saranno effettuate congrue valutazioni sui risultati conseguiti, ha sottolineato come nei progetti di riforma in esame la suddetta Commissione rischi di essere "ipertrofizzata" dall'eccessivo coinvolgimento di nuove strutture. Un organismo troppo ampio e numeroso, oltre ad avere bisogno di maggiori risorse per le missioni ed i trasferimenti, porrebbe indiscutibili problemi d’ordine pratico che non consentirebbero il regolare svolgimento delle riunioni. Secondo Puglisi, al di là delle esigenze economiche e funzionali, ottimi risultati potranno comunque essere ottenuti riconducendo la Commissione nazionale entro i confini dell'attuale normativa, naturalmente apportando dovute integrazioni volte ad assicurare una migliore funzionalità d'insieme.

Per quanto riguarda la questione dei Direttori degli Istituti di chiara fama, dal vice presidente della Commissione nazionale è stato invece sottolineato come a tutt'oggi l'80 per cento del personale preposto alla promozione della cultura italiana all'estero sia stato assunto con reclutamento "idoneativo". Una procedura che, a differenza dei concorsi dedicati dove emergono soggetti più motivati e professionali, non determina valutazioni di merito adeguate e quindi influisce negativamente sulla qualità complessiva del sistema. "Ritengo - ha precisato Puglisi auspicando il varo di una legislazione che a livello universitario crei un varco selettivo per i laureati interessati a questa realtà - che i Direttori degli Istituti italiani di cultura ed il personale in genere addetto a tali strutture debbano essere reclutati con concorsi mirati e in secondo luogo che debba essere incoraggiata, all'interno dei sistemi formativi dell'istruzione superiore, come ad esempio le Università, ogni forma di canalizzazione diretta alla formazione di personale dedicato".

Puglisi ha poi sottolineato come l'esperienza dei Direttori di chiara fama, una definizione datata e da cambiare, non abbia ottenuto fino ad oggi, fatte salve alcune importanti eccezioni, risultati particolarmente brillanti. Una realtà negativa, attribuibile alla responsabilità dei soggetti coinvolti ed al mancato funzionamento del processo selettivo, che potrebbe essere superata attraverso la creazione di veri e propri "ambasciatori della cultura". Soggetti specifici che agirebbero per progetti mirati e in sinergia con gli Istituti di cultura, ma che non avrebbero il compito di gestirli. "Se invece il Parlamento dovesse decidere per il mantenimento della quota riservata - ha proseguito auspicando che in futuro la scelta politica dei Direttori di chiara fama non prevalga sul criterio della qualità e della professionalità - io spero che non si incrementi il numero dei direttori nominati, perché della Commissione nazionale per la promozione della cultura italiana all'estero dieci già sono molti". Puglisi ha chiesto che per tutti i Direttori, di nomina e di ruolo, vengano introdotte delle valutazioni a posteriori sull'efficacia dell'operato che permettano, attraverso la parametrazione dello stipendio al risultato ottenuto, l'eventuale definizione di una quota incentivante. Ha poi sottolineato l'esigenza di porre al centro della nostra strategia culturale per l'estero, e quindi sotto la competenza della Commissione nazionale, le figure dei lettori e degli addetti scientifici che al momento si trovano alle dirette dipendenze dei Consoli. Due cariche che testimoniano con le loro denominazioni una netta categorizzazione del sapere estranea alla nostra storia culturale, ma funzionale ai fini della ripartizione delle competenze ministeriali.

Nell'auspicare che la scelta degli addetti culturali presso le sedi sprovviste di Istituto avvenga su motivazioni di merito e non per logiche di anzianità, Puglisi ha infine ribadito la necessità, anche alla luce di quanto fanno altri Paesi come la Francia, la Spagna e la Germania. di un serio incremento delle risorse umane e finanziarie - in questo ambito sarebbe inoltre auspicabile il potenziamento della Direzione Generale per la Promozione culturale della Farnesina - per lo sviluppo della cultura italiana all'estero. (Goffredo Morgia-Inform)


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