Abolizione entro cinque anni dei corsi di lingua e cultura italiane in Bavera
Approvato dal Comites di Monaco un documento sulla politica scolastica in Baviera
Al Governo: "Non lasciare nulla d’intentato affinché la decisione delle autorità bavaresi sia revocata"
MONACO DI BAVIERA – Il Comites di Monaco di Baviera, riunito in assemblea plenaria l’11 novembre, ha approvato all’unanimità un Documento sulla politica scolastica in Baviera proposto dal Consigliere Carmine Macaluso. In merito alla decisione del Consiglio dei Ministri bavaresi del 14 settembre di abolire, nell’arco di cinque anni i corsi di lingua e cultura italiana, il Comites a nome della collettività italiana ribadisce, rimarcandone "la gravità delle conseguenze", "la pochezza e la mancata lungimiranza di una politica scolastica, di cui nel recente e remoto passato a più riprese se n è denunciata la discriminante finalità, che relega l apprendimento della lingua e cultura d origine ad un fattore marginale e aleatorio". Il Comites critica poi "aspramente" il mancato ossequio della Direttiva europea del 25 luglio 1977 e della più recente risoluzione del Parlamento europeo (13 dicembre 2001) in cui viene raccomandata l’adozione di misure atte a promuovere la diversità linguistica e l’apprendimento generale delle lingue, successivamente adottata dalla Commissione Europea (27 luglio 2003) attraverso un Piano d azione (2004-06) per la promozione e la diffusione nelle scuole delle lingue europee.
Premesso tutto ciò, il Comites di Monaco di Baviera avanza all’amministrazione italiana una serie di richieste. Chiede innanzi tutto a Governo e sedi diplomatiche di "non lasciare nulla d’intentato affinché la decisione del Consiglio dei Ministri bavaresi sia revocata e l’offerta migliorata" e che "in ogni caso, l’arco indicato dei cinque anni, non sia un’opzione ma garantito e rispettato fino al termine, ferma restando la volontà d intraprendere una campagna d informazione capillare alla collettività per il rilancio e l’affermazione dei corsi di lingua e cultura italiana nella scuola d obbligo". Si chiede inoltre al Ministero degli Esteri che l’Ufficio Scuola del Consolato generale d Italia di Monaco di Baviera sia occupato da un Direttore didattico "in pianta stabile e fissa, ritenendo determinante in questa fase il coordinamento ed il ruolo d interlocutore da assumere tra i diversi attori della vertenza".
Per il Comites è "prioritaria" la riorganizzazione nella circoscrizione consolare di un ente di assistenza scolastica. E chiede all’amministrazione italiana di avviare "senza indugi, in sinergia, un processo di ricompattamento sulla scuola delle forze socio-politico, delle rappresentanze degli insegnanti e dei genitori, capace d’istituire un organismo d’intervento efficace, soprattutto con la prospettiva di una gestione in proprio dello Stato italiano, in un prossimo futuro, dei corsi di lingua e cultura italiana". Sottolineando che il diritto per la collettività all’apprendimento della propria lingua e cultura è "inalienabile e non barattabile", chiede che l’amministrazione italiana - qualora la decisione del Consiglio dei Ministri bavaresi fosse inamovibile - di garantire ai connazionali "con propri finanziamenti, come accade in altri Länder in Germania, l’insegnamento della lingua e cultura italiana senza cesure, né interruzioni del servizio per sottolinearne la continuità e l’attaccamento".
Dal canto suo, il Comites si impegna "a fornire un apporto di idee ed azione", anche attraverso l’istituzione ad hoc di una Commissione di lavoro sulla scuola, per raggiungere una soluzione che "difenda i diritti e gli interessi della collettività". Per il Comites "approccio, studio e valori" insiti nella lingua e cultura italiana sono "fondamentali" per il "fattivo e propositivo contributo" della collettività italiana nella società tedesca, "in una prospettiva d’integrazione europea". E si aspetta dal nostro Paese una "chiara, puntuale e precisa azione d’intervento" presso i governi circoscrizionali bavaresi affinché gli insegnanti italiani possano continuare "a svolgere con dignità e decoro il proprio ruolo professionale". A tale proposito il Comites denuncia la tendenza allo "smantellamento" del personale docente negli ultimi anni e rivendica la necessità di "riavviare con determinazione momenti di coordinamento e di aggiornamento delle attività completamente assenti negli ultimi anni ma sostanziali per un servizio adeguato e che soddisfi le attese dei discenti".
Il Comites infine sottolinea "l’urgenza di aprire un ampio dibattito nella collettività per un coinvolgimento di tutte le forze in campo, espressioni delle realtà socio-politiche,imprenditoriali o culturali". "La presenza italiana in Baviera è al bivio - ricorda il Comites di Monaco - e la sfida è rappresentata dalla capacità o meno di occupare spazi nella società tedesca che profilino, con fantasia ed originalità, in un confronto sempre più impegnativo con un mondo globalizzante, la collettività italiana in quanto tale e ne esaltino il lavoro e le prestazioni in positivo". (Inform)